L’intelligenza artificiale, nel dibattito pubblico e manageriale, viene ancora raccontata troppo spesso attraverso una semplificazione che finisce per essere fuorviante, perché la si presenta o come una leva quasi automatica di efficienza, capace di comprimere tempi, ridurre attriti e aumentare la resa individuale e organizzativa, oppure, all’opposto, come una minaccia indistinta al lavoro umano; eppure il punto davvero decisivo non sta né nell’entusiasmo, né nel rifiuto, ma nella qualità del rapporto…
Leggi
Altre notizie:
All’azionista che percepirà i lauti profitti o al Ceo che potrà vedere il suo bonus aumentare non importa nulla di quanti perderanno il posto del lavoro, in Italia o altrove A distanza di quasi due secoli un nuovo spettro si aggira per l’Europa e non solo, per riprendere il famoso inizio del Manifesto del Partito Comunista del 1848 di Marx e Engels. Non si tratta più degli sfruttati pronti alla rivoluzione proletaria, ma…
Leggi
L’intelligenza artificiale non sostituirà i lavoratori in blocco, ma singole mansioni, ridisegnando progressivamente il mercato del lavoro e comprimendo soprattutto le rendite salariali più alte. Ma nel lungo periodo lo scenario potrebbe essere molto più radicale: se l’AI arrivasse a svolgere quasi tutte le attività economiche, il vero fattore produttivo non sarebbe più il lavoro umano bensì la potenza di calcolo, con una crescita trainata dal “compute” e una quota crescente di reddito concentrata nelle…
Leggi
Di fronte al rischio che l’intelligenza artificiale venga utilizzata per tagliare brutalmente i costi servono soluzioni condivise ispirate alla responsabilità sociale d’imprese. Le banche sono al centro del cambiamento. La cabina di regia sul digitale tra sindacati e Abi dovrà garantire la complementarietà dell’IA al lavoro. Con il prossimo contratto vanno garantiti a lavoratrici e lavoratori aumenti significativi, in linea con i risultati che hanno…
Leggi
Nel prosieguo della serie di incontri Bcc Talks, si è parlato di una delle domande più urgenti del nostro tempo: l’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? La risposta, emersa dal confronto tra Daniele Cattaneo, Incubation manager alla Pépinière d’Entreprises, Francesco Merlino, Innovation manager per l’Univerlab e Ludovico Bonora creative developer freelance e coordinatore di Gdg Valle d’Ao…
Leggi
Il troppo stroppia, sempre, e l’intelligenza artificiale non fa di certo eccezione a questa proverbiale regola. In medicina la chiamerebbero «finestra terapeutica», quell’intervallo (più o meno ristretto) di dosaggi che provoca effetti benefici ma che, se superato, porta inevitabilmente conseguenze spiacevoli e non desiderate. Così l’intelligenza artificiale, nata (almeno in un primo momento) con buoni propositi per alleggerire…
Leggi
Per decenni, il “patto formativo” è stato in molti casi un baratto quasi feudale: il trasferimento del sapere in cambio di un’infaticabile manovalanza a costo ridotto. Oggi, quell’ingranaggio si è rotto. Se l’AI può setacciare i database in pochi secondi, un talento non accetta più di fare la “fotocopiatrice umana” in cambio di un rimborso spese. Il problema non è che i giovani siano “meno brillanti” o “svogliati”, è che il mercato del lavoro è cambiato.
Leggi
È questo, in fondo, il punto più interessante che emerge dalla recente ricerca di Anthropic sugli effetti dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro. Lo studio misura la distanza tra ciò che questi sistemi potrebbero teoricamente fare e ciò che invece stanno realmente facendo nei contesti professionali. E mostra che lo scarto (per ora) è ancora ampio: l’uso effettivo resta soltanto una frazione di quello teoricamente possibile.
Leggi
Il recruiting sta attraversando una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni. L’intelligenza artificiale, come in molti altri ambiti, sta infatti cambiando radicalmente il modo in cui le aziende cercano, valutano e assumono talenti. Non si tratta soltanto di strumenti più veloci per analizzare curriculum, figuriamoci. Ma di sistemi capaci di anticipare bisogni organizzativi, individ…
Leggi
Si è concluso senza esito positivo l’incontro tenutosi nella sede di Confindustria Veneto Est tra le organizzazioni sindacali e Investcloud, società con sede a Marghera (Venezia) appartenente a un gruppo statunitense, che ha annunciato la chiusura della sede italiana con conseguenti 37 licenziamenti. Nel corso del confronto, l’azienda ha confermato la decisione di procedere con la cessazione delle attività nel sito veneziano, dichiarandosi indisponibile a ritirare i licenziamenti.
Leggi
ROMA – I manager della InvestCloud hanno due obiettivi. Primo, licenziare i 37 dipendenti della sede di Marghera a Venezia, tra cui molti esperti informatici. Secondo, questi manager si ostinano ora a smentire che i dipendenti italiani saranno rimpiazzati dall’intelligenza artificiale. Non importa che la lettera della InvestCloud - spedita ai sindacati, alla Confindustria e alla Regione Veneto il…
Leggi
Condividi questa paginaComunicato Stampa Dichiarazione del Segretario generale FIM CISL Ferdinando Uliano Investcloud: ritirare subito i 37 licenziamenti. Inaccettabile il comportamento dell’azienda e di Confindustria. I licenziamenti motivati dall’uso dell’intelligenza artificiale e dalla delocalizzazione rappresentano una delle forme più gravi di irresponsabilità sociale nei confronti dei lavoratori e del territorio.
Leggi
"Un'onda inarrestabile": le persone cambiano lavoro per paura dell'Ai 19 marzo 2026 negli Usa ci sono stati 153mila licenziamenti, di questi 31mila sono stati giustificati col ricorso all'Ai (report Challenger, Gray & Christmas). In Europa al momento, secondo un recente report Bce, le aziende che adottano l'AI nell'eurozona stanno assumendo più personale, almeno nel breve termine. Ma avvertono: nel lungo periodo rischiano di rimanere indietro le fasce di lavoratori meno…
Leggi
“InvestCloud fermi la chiusura e i licenziamenti collettivi, e contratti una soluzione nell’interesse dei lavoratori e del Paese. C’è una responsabilità sociale, sindacale e contrattuale a cui i manager di un’azienda con un utile netto di 500mila euro deve rispondere. Nel corso dell’incontro di oggi con le organizzazioni sindacali, l’azienda ha negato che la motivazione della chiusura e dei licenziamenti sarebbe…
Leggi
Dopo la prima guerra mondiale un milione di reduci tornarono a casa feriti, mutilati, invalidi. Ma soprattutto disperati, disillusi, senza l’onore e le ricompense che erano state promesse. Questi uomini furono la legna secca con la quale il fascismo trasformò l’Italia in un falò. Benito Mussolini – lo diciamo con le parole della serie M – il figlio del secolo – fiutò la rabbia e capì che il disprezzo poteva essere un'arma formidabile…
Leggi
