L’idea in base alla quale Filippo Turetta riteneva la sua ex fidanzata Giulia Cecchettinqualcosa di sua proprietà, al punto da decidere di ucciderla piuttosto che accettare la decisione di lei di non continuare più la loro relazione. Segno di una cultura dominante che fatica a cambiare, come per esempio succede quando le donne che hanno subito una qualsivoglia forma di violenza si sentono chiedere «com’era vestita».
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Sulle manifestazioni femministe ci sono ancora tanti stereotipi. Chi non le frequenta da un po' o non le ha mai frequentate potrebbe pensare che non siano un luogo adatto a tutti: "Non mi piacciono i cori", "Non so con chi andarci", "Non mi sento a mio agio". La verità è che manifestare è importante e chiunque creda nella causa ha il diritto ma, in un certo senso, anche il dovere di partecipare. Ogni persona, poi, può partecipare a…
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Violenza sulle donne. Gli psicologi lanciano una campagna e un premio letterario In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, il Comitato pari opportunità del Cnop presenta la campagna #occhiononvede♥duole e il premio letterario “Le parole per raccontarla”, riservato agli iscritti all’albo. “Il femminicidio non nasce dal nulla: è alimentato da fiumi, talvolta sotterranei, ma molto più spesso evidenti e tollerati”.
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Ci siamo dimenticati della libertà. In “Io, noi e Gaber”, il documentario diretto da Riccardo Milani, Giorgio Gaber e Sandro Luporini si dispiacciono per il verso “libertà è partecipazione”, che secondo loro non è esatto, è un po’ sfuocato. Ma dal momento che non ci veniva in mente niente di meglio, abbiamo scelto quello perché comunque suonava bene, conclude Gaber. Libertà è partecipazione, a me era sempre sembrato perfetto.
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– La morte di Giulia Cecchettin per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta rappresenta un caso drammaticamente esemplare di femminicidio. Riflette cioè quel modello ricorrente in cui un uomo è convinto di possedere una donna, di avere controllo su lei, e, volendo privarla della libertà, le toglie la vita. Al 19 novembre 2023, in Italia, erano state uccise volontariamente 106 donne, 87 di loro in ambito familiare o affettivo.
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Attraverso lo studio IPSAD® (Italian Population Survey on Alcohol and Other Drugs), una ricerca campionaria ripetuta con cadenza triennale dal 2001, che ha visto nel 2022 la partecipazione di oltre 5.000 residenti in circa 100 comuni italiani, l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) ha rilevato quanto siano diffuse, nel nostro Paese, esperienze legate ad episodi di violenza nella popolazione femminile tra i 18 e gli 84 anni.
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