Negli ultimi giorni ha circolato la notizia di un presunto legame tra l’uso prolungato di melatonina e un aumento del rischio di insufficienza cardiaca. Il riferimento è a un semplice abstract presentato a un congresso scientifico, non a uno studio pubblicato e valutato dalla comunità scientifica. È importante dirlo subito: non esiste alcuna evidenza solida che la melatonina faccia male al cuore …
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Negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo la notizia secondo cui l’assunzione di melatonina sarebbe associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. L’allarme, rilanciato da diversi media internazionali e ripreso anche in Italia, si basa però su una comunicazione orale presentata al congresso dell’American Heart Association (AHA 2025), tuttora in corso, e non su uno studio pubblicato o sottoposto a revisione scientifica.
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Negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo la notizia secondo cui l’assunzione di melatonina sarebbe associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. L’allarme, rilanciato da diversi media internazionali e ripreso anche in Italia, si basa però su una comunicazione orale presentata al congresso dell’American Heart Association (AHA 2025), tuttora in corso, e non su uno studio pubblicato o sottoposto a revisione scientifica.
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Camomille, tisane, caramelle gommose, pillole, sciroppi, spray: la melatonina è ormai presente in ogni formulazione e promette di aiutarci a dormire meglio e più serenamente, realizzando il sogno degli oltre 15 milioni di italiani alle prese con disturbi del sonno. Secondo Federchimica - Assosalute, nel nostro Paese, il 20% della popolazione soffre di insonnia in modo episodico e il 6-7% convive …
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L'uso prolungato di integratori a base di melatonina utilizzati per favorire il sonno potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero connesso e morte per qualsiasi causa. Lo rivela uno studio che sarà presentato alle Scientific Sessions 2025 dell'American Heart Association a New Orleans, che ha coinvolto 130.828 adulti con diagnosi di insonnia
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Preferisci ascoltare il riassunto audio? Un nuovo studio presentato in anteprima all’American Heart Association Scientific Sessions 2025 solleva dubbi importanti sulla sicurezza dell’uso a lungo termine della melatonina, un integratore comunemente usato per favorire il sonno anche nei bambini. I risultati preliminari, basati su un’analisi di oltre 130.000 pazienti affetti da insonnia cronica, suggeriscono un aumento significativo del rischio di scompenso cardiaco, ospedalizzazione…
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Un uso eccessivo di integratori di melatonina per combattere l'insonnia può avere effetti negativi, soprattutto sul cuore. Lo studio, che sarà presentato all'American Heart Association a New Orleans, accende un faro sull'utilizzo della sostanza a lungo termine. L'incidenza dell'insufficienza cardiaca aumenta in chi assume questi integratori: «È stato sorprendente vedere» questi dati, ha detto Ekenedilichukwu Nnadi, autore…
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La melatonina è un ormone prodotto dall’organismo per regolare il ciclo sonno-veglia. Gli integratori per il sonno che utilizzano questo elemento si trovano facilmente in farmacia, supermercati e autogrill. Lunghi viaggi in macchina, treno e aereo possono scombussolare le abitudini di sonno, e si ricorre a questo integratore che non necessita di ricetta medica. Tuttavia, bisogna assumerlo per un breve periodo di tempo, come indicato anche sulle confezioni stesse.
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La melatonina è uno degli integratori più utilizzati in caso di problemi di sonno. Viene consigliata contro il jet lag, per favorire il ripristino del normale ritmo circadiano. E per superare problemi di insonnia più o meno duraturi. È normalmente considerata innocua – si tratta, d’altronde, di un ormone normalmente prodotto anche dal nostro organismo – ma un nuovo studio presentato durante il congresso annuale dell’American Heart Association racconta una storia diversa: un aumento dei rischi cardiovascolari connesso con l’utilizzo…
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La melatonina è diventata negli ultimi anni una delle soluzioni più popolari per combattere l’insonnia. Considerata un rimedio naturale e sicuro, è disponibile in farmacia e parafarmacia senza ricetta. Tuttavia, un nuovo studio presentato all’American Heart Association (AHA) lancia un avvertimento importante: assumere melatonina per lunghi periodi potrebbe aumentare il rischio di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero e mortalità generale.
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L’uso prolungato di melatonina potrebbe pesare sulla salute del cuore. Lo suggerisce uno studio osservazionale che sarà presentato alle Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association , a New Orleans, basato sull’analisi delle cartelle cliniche di oltre 130mila persone con insonnia. Secondo i ricercatori, l’uso prolungato di integratori a base di melatonina, comunemente utilizzati per favorire il sonno, potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di…
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L’uso prolungato di integratori a base di melatonina utilizzati per favorire il sonno potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricoveri e mortalità in generale. Lo studio su 130mila adulti con insonnia cronica L’uso prolungato di integratori a base di melatonina utilizzati per favorire il sonno potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricoveri e mortalità in generale.
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Quello che per milioni di persone è considerato un aiuto naturale e sicuro per dormire, potrebbe non essere così innocuo. L’uso prolungato di integratori a base di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia, potrebbe essere associato a un rischio più elevato di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero e mortalità generale. È quanto emerge da un’ampia analisi internazionale che sarà presentata alle Scientific Sessions 2025 dell’American heart association (Aha), in…
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L’uso prolungato di integratori a base di melatonina utilizzati per favorire il sonno potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero connesso e morte per qualsiasi causa. Lo rivela uno studio che sarà presentato alle Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association a New Orleans, che ha coinvolto 130.828 adulti con diagnosi di insonnia
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