Meta: consenso o pagamento? Cosa fare? In questi giorni Meta sta chiedendo agli utenti di scegliere tra consentire l’uso dei propri dati per scopi di marketing o pagare per utilizzare i suoi servizi, un’operazione che solleva dubbi sulla sua legittimità in relazione alle normative europee sulla privacy e sulle sue implicazioni legali. L'intervento di Diego Dimalta, co-founder BSD Legal e Privacy Week.
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Instagram e Facebook passano a pagamento? Scopri ora cosa sta succedendo e come funziona sui tuoi profili social. Tra i social usati ci sono Facebook e Instagram, che hanno milioni di utenti in tutto il mondo. Molte persone li usano per restare in contatto con amici e familiari, per informarsi e per seguire gli interessi. TikTok si è imposto in poco tempo tra i giovani. Il social dei video brevi è diventato una…
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Nel panorama sempre in evoluzione dei social media, Meta ha recentemente introdotto una novità che potrebbe cambiare il modo in cui gli utenti europei interagiscono con Facebook e Instagram. A partire da luglio 2025, gli utenti hanno la possibilità di scegliere tra continuare a utilizzare le piattaforme gratuitamente, accettando però il trattamento dei propri dati per fini pubblicitari, o sottoscrivere un abbonamento che elimina la pubblicità e blocca il tracciamento per marketing.
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Meta sta lanciando una nuova raffica di messaggi su Facebook e Instagram, chiedendo agli utenti di scegliere tra due modelli d’utilizzo: continuare a usare gratuitamente le piattaforme accettando la pubblicità personalizzata, oppure sottoscrivere un abbonamento mensile per rimuovere completamente gli annunci e la profilazione dei dati. La schermata di scelta si presenta all’apertura dell’app o del sito e blocca temporaneamente…
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Meta, il gigante americano dei social media, ha ospitato sulle proprie piattaforme (Facebook, Instagram e Threads) più di 100 annunci pubblicitari per raccolte fondi in favore dell’Idf, in violazione sia del proprio codice di condotta che delle norme europee. Ne dà conto un’indagine di Eko, organizzazione internazionale per la tutela dei consumatori, documentando le numerose iniziative online che hanno fruttato alla causa in favore delle forze armate israeliane almeno 2,4 milioni di dollari.
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Il nuovo regolamento Ue sulla trasparenza spinge l'azienda a fermare le inserzioni politiche a pagamento per i 533 milioni di utenti di Facebook e Instagram. Anche Google aveva preso una decisione analoga Meta interromperà la pubblicazione di inserzioni a pagamento su temi politici, elettorali e sociali nell’Unione Europea a partire da ottobre 2025. La decisione è legata all’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla trasparenza della pubblicità…
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In sostanza, questo significa che in tutti i Paesi dell'EU, Italia inclusa, non sarà più possibile pagare per promuovere la visibilità di post che hanno a che fare con campagne elettorali, attivismo e temi di attualità politica. Ovviamente, i politici e gli attivisti potranno continuare a pubblicare contenuti sui social: semplicemente non potranno più sponsorizzarli ma dovranno accontentarsi del cosiddetto reach organico.
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Meta ha deciso: da ottobre 2025 stop a tutta la pubblicità politica nell’Unione Europea. Nessun compromesso, nessun adeguamento al regolamento europeo sulla trasparenza: fuori tutto. Fuori i partiti, fuori i candidati, fuori anche le cause sociali. Ufficialmente, la scelta è tecnica: le nuove regole Ue sono troppo complesse da applicare, troppo vaghe, troppo rischiose. Ma in realtà è una questione di priorità economiche.
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Rischia di provocare una rivoluzione o, meglio, una controrivoluzione nella comunicazione politica l'annuncio fatto oggi da Meta: in Europa «non sarà più consentita la pubblicità politica» sulle sue piattaforme, Facebook e Instagram. La decisione è stata motivata con «l'inapplicabilità» delle norme di Bruxelles. Meta in Europa vieta la pubblicità
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D'accordo, ma perché Meta, in Europa, è giunto a una simile conclusione o, per dirla con alcuni utenti, a un autentico ricatto? Il provvedimento di Meta, di fatto, è una risposta diretta alla normativa europea sulla privacy. Normativa che richiede un consenso esplicito per l’uso dei dati personali a fini pubblicitari. L’azienda, così facendo, ha ribadito che l’opzione a pagamento è un modo per rispettare le esigenze regolatorie pur preservando il modello di business basato sulle inserzioni.
