L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza e da rilievi di terreno svolti da personale INGV, si osserva che il campo lavico in Valle del Bove, sull’Etna, è ancora alimentato. “In particolare, il flusso lavico, il cui fronte si attestava ieri a quota di 1360 metri s.l.m., è fermo ed in raffreddamento, mentre il flusso lavico in sovrapposizione, che ieri aveva raggiunto quota 1600 metri s.
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ETNA | Nuovo aggiornamento attività eruttiva L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) fornisce un nuovo aggiornamento sulla recente eruzione dell’Etna Prosegue, senza sostanziali variazioni, l’attività eruttiva dell’Etna. In particolare, i rilievi giornalieri di terreno e da drone del campo lavico, realizzati dal personale dell’Osservatorio Etneo (INGV-OE), hanno evidenziato che continua l’attività effusiva alla bocca di quota 2100 m s.
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L’Etna prosegue nella sua attività eruttiva: dai rilievi quotidiani realizzati dal personale dell’Osservatorio Etneo (INGV-OE) è emersa la continuazione dell’attività effusiva alla bocca di quota 2100 m s.l.m. caratterizzata da un basso tasso effusivo. Il fronte lavico più avanzato nel corso della mattina ha raggiunto la quota di 1360 m s.l.m. avanzando lentamente, in accordo con le simulazioni dello sviluppo della colata realizzate dall’OE, mentre la porzione centrale del campo…
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Prosegue, senza sostanziali variazioni, l’attività eruttiva dell’Etna. In particolare, i rilievi giornalieri di terreno e da drone del campo lavico, realizzati dal personale dell’Osservatorio Etneo (INGV-OE), hanno evidenziato che continua l’attività effusiva alla bocca di quota 2100 m s.l.m. caratterizzata da un basso tasso effusivo. Durante il corso della mattina il fronte lavico più avanzato ha raggiunto la quota di 1360 m s.
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Federescursionismo Sicilia interviene ufficialmente nel dibattito sull’accesso alla Valle del Bove dopo la colata lavica in corso sull’Etna dal 1 gennaio 2026. Con un post su Facebook l'associazione informa di avere inviato una comunicazione formale al Comune di Milo e al Dipartimento Regionale della Protezione Civile, in cui il presidente Emilio Messina ha espresso una posizione articolata, improntata al dialogo e alla collaborazione, ma anche a una richiesta netta di chiarimenti…
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) fornisce un nuovo aggiornamento sulla recente eruzione dell’Etna Prosegue, senza sostanziali variazioni, l’attività eruttiva dell’Etna. In particolare, i rilievi giornalieri di terreno e da drone del campo lavico, realizzati dal personale dell’Osservatorio Etneo (INGV-OE), hanno evidenziato che continua l’attività effusiva alla bocca di quota 2100 m s.
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Resta confinata nella desertica Valle del Bove, distante da centri abitati e infrastrutture, la colata che emerge dalla bocca apertasi a quota 2.100 metri sull’Etna. Secondo stime del personale del corpo Forestale regionale, che ha eseguito un nuovo sopralluogo, il fronte lavico, debolmente alimentato, sarebbe arrivato intorno a quota 1.380 metri, è largo 100 metri e alto 15, e percorre due metri l’ora.
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Il fronte del magma è alto 100 metri e largo 15. Percorre 2 metri l'ora CATANIA – Resta confinata nella desertica Valle del Bove, distante da centri abitati e infrastrutture, la colata che emerge dalla bocca apertasi a quota 2.100 metri sull’Etna. Secondo stime del personale del corpo Forestale regionale, che ha eseguito un nuovo sopralluogo, il fronte lavico, debolmente alimentato, sarebbe arrivato intorno a quota 1.380 metri, è largo 100 metri e alto 15, e percorre due metri l’ora.
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Ore 13:52 L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza e dai rilievi di terreno svolti da personale INGV con l’ausilio di droni si osserva che il campo lavico in Valle del Bove è ancora alimentato e che il fronte più avanzato ha raggiunto lentamente la quota di circa 1360 m s.l.m. In particolare, il sorvolo con drone ha permesso di dettagliare che l’area più attiva del campo lavico si trova più a monte di Rocca Musarra, tra quota 1800 e…
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Resta confinata nella desertica Valle del Bove, distante da centri abitati e infrastrutture, la colata che emerge dalla bocca apertasi a quota 2.100 metri sull'Etna. Secondo stime del personale del corpo Forestale regionale, che ha eseguito un nuovo sopralluogo, il fronte lavico, debolmente alimentato, sarebbe arrivato intorno a quota 1.380 metri, è largo 100 metri e alto 15, e percorre due metri l'ora.
