PESCARA – «Tu sei una ragazza sporca, come tu madre, fai cose sporche, se i un p... Sei brutta, grassa, guardati». Presa di mira da un bullo, un coetaneo di 12 anni che frequentava la sua stessa classe, la seconda media di un istituto di Pescara. Per giorni, diventati mesi, lunghissimi e pesanti, la bambina è stata bersaglio di offese volgari e costanti, in classe, durante la ricreazione, quando camminava lungo i corridoi, quando usciva o entrava a scuola terrorizzata…
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Studentessa vittima di bullismo, la Corte d'Appello condanna la scuola a 60mila euro di risarcimento
Una scuola media di Pescara è stata condannata a risarcire con 60 mila euro una studentessa di 12 anni, vittima di bullismo da parte di un coetaneo. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello dell’Aquila, che ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Pescara. Gli eventi risalgono all’anno scolastico 2014-2015, quando l’alunna, all’epoca in terza media, subì per mesi offese e vessazioni da parte di un compagno di classe.
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La protagonista della vicenda oggi è una ragazza di 23 anni, lavora ed è riuscita a riprendere in mano la sua vita dopo dopo anni di cure e sostegno psicologico, ma all'epoca dei fatti aveva appena 12 anni e frequentava un istituto di Pescara quando un ragazzino, suo coetano, aveva iniziato a prenderla di mira. "Tu sei una ragazza sporca, come tua madre, fai cose sporche, sei un p... Sei brutta, grassa, guardati", le diceva, tra le altre offese.
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