Milano, 09 feb - I militari del gruppo Carabinieri per la tutela del lavoro di Milano hanno eseguito un decreto di controllo giudiziario in via d'urgenza emesso dalla Procura a carico dell'azienda Foodinho, societa' di delivery del gruppo Glovo, con la contestuale nomina di un amministratore giudiziario. L'amministratore di diritto della societa' risulta indagato per il presunto reato di caporalato, poiche' per la Procura avrebbe impiegato manodopera in condizioni di sfruttamento…
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Milano, 9 feb. – Scatta il controllo giudiziario per sfruttamento dei rider nei confronti di Foodinho, società di delivery del gruppo Glovo. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Milano su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha disposto anche la nomina di un amministratore giudiziario.Il decreto di controllo giudiziario è stato adottato in via d’urgenza (ed ora al vaglio del gip), per le ipotesi di…
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Controllo giudiziario per caporalato a carico di Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Lo ha ordinato in via d’urgenza il pubblico ministero di Milano Paolo Storari, con una motivazione molto semplice: sarebbero state corrisposte paghe sotto la soglia di povertà e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. Sul controllo giudiziario, che comporta la nomina di un amministratore giudiziario per la società, dovrà comunque esprimersi un giudice per le indagini preliminari, dopo il provvedimento…
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La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d'urgenza di Foodinho srl, la società che gestisce la piattaforma di food delivery Glovo, con l'ipotesi di reato di caporalato aggravato su 2mila rider a Milano e 40mila in tutta Italia. Il pubblico ministero Paolo Storari ha iscritto sul registro degli indagati l'amministratore unico dell'azienda, lo spagnolo Miquel Oscar Pierre, e la società per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti per…
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La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza di Foodinho srl, la società che gestisce la piattaforma di food delivery Glovo, con l’ipotesi di reato di caporalato aggravato su 2mila rider a Milano e 40mila in tutta Italia. Il pubblico ministero Paolo Storari ha iscritto sul registro degli indagati l’amministratore unico dell’azienda, lo spagnolo Miquel Oscar Pierre, e la società per la legge sulla responsabilità…
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Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. Sul controllo giudiziari…
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L’inchiesta della procura di Milano resa pubblica lunedì 9 febbraio mette nero su bianco ciò che l’Unione Sindacale di Base denuncia da anni: i rider non sono lavoratori autonomi, ma dipendenti a tutti gli effetti, mascherati da finte partite IVA per aggirare diritti, tutele e contratti. Secondo quanto emerge…
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Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe sotto la soglia di povertà, dunque con uno sfruttamento del lavoro. Sarebbero state erogate retribuzioni "inferiori fino al 76% rispetto alla soglia di povertà e dell'81% rispetto ai contratti di settore".
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La società italiana di Glovo, Foodinho srl, finisce sotto controllo giudiziario, stabilito con un decreto d’urgenza dalla Procura di Milano, eseguito dai Carabinieri di Milano del Gruppo di tutela del lavoro. Il provvedimento, che dovrà essere convalidato da un gip, parla di «condizioni di sfruttamento» e un sistema che fa leva «sullo stato di bisogno dei…
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L’accusa per l’amministratore unico Pierre Miquel Oscar è di caporalato La società italiana di Glovo, Foodinho srl è sotto controllo giudiziario deciso con un decreto d’urgenza dalla Procura di Milano. Il provvedimento, che dovrà essere convalidato parla di condizioni di sfruttamento e un sistema che fa leva sullo stato di bisogno dei lavoratori. L’accusa per l’amministratore unico Pierre Miquel Oscar è di caporalato, così come per la stessa società.
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Indagato l'ad di Foodinho Pierre Miquel Oscar Sul controllo giudiziario, con la nomina dunque di un amministratore giudiziario per la società di delivery food, dovrà poi esprimersi un gip, dopo il provvedimento d'urgenza di oggi della Procura di Milano, che ha portato avanti nel tempo altre indagini di questo genere su colossi, anche della logistica, per sfruttamento del lavoro. Nelle indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, è indagato lo…
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Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sono state corrisposte paghe “sotto la soglia di povertà” e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. Per Approfondire Lavoro - Glovo perde il ricorso sulla maxi multa da 65 milioni.