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fornisce chiarimenti sulla recente eruzione dell’Etna è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva a una quota di circa 2.100 m s.l.m. localizzata subito a monte del M. Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove. Da questa fessura eruttiva, interessata da una debole attività esplosiva e da un basso tasso effusivo medio (circa 5m 3 /s)…
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Ha raggiunto quota 1.420 metri la colata di lava che dalle prime ore di questo 2026 fuoriesce da una frattura eruttiva sull'Etna. Sulla base delle informazioni fornite dall'Ingv e dal corpo forestale...
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Due riunioni in videoconferenza si sono svolte nel pomeriggio nell’ambito del sistema di Protezione civile sulle attività connesse alla colata lavica attiva nella Valle del Bove sul versante orientale dell’Etna. La prima, indetta dal dipartimento della Protezione civile nazionale, con la partecipazione di quella regionale della Sicilia, dell’Ingv e del Cnr finalizzata all’esame della situazione vulcanologica e alla definizione degli scenari evolutivi del fenomeno.
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L'allerta per l'Etna rimane gialla, la colata di lava non si ferma ma non desta preoccupazioni. E' l'aggiornamento della Protezione Civile nella giornata di oggi, 2 gennaio. "Alla luce delle valutazioni tecniche, la colata lavica risulta attualmente scarsamente alimentata e non determina alcun pericolo per i centri abitati", rende noto il dipartimento sottolineando che la situazione "resta tuttavia oggetto di monitoraggio costante" e che eventuali variazioni del flusso lavico…
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Proseguono le attività di protezione civile connesse alla colata lavica attiva in Valle del Bove, sul versante orientale dell’Etna. Nel corso della giornata si sono svolte due riunioni in videoconferenza nell’ambito del sistema di protezione civile. La prima, indetta dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale, con la partecipazione della Protezione Civile della Regione Siciliana, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), è stata…
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Spettacolo e preoccupazione, come sempre, accompagnano ogni eruzione dell’Etna. Se la meraviglia della lava continua ad estasiare tutti i catanesi, non manca però chi – soprattutto tra gli abitanti dei territori pedemontani – guarda con ansia ai movimenti della montagna. Sin dal pomeriggio di ieri non si ferma l’attività effusiva del “Mungibeddu” nella Valle del Bove, dove la colata lavica continua a essere alimentata da una bocca situata nei pressi di Monte Simone, a circa 2.100 metri di quota.
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Un'attività effusiva con l'emissione di una colata è presente all'interno della desertica Valle del Bove dell'Etna in corrispondenza della parete Nord-Occidentale in una foto concessa da Turi Caggegi, Catania, 1 gennaio 2026. (ANSA/Turi Caggegi) Un'immaginea della bocca effusiva nella desertica Valle del Bove dell'Etna, in prossimità di monte Simone, a circa 2.100 metri, da cui emerge una colata il cui fronte lavico ha raggiunto a quota 1.580 metri, 2 gennaio 2026.
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Se il tasso effusivo alla bocca apertasi a quota 2.100 metri sull'Etna si mantiene costante, la colata lavica rimarrà confinata all’interno della desertica Valle del Bove. E’ quanto emerge da simulazioni realizzate dall’Osservatorio Etneo di Catania rese note dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma. «L'eruzione dell’Etna, iniziata il 24 dicembre, a partire dal pomeriggio del 1 gennaio 2026 - ricostruisce l’Ingv - è stata interessata da una…
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) fornisce chiarimenti sulla recente eruzione dell’Etna L’eruzione dell’Etna, iniziata il 24 dicembre 2025, a partire dal pomeriggio del 1° gennaio 2026 è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva ad una quota di circa 2100 m s.l.m. localizzata subito a monte del M. Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove.
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) fornisce chiarimenti sulla recente eruzione dell’Etna L’eruzione dell’Etna, iniziata il 24 dicembre 2025, a partire dal pomeriggio del 1° gennaio 2026 è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva ad una quota di circa 2100 m s.l.m. localizzata subito a monte del M. Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove.
