È arrivato in Procura a Milano per essere interrogato l'ex camionista 80enne Giuseppe Vegnaduzzo, indagato per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti, perché, sulla base di testimonianze, è accusato di essere uno dei presunti "cecchini del weekend" che pagavano per andare ad uccidere civili inermi, tra cui bambini, donne e anziani, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il '92 e il '95.
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È arrivato in Procura a Milano per essere interrogato l'ex camionista 80enne Giuseppe Vegnaduzzo, indagato per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti, perché, sulla base di testimonianze, è accusato di essere uno dei presunti "cecchini del weekend" che pagavano per andare ad uccidere civili inermi, tra cui bambini, donne e anziani, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il '92 e il '95.
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SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PORDENONE). Oggi a Milano è il giorno dell’interrogatorio. Davanti ai magistrati comparirà l’anziano camionista di San Vito al Tagliamento (Pordenone) accusato di essere stato uno dei cecchini di Sarajevo durante l’assedio che tra il 1992 e il 1996 trasformò la capitale bosniaca in una città martire. Un passaggio cruciale di un’inchiesta che riapre una delle ferite più pr…
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«Mi sento tranquillo. Nella vita ne ho passate tante». Sembra sereno Giuseppe Vegnaduzzo, l'anziano di 80 anni di San Vito al Tagliamento (Pordenone) indagato per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti dalla Procura di Milano nell'inchiesta nata da un esposto secondo il quale, durante l'assedio di Sarajevo, c'erano dei 'turisti cecchini' che raggiungevano la capitale bosniaca per sparare, a pagamento…
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Parlerà e dirà la sua verità domani Giuseppe Vegnaduzzo, il pensionato 80enne di Savorgnano di San Vito, finito nell'inchiesta choc sui cecchini di Sarajevo, che intende dimostrare la sua estraneità a quell’orrore. Turisti-cecchini che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. Il pensionato è indagato per omicidio volontario continuato e aggravato e nei giorni scorsi gli è stato notificato un…
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La procura di Milano allarga la lista dei sospettati per i safari di morte a Sarajevo analizzando la posizione di un professionista del Torinese, un alpino della Carnia e di un banchiere di Trieste. I viaggi della morte di Sarajevo venivano organizzati dall'Italia per andare a sparare sui civili nella città sotto assedio durante la guerra in Bosnia Erzegovina tra il 1992 e il 1996. Secondo le ricostruzioni fatte finora dai pubblici ministeri i cecchini del weekend pagavano anche 100 milioni di lire per poter sparare su…
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La nuora lo assicura, “certo che parlerà, eccome”. Come a dire, non vede l’ora, “smonterà tutto in poco”. Il camionista friulano di Savorgnano, frazione di San Vito al Tagliamento, oggi pensionato, il primo formalmente accusato di essere uno dei cecchini italiani nella Sarajevo sotto assedio durante la guerra nella ex Jugoslavia, è pronto a dire la sua “verità” ai pm quando lunedì, da questa comu…
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Toni Capuozzo è tra i pochi a poter parlare davvero di Sarajevo. Oltre che della guerra, quella prima di Telegram, quella raccontata sul campo a pochi metri dai proiettili che magari uccidono un collega. Ed è successo anche quello, nella dannata Sarajevo dell'assedio. Un cameraman croato, freddato dagli sniper. Serbo-bosniaci? Bosgnacchi musulmani? Chissà. La morte a Sarajevo spesso non aveva un…
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Lunedì sarà il giorno dell’interrogatorio a Milano dell’ottantenne friulano di Savorgnano, primo italiano formalmente indagato per aver partecipato come cecchino ai “safari” di Sarajevo durante l’assedio. In paese la famiglia fa quadrato e assicura che l’uomo parlerà, respingerà ogni addebito e “smonterà tutto”. Il suo avvocato, Giovanni Menegon, conferma: non si avvarrà della facoltà di non rispondere e intende dimostrare la propria estraneità.
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