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MILANO. Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila rider in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. L'amministratore unico Pierre Miquel Oscar è accusato di caporalato, reato contestato anche alla…
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MILANO Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. .
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«Faccio il rider a partita Iva per Glovo, uso una bicicletta elettrica che ho acquistato io, ricevo in media 2 euro e 50 centesimi a consegna, con incrementi legati alla distanza o ai fine settimana, circa 10/15 consegne al giorno con punte anche di 20/25 percorrendo tra i 50 e 60 km., rimango collegato all’app per circa dodici ore al giorno generalmente dalle 10 alle 22, sono costantemente geolocalizzato con il Gps…
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Il 92,5% dei rider utilizza mezzi propri. Bici e monopattini elettrici sono diffusi (40,6%), ma una quota rilevante lavora in auto (23,4%), soprattutto fuori dai grandi centri urbani. Mentre sul resto, come percorrenze, si evince che il 66% degli intervistati percorre oltre 40 km al giorno. Il 31% sostiene oltre 200 euro al mese di costi vivi (carburante, manutenzione, telefono) e il 35,5% ha subito il furto del proprio mezzo (e il 12,3% un tentato furto).
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Non si parli di gig economy: fare il rider non è un lavoretto per arrotondare, dal momento che in Italia il food delivery è diventato sempre più un lavoro a tempo pieno, fisicamente impegnativo, quasi sempre malpagato, svolto in larga parte da giovani e lavoratori migranti. Otto o dieci ore al giorno in strada, sei o sette giorni a settimana e pagati a cottimo: due, tre, quattro euro lordi a consegna, dentro cui finiscono tempi morti, chilometri, carburante (per chi non pedala ma guida…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 4' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Altro che “lavoretto”: il food delivery in Italia è una corsa lunga 8-10 ore, 6-7 giorni su 7, a cottimo. Due, tre, quattro euro lordi a consegna — e dentro ci finisce tutto: attese, carburante, usura, rischi. È il ritratto duro della condizione di lavoro dei rider che emerge dalla ricerca “La condizione di lavoro dei rider del food…
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Li chiamano rider, perché gli inglesismi nobilitano i lavori bassi e annacquano il senso di schiavitù. In realtà sono lavoratori che reggono un pezzo intero dell’economia urbana contemporanea, pagandolo con il proprio corpo e con il proprio tempo. Il dossier 2025 di NIdiL Cgil fotografa una condizione che assomiglia sempre meno a un lavoro flessibile e sempre più a una forma aggiornata di sfruttamento strutturale.
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Sono soprattutto maschi, hanno tra i 21 e i 39 anni, per lo più immigrati. Per il 76 per cento di loro consegnare cibo a domicilio è la principale fonte di reddito, oltre il 70 per cento lavora 6-7 giorni a settimana, quasi la metà dalle 7 alle 10 ore al giorno, oltre il 50 per cento per più piattaforme contemporaneamente. Quasi sempre a cottimo, per un compenso ridicolo: dai 2 ai 4 euro a consegna, dentro cui c’è tutto, attese, spese, costi a carico del lavoratore.
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Il lavoro dei rider del food delivery in Italia si caratterizza per una forte precarietà economica, sociale e contrattuale. La maggioranza dei rider è giovane, spesso migrante, e svolge questa attività come principale fonte di reddito, lavorando 6-7 giorni a settimana, anche oltre 8-10 ore al giorno con pagamenti a cottimo tra i 2 e i 4 euro lordi a consegna. E' quanto emerge dalla ricerca 'La condizione di lavoro dei rider del food delivery', realizzata dalla Nidil Cgil nazionale con 500 questionari…
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