Si tratta di blocchi quadrati di 10x10 cm ricoperti di ottone lucente, posti davanti alla porta di casa di un deportato nei campi di sterminio nazisti. Sono presenti anche nel nostro Paese e a Roma ce ne sono 384. A posizionarli è l'artista tedesco Gunter Demnig, ideatore dell'iniziativa, che vuole mantenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah
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Roma – Vandalizzate 4 pietre d’inciampo a Trastevere dedicate alle vittime della Shoah: in particolare sono state annerite le pietre dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Amedeo Spagnoletto e lanciata vernice nera sui nomi di Giacomo e Eugenio Spizzichino, arrestati e deportati nei campi di concentramento. Indaga ora la Polizia sta effettuando verifiche in relazione all’imbrattamento, messo in atto da ignoti “Esprimiamo piena solidarietà alla comunità ebraica per il grave oltraggio avvenuto…
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ROMA – “Siamo a Trastevere davanti a due pietre d’inciampo che ieri sono state vandalizzate e sono state subito ripulite. È un gesto intollerabile, le pietre d’inciampo ricordano la deportazione di cittadini romani che sono stati uccisi perché ebrei durante la Shoah e i crimini del nazifascismo. Non accettiamo che si colpiscano simboli così importanti che sono patrimonio della memoria e di tutta la città”.
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Roma, 2 nov. – Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri si è recato in via Mameli dove sono state vamdalizzate ieri, ma già ripulite da Ama, altre due pietre d’inciampo. Il sindaco ha sostato, accompagnato dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, per qualche minuto in silenzio davanti al luogo dell’atto vandalico.“Sono state immediatamente ripulite ma il gesto è inaccettabile, intollerabile – ha detto il sindaco, visibilmente turbato -.
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Pietre di inciampo Fonte: getty-images Le pietre di inciampo, in tedesco Stolpersteine, fanno parte del progetto artistico e commemorativo ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig per tenere viva la memoria dei deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non sono mai più tornati nelle loro case. Recentemente, quattro pietre d’inciampo sono state oltraggiate e danneggiate a Roma, in via Dandolo e in via Mameli.
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Alle tre del pomeriggio di ieri i poliziotti erano ancora di fronte al civico 47 di via Mameli alla ricerca di testimonianze da incrociare con le immagini acquisite dalle telecamere di Trastevere, che hanno ripreso chi ha vandalizzato altre due pietre d’inciampo. Le targhe sono state pulite, lucidate, i nomi dei fratelli Giacomo ed Eugenio Spizzichino sono di nuovo visibili sul color bronzo, ma nell’aria monta…
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Una microtelecamera installata su una delle vetrine del ristorante stellato «Zia» a metà di via Goffredo Mameli, a Trastevere, potrebbe aver ripreso qualcosa. Immagini che, insieme con quelle di un altro apparecchio dello stesso locale, potrebbero consentire alla polizia di individuare e identificare chi nella giornata di martedì scorso ha oltraggiato due pietre d’inciampo davanti al portone del civico 47.
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ROMA. «Un gesto gravissimo contro gli ebrei e contro la memoria storica della città». Adachiara Zevi, architetta e storica dell’arte, figlia di Tullia Zevi, ha portato in Italia il progetto delle pietre d’inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig nel 2010, insieme all’associazione “Arte in memoria”. Zevi è preoccupata per gli atti di vandalismo e antisemitismo che negli ultimi giorni hanno colp…
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Altre due pietre d’inciampo, dedicate ai deportati Eugenio e Giacomo Spizzichino, sono state oltraggiate la scorsa notte a Roma in via Mameli 47, nel quartiere Trastevere. Giacomo Spizzichino, classe 1920, fu arrestato l’1 gennaio del 1944 e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì il 18 aprile del 1945. Eugenio Spizzichino, nato nel 1918, venne arrestato il 6 maggio 1944 e deportato ad Auschwitz, dove venne assassinato il 20 gennaio del 1945.
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L'antisemitismo continua a dilagare in Europa. Con il passare delle ore trovano realtà episodi che confermano come si tratti di una minaccia tanto pericolosa quanto attuale. Tutt'altro che casi singoli o da bollare come isolati, visto che tutte le vicende hanno alla base il comune risentimento verso gli ebrei che via via sta divampando nel nostro Continente. A essere colpita è anche l'Italia, al momento senza eventi di violenza fisica ma che comunque danno il segno della triste esistenza di gesti antisemiti.
