Il mondo ha già visto questo copione. Una narrazione di minaccia esistenziale. Un coro mediatico che rifiuta di mettersi in discussione . Politici che battono i tamburi di guerra, invocando la sicurezza per giustificare l’aggressione. Allora era l’Iraq. Ora è l’Iran. Eppure, sullo sfondo, un fatto lampante non viene detto: Israele ha già armi nucleari e nessuno lo ritiene responsabile. Esponiamo i fatti.
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Approfondimenti:
"Siamo giunti alla conclusione che non possiamo affermare che al momento in Iran ci sia uno sforzo sistematico per produrre un'arma nucleare". Lo ha detto il direttore dell'Aiea, Rafael Grossi, a Sky News. Il rapporto dell'Aiea, ampiamente citato da Israele, ha rilevato che l'Iran sta arricchendo il 60% di uranio, l'unico Paese al mondo a farlo. Quindi "c'erano elementi di preoccupazione", ha spiegato Grossi aggiungendo: "Ma dire che stanno costruendo e fabbricando un'arma nucleare…
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“Non esistono evidenze che l’Iran stia compiendo degli sforzi per costruire un’arma nucleare“. L’Agenzia atomica lo ha ripetuto in vari report negli ultimi anni e anche l’intelligence americana, contraddicendo le dichiarazioni della sicurezza israeliana, è arrivata alla stessa conclusione. Ma la ripetitività delle dichiarazioni del governo di Tel Aviv, dell’amministrazione degli Stati Uniti e anche degli alleati europei, compresa l’Italia col ministro degli Esteri Antonio Tajani, hanno…
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I danni potrebbero essere riparati nel giro di pochi mesi Gli attacchi israeliani non sono riusciti, finora, a distruggere il programma nucleare dell’Iran né a spegnere le sue ambizioni atomiche. È quanto emerge da un’analisi del Guardian, secondo cui i danni provocati dai raid condotti da Israele a partire da venerdì potrebbero essere riparati nel giro di pochi mesi. Al contrario, queste azioni rischiano di rafforzare, tanto…
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I danni alle infrastrutture e la perdita di personale altamente specializzato, obiettivi dell'operazione militare israeliana Rising Lion, oltre a ridisegnare il futuro del programma atomico iraniano hanno implicazioni che vanno oltre il nucleare, influenzando la percezione della deterrenza e dell'equilibrio militare regionale
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Al contempo, Trump cominciava a perdere la pazienza per la lentezza dei negoziati con Teheran e iniziava a pensare che potessero non portare a nulla. Contrariamente alle affermazioni israeliane - ed è questo l'aspetto centrale della questione - i vertici dell'amministrazione americana non erano a conoscenza di nuove informazioni che indicassero una corsa iraniana alla bomba: elemento che avrebbe potuto giustificare un attacco preventivo.
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NEW YORK – Quando a marzo aveva testimoniato davanti al Congresso, il capo degli 007 americani Tulsi Gabbard non aveva avuto dubbi: l’Iran non stava costruendo un’arma nucleare e il leader supremo non aveva autorizzato a riprendere il programma di sviluppo, anche se l’uranio era stato arricchito a livelli molto alti. Quelle parole, due mesi dopo, hanno generato un cortocircuito alla Casa Bianca.…
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“Non m’importa quello che dice lei. L’Iran è molto vicino a produrre armi nucleari”. È sprezzante, Donald Trump, con Tulsi Gabbard, la sua direttrice della National Intelligence. Lo scorso marzo Gabbard aveva testimoniato davanti a una Commissione del Senato, spiegando che “i nostri servizi continuano a ritenere che l’Iran non stia costruendo un’arma nucleare e …
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