Bruxelles, 28 giu. "Io penso che la proposta formulata da popolari, socialisti e liberali per i nuovi vertici europei sia sbagliata nel merito e nel metodo". Così Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. "Non sostengo e non ho sostenuto questa proposta, lo considero un grande errore e una mancanza di rispetto dei cittadini europei".
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Ascolta ora 00:00 00:00 Conclusa la partita sulle nomine del Consiglio europeo è entrata nel vivo la trattativa sulla composizione della maggioranza nell'europarlamento che dovrà votare i nomi indicati dai capi di Stato e di governo per i ruoli apicali nelle istituzioni europee e per definire le figure e le deleghe dei commissari. In questo contesto l'Italia gioca una delicata partita a scacchi con l'obiettivo di Giorgia Meloni di ottenere posizioni in grado di valorizzare il ruolo di paese fondatore e…
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Climate Now Vi presentiamo gli ultimi fatti, dati e analisi sul clima, spiegati dai più importanti esperti. A tu per tu con gli studiosi in prima linea nella lotta al cambiamento climatico per capire cosa succede al nostro pianeta: quali nuove strategie dovremo adottare?
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Come si muove Meloni fra Ue e Fanpage Quando Giorgia Meloni si arrabbia perché ritiene le sia stato fatto un torto – come nel caso delle nomine europee per i cosiddetti top jobs, dove si è stretto un accordo in sua contumacia, nonostante sia la leader uscita meglio dal voto per il Parlamento di Strasburgo – lo dice chiaramente e, in tal modo, rivolge la situazione a suo favore. La presidente del Consiglio proverà a concretizzare questo metodo durante le trattative per la Commissione Ue.
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L'analisi di Bruno Vespa. A von der Leyen serve il sostegno della destra. L'Italia è ancora in corsa
Vespa "Ah, ci fosse stata Angela Merkel – sospira uno dei protagonisti italiani della trattativa di giovedì notte a Bruxelles –. Portava a casa il risultato senza farsene accorgere, con una eleganza e una sapienza politica ormai scomparse…". "Ricorda i democristiani e i socialisti negli ultimi anni della Prima Repubblica?", mi dice un altro dei massimi negoziatori. "Stava franando tutto e loro si comportavano come se…
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Non era mai successo in 67 anni che l’Italia non votasse un presidente della Commissione di Bruxelles, come ha fatto l’altra sera su Ursula von der Leyen. Né era successo che votasse contro un presidente del Consiglio europeo, che poi però viene eletto. E non si era mai vista neanche l’Italia pronunciarsi contro la nomina di un Alto rappresentante della politica estera europea, in questo caso l’estone Kaja Kallas, la quale comunque non ha avuto problemi a farsi confermare.
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Giorgia Meloni è tornata da Bruxelles nella notte tra giovedì e venerdì, comprensibilmente provata dalle trattative convulse al tavolo del Consiglio europeo, eppure convinta di aver agito per il meglio e «per il bene della nazione». Non si sente all’angolo, né emarginata, o tantomeno indebolita. Non pensa affatto, come in tanti dalle opposizioni le rimproverano e come alcuni quotidiani europei la dipingono, di aver incassato una sconfitta, isolando e condannando all’irrilevanza…
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La faccia è scura, ma Giorgia Meloni, appena uscita dal Consiglio Ue di giovedì notte, ostenta fermezza: “Le persone mi rispettano in Italia, ma anche all’estero, perché non ho una doppia faccia“. La presidente del Consiglio spiega così la decisione di andare allo scontro con i partiti europei della cosiddetta maggioranza Ursula. Ma la sua posizione è stata tutt’altro che ferma: si è opposta…
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Bruxelles – Il primo ostacolo è superato, ora all’orizzonte ce n’è un altro da non sottovalutare per Ursula von der Leyen, se vuole puntare ad altri cinque anni al Berlaymont. Dopo aver ricevuto il via libera del Consiglio Europeo alla sua nomina come candidata alla presidenza della Commissione Europea, la numero uno dell’esecutivo Ue uscente deve passare dalla prova del voto parlamentare, dove la maggioranza c’è, ma rischia di non essere così solida come potrebbe sembrare.
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"Penso che l'Italia debba far valere il suo ruolo, il suo peso e debba far valere il rispetto dei suoi cittadini, dei suoi interessi", ha proseguito in un punto stampa. Rispondendo a una domanda sulla decisione di votare contro Costa e Kallas, Meloni ha risposto: "Se fosse come si dice, cioè che se non sei d'accordo con alcune decisioni qualcuno te la fa pagare, sarebbe vergognoso. Escludo che sia così".
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Il quotidiano francese Le Figaro dedica parte della prima pagina a Giorgia Meloni. Definita come “emarginata nelle discussioni sull’attribuzione di posti chiave a Bruxelles”, Le Figaro fa presente che “la dirigente nazionalista italiana ne fa un caso di classica ‘oligarchia’ europea che confischerebbe il potere”. Per il Financial Times, invece, “il capo dell’estrema destra europea ha ricordato a Ursula von der Leyen che un secondo mandato alla guida della…
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Quando si è sotto assedio, è difficile trovare l’energia per rilanciare. Di solito è troppo tardi. Ed è proprio l’immagine di un’Unione Europea sotto assedio quella che si intravede dopo la riconferma della presidenza von der Leyen per un altro giro in Commissione, decisa dai leader al summit di ieri a Bruxelles. Se il mondo cambia e si apre a incognite che sanno di svolta storica, da quelle legate alle legislative francesi alle…
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Alla fine la fumata bianca al Consiglio europeo sui vertici delle future istituzioni Ue è arrivata. La popolare Ursula von der Leyen avrà un bis alla Commissione europea, l’ex premier socialista portoghese Antonio Costa andrà alla presidenza del Consiglio europeo e la premier estone liberale Kaja Kallas ricoprirà il posto di Alta rappresentante Ue per la politica estera. Tutto questo senza il voto favorevole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni…
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Il Consiglio europeo ha dato il via libera alle nomine e Giorgia Meloni resta isolata: si è astenuta su Ursula von der Leyen e ha votato contro il socialista Antonio Costa e la liberale Kaja Kallas. L’Italia del centrodestra si ritrova così all’opposizione nell’Ue. Fuori dal centro di comando e emarginata. Il sì alla triade che la tedesca formerà per i prossimi cinque anni ha trovato i numeri necessari intorno al tavolo.
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Bruxelles, 28 giu. – Un’astensione su Ursula von der Leyen, un “no” ad Antonio Costa e a Kaja Kallas. Al termine della lunga giornata del Consiglio europeo, quando a Bruxelles è già notte, è questa la posizione su cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni schiera l’Italia. Una posizione che comunque non blocca il via libera a tutto il ‘pacchetto’ proposto dalla maggioranza Ppe-S&D-Renew che passa a maggioranza: l’ex premier socialista…
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