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Esistenze spezzate dalla Shoah, vite di umili ebrei romani, già traditi e «venduti» come il povero Eugenio Spizzichino, ricordate da pietre d’inciampo oggi profanate dall’odio e dall’ignoranza brutale. Persone che non devono essere dimenticate e che qui ricordiamo. La loro memoria è stata vandalizzata in due notti successive a Trastevere, imbrattando e dando fuoco alle pietre d’inciampo: prima davanti al numero 6 di via Dandolo dove avevano vissuto Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, poi…
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Ansa Anche in Italia è cominciata la caccia all'ebreo. Anche di quelli assassinati nei lager nazisti. Dopo i cortei pro Palestina, con striscioni e slogan contro Israele, l'odio antisemita ha compiuto un preoccupante salto di qualità, arrivando a oltraggiare le pietre d'inciampo, che, in tante città, ricordano i deportati nei campi di concentramento. Martedì sera, a Trastevere, alcuni passanti hanno notato le pietre dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Amedeo Spagnoletto, ricoperte di vernice nera.
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Nel quartiere Trastevere due sono già state ripulite Due pietre d’inciampo dedicate ai deportati ebrei Giacomo ed Eugenio Spizzichino sono state danneggiate la notte scorsa davanti a quella che fu la loro abitazione, in via Mameli 47, nel quartiere di Trastevere a Roma. Le due pietre sono state rinvenute completamente annerite. Sul fatto indaga la Polizia. Si tratta del secondo atto vandalico in poche ore nella Capitale, nei confronti di simboli della memoria.
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Due pietre d’inciampo a Roma, in via Dandolo, sono state danneggiate: appaiono annerite e ciò fa pensare che potrebbero essere state bruciate e poi ripulite. “Se fosse confermato che si tratta di un atto di profanazione deliberato sarebbe gravissimo”, ha commentato Victor Fadlun, presidente della comunità ebraica, parlando con l’Adnkronos. “Le pietre d’inciampo - ha proseguito - per la nostra comunità e per tutti i romani hanno un alto e drammatico significato di memoria e omaggio alle…
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Nel quartiere Trastevere due sono già state ripulite Due pietre d'inciampo dedicate ai deportati ebrei Giacomo ed Eugenio Spizzichino sono state danneggiate la notte scorsa davanti a quella che fu la loro abitazione, in via Mameli 47, nel quartiere di Trastevere a Roma. Le due pietre sono state rinvenute completamente annerite. Sul fatto indaga la Polizia. Si tratta del secondo atto vandalico in poche ore nella Capitale, nei confronti di simboli della memoria.
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Sono quattro le pietre d’inciampo oltraggiate a Roma, dopo quelle di Michele Ezio Spizzichino e Amedeo Spagnoletto annerite in via Dandolo. Anche in questo caso, il gesto vandalico di matrice antisemita è avvenuto in zona Trastevere, in via Mameli 47. Ad esser state verniciate di nero sono state le pietre in ricordo di Eugenio e Giacomo Spizzichino. Giacomo nacque nel 1920 e venne arrestato il…
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– Quattro pietre di inciampo danneggiate a Roma. Non si ferma la scia di atti vandalici contro i simboli della Shoah: dopo le due targhe di ottone bruciate ieri in via Dandolo, stamattina altri due danneggiamenti in via Mameli, sempre a Trastevere. Raid che, a distanza di ore, iniziano ad assumere i contorni di un’operazione sistematica legata alla tensione internazionale per la guerra in corso in Medio Oriente
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Ieri le pietre d'inciampo dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Amedeo Spagnoletto, completamente annerite, e poi nella notte un secondo blitz, sempre a Trastevere, in via Mameli 47: questa volta vernice nera contro i nomi di Giacomo e Eugenio Spizzichino, arrestati e deportati nei campi di concentramento. Giacomo Spizzichino nato nel 1920, arrestato l'1 gennaio del 1944 e deportato a Mauthausen, dove fu assassinato il 18 aprile del…
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