L'ingresso del governo americano come azionista di una delle più storiche aziende tecnologiche statunitensi rappresenta un precedente quasi senza eguali nella storia moderna del capitalismo americano. E proprio per questo ci offre una finestra di osservazione più unica che rara, visto che Intel ha dovuto depositare presso la Securities and Exchange Commission un documento che elenca minuziosamente tutti i potenziali rischi derivanti dall'investimento di 8,9 miliardi di dollari con cui Washington acquisirà una quota del 9,9% del…
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Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha annunciato che il governo USA ha acquisito una partecipazione del 10% in Intel, unico produttore di microchip avanzati sul territorio americano. “Questo storico accordo rafforza la leadership degli Stati Uniti nel settore dei semiconduttori, contribuendo sia alla crescita della nostra economia che alla salvaguardia del vantaggio tecnologico americano” ha scritto Lutnick sulla piattaforma social X.
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Donald Trump e Bernie Sanders, due figure politiche agli antipodi dello spettro ideologico statunitense, si trovano improvvisamente dalla stessa parte della barricata. Il motivo di questa inaspettata alleanza riguarda Intel, il colosso dei semiconduttori che potrebbe presto vedere lo Stato americano entrare come azionista con una quota del 10%. Una proposta che suona quasi paradossale per un presidente che si è sempre proclamato paladino del libero mercato
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