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Il nuovo Regolamento europeo punta a rendere più trasparente la pubblicità politica nell'Unione europea, soprattutto in vista delle elezioni europee del 2029 Da ottobre Meta non consentirà più nell’Ue la pubblicazione di inserzioni a pagamento relative a temi sociali, elettorali e politici. «Una decisione difficile – afferma il team guidato da Mark Zuckerberg – In risposta al nuovo regolamento Ue sulla trasparenza e il targeting della…
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Lo stop alle inserzioni a pagamento arriva a causa della normativa europea relativa alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica che prevede una serie di obblighi per le piattaforme digitali
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L’ecosistema digitale europeo si trova di fronte a una svolta epocale: la sospensione della pubblicità politica sulle principali piattaforme social, decisa da due giganti del settore, rappresenta un segnale forte della crescente complessità nella gestione delle nuove regole comunitarie. La mossa, innescata dall’introduzione della normativa TTPA (Transparency and Targeting of Political Advertising), pone interrogativi cruciali sull’equilibrio tra regolamentazione digitale e libertà di espressione…
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Niente più annunci dei politici sponsorizzati sulle piattaforme social gestite da Meta, come Facebook e Instagram, la decisione arriva in polemica con le nuove regole europee: "A partire da ottobre, Meta non consentirà più la pubblicazione di inserzioni relative a temi sociali, elettorali e politici in Ue, alla luce dei requisiti impraticabili e delle incertezze giuridiche introdotte dal regolamento europeo sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica…
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Meta ha deciso di bloccare gli annunci politici all'interno dell'UE: la causa è il nuovo regolamento europeo. Scopriamo tutti i dettagli. Meta ha annunciato che a partire da ottobre 2025 bloccherà gli annunci politici, elettorali e su temi sociali all'interno dell'Unione Europea. La decisione arriva in risposta al nuovo regolamento europeo TTPA (Transparency and Targeting of Political Advertising), che secondo l'azienda impone requisiti troppo complessi e…
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Meta non consentirà più pubblicità politiche, elettorali o su temi sociali sulle sue piattaforme Facebook e Instagram nell’Unione europea, a partire da ottobre. Sulla scia di quanto già deciso da Google alla fine del 2024. La decisione «difficile» coinvolgerà circa 533 milioni (261 milioni su Facebook e 272 milioni su Instagram) di utenti attivi mensili nell’Ue. La motivazione, spiega in una nota la società fondata da Mark Zuckerberg, è legata «ai requisiti impraticabili, alle importante sfide…
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Meta, come già ha fatto Google, annuncia lo stop alla pubblicità politica, elettorale e sociale sulle sue piattaforme nell’Unione Europea a partire da ottobre 2025. La decisione è legata al nuovo regolamento europeo sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica, giudicato troppo complesso e incerto. È la seconda presa di distanza da Bruxelles in pochi giorni, dopo il rifiuto di aderire al Codice sull’IA generativa
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Meta chiude la porta alla pubblicità politica nell’Unione europea. A partire da ottobre, sulle piattaforme del colosso americano, Facebook e Instagram in testa, non sarà più possibile acquistare annunci a sfondo politico, elettorale o sociale. Il motivo sta nelle nuove regole europee sulla trasparenza, che secondo l’azienda fondata da Mark Zuckerberg sono troppo complicate da applicare. «È stata una decisione difficile» scrive Meta in una nota ufficiale, in cui si definiscono le norme imposte…
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Milano, 25 lug. – A partire da ottobre, Meta non consentirà più la pubblicazione di inserzioni relative a temi sociali, elettorali e politici nell’Unione Europea. Lo comunica l’azienda fondata da Mark Zuckerberg. La motivazione, viene spiegato, è legata “ai requisiti impraticabili e delle incertezze giuridiche introdotte dal regolamento europeo sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica (TTPA).
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“Controlla se possiamo trattare i tuoi dati per le inserzioni”, è questo il messaggio che gli utenti di Instagram (e Facebook) stanno ricevendo in questi giorni. Una finestra che ha creato non poche preoccupazioni tra i fruitori delle applicazioni. Il motivo è legato al fatto che appare subito la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a 7,99 euro al mese. In tanti hanno pensato a un cambio di rotta dell’applicazione, che avrebbe…
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A partire da ottobre Meta non consentirà più nell'Ue la pubblicazione di inserzioni a pagamento relative a temi sociali, elettorali e politici. "Una decisione difficile - afferma - in risposta al nuovo regolamento Ue sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica che implica sfide operative rilevanti e incertezze a livello giuridico" e porta gli utenti "a visualizzare annunci meno personalizzati" sulle piattaforme.
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