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L’eruzione dell’Etna, iniziata il 24 dicembre 2025, a partire dal pomeriggio del 1° gennaio 2026 è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva ad una quota di circa 2100 m s.l.m. localizzata subito a monte del M. Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove (Foto di copertina di Stefano Branca). Da questa fessura eruttiva, interessata da una debole attività esplosiva e da un basso tasso effusivo medio (circa 5m3/s) misurato da dati satellitari…
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L'Etna ha dato vita a una nuova attività effusiva all'interno della Valle del Bove, iniziata attorno alle 16:30 del 1° gennaio 2026 in corrispondenza della parete nord-occidentale (in prossimità del Monte Simone, a 2.100 metri di quota), che ha alimentato una colata lavica di 2,8 km di estensione, scesa fino a 1.420 metri di altitudine a est del rilievo di Rocca Musarra. Secondo quanto riportato nell'ultimo comunicato dell'Osservatorio Etneo dell'INGV…
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Se il tasso effusivo alla bocca apertasi a quota 2.100 metri sull'Etna si mantiene costante, la colata lavica rimarrà confinata all'interno della desertica Valle del Bove. E' quanto emerge da simulazioni realizzate dall'Osservatorio Etneo di Catania rese note dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma. "L'eruzione dell'Etna, iniziata il 24 dicembre, a partire dal pomeriggio del 1 gennaio 2026 - ricostruisce l'Ingv - è stata interessata da una nuova fenomenologia…
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La colata lavica dell’Etna avanza, ma in una zona desertica, lontana da centri abitati e infrastrutture. È questo il dato che emerge dalle ultime osservazioni del vulcano, dove l’attività effusiva continua senza impatti sul territorio popolato dalle comunità locali. La lava fuoriesce dalla bocca effusiva apertasi nella Valle del Bove, in prossimità di Monte Simone, a circa 2.100 metri di quota. S…
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“Non si rilevano al momento rischi di impatti diretti” della colata lavica in corso sull’Etna rispetto ai centri abitati né alle infrastrutture. Lo rileva la protezione civile regionale, guidata da Salvo Cocina. “Permangono tuttavia significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della Sp Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente…
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A realizzare il video è stato il fotografo italiano Emilio Messina, che ha immortalato la scena nella Valle del Bove, la vasta e impervia conca che segna il versante orientale dell’Etna. Nelle riprese notturne, la lava avanza lenta ma inesorabile, disegnando linee di fuoco sul terreno scuro, in un contrasto di rara potenza visiva.
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L'Etna continua a stupire, stavolta con una eruzione anomala. Cosa sta succedendo in Sicilia? Dalla mezzanotte di Capodanno abbiamo assistito ad una eruzione laterale di bassa quota a cui non eravamo abituati. Etna, eruzione laterale a bassa quota: le ultime news Mezzanotte di Capodanno esplosiva sull’Etna dove si è verificata un’eruzione laterale a bassa quota che ha iniziato a preoccupare gli abitanti dei paesini circostanti per via della colata lavica che ha iniziato a riversarsi nella Valle del Bove…
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E’ in corso da ieri sera una eruzione dell’Etna che saluta, così’, l’arrivo del nuovo anno con i primi fenomeno del 20’26. Il Capo del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia, Salvo Cocina, fornisce un aggiornamento sull’attività in corso a seguito della colata lavica in atto nella Valle del Bove, sul versante orientale dell’Etna. Fronte lavico avanza lentamente Sulla base delle informazioni fornite…
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza, da immagini satellitari e da rilievi di terreno svolti da personale INGV, si osserva che il campo lavico in Valle del Bove è ancora alimentato ed il fronte più avanzato ha raggiunto la quota di circa 1420 m s.l.m. ad Est del rilievo di Rocca Musarra. Attualmente, l’estensione massima del campo lavico è di…
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Continua ad assere alimentata la colata che emerge della bocca effusiva nella Valle del Bove dell'Etna, in prossimità di monte Simone, a circa 2.100 metri sul livello del mare. Secondo osservatori presunti sul posto, il fronte lavico sarebbe avanzato arrivando a circa 1.420 metri di quota. Lo scenario eruttivo è quello di una zona desertica lontana dai centri abitati. L'allerta vulcanica per l'aviazione, il Vona, rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro, ma…
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