La Russia non si fermerà all’Ucraina. Parla Giulio Terzi di Sant’Agata, ex ministro degli Esteri La Russia non si fermerà all'Ucraina. L'Europa, per difendersi davvero, deve proteggere la propria economia. Con il multilateralismo l'Italia punta a diventare una potenza marittima e regionale. Conversazione con il senatore Giulio Terzi di Sant'Agata, presidente della IV Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato della Repubblica Italiana Quello…
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Approfondimenti:
È stata definita una figura decisiva nello stress test dell’Europa, la leader che ha aspettato fino all’ultimo a scoprire le carte, facendo pendere la bilancia verso una soluzione di compromesso in linea con le preferenze nazionali. In realtà mai come in questi giorni è stato evidente come Giorgia Meloni lavori per la medesima Europa debole che Donald Trump disegna, inviando segnali sempre più espliciti ai leader amici.
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Come era prevedibile, ha superato i confini italiani la notizia della convergenza del Consiglio europeo sulle posizioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sia sul trattato Mercosur che sul conflitto in Ucraina. Stamattina importanti quotidiani internazionali sono usciti in edicola riconoscendo il ruolo di "kingmaker" della premier , compresi
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Sabato 20 dicembre 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// “Il capo dello Stato all’incontro con le Alte cariche ha riaffermato il principio che la difesa – e la costruzione di una difesa – ‘non è cosa popolare ma necessaria’. Osservo per parte mia che abbiamo di fronte un mostro aggressivo, la Russia di Putin, che merita il paragone solo con le dittature più spietate del…
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L’esito del vertice Ue che ha deciso di sostenere l’Ucraina attraverso un prestito europeo, rinviando l’uso diretto degli asset russi congelati, rappresenta non solo la soluzione probabilmente più solida dal punto di vista giuridico, ma anche quella politicamente più gradita a Giorgia Meloni. Una scelta che consente alla premier di portare a casa un risultato a Bruxelles e, allo stesso tempo, di disinnescare una mina interna pronta a esplodere: la Lega di Matteo Salvini
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Giorgia Meloni e il premier belga Bart De Wever escono dalla sfida di Bruxelles sugli scudi. Il cancelliere tedesco Merz e la presidente della Commissione europea von der Leyen messi in ginocchio. Almeno la seconda però non se la prende. La via che con Merz aveva sostenuto a spada tratta, la confisca degli asset russi, è stata sconfitta. Però, anche se sotto forma di debito comune garantito dal bilancio europeo, i 90 miliardi necessari per salvare Kiev dalla bancarotta e dalla resa…
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Quando si presenta davanti ai cronisti sul tappeto rosso dell’Europa Building sono passate le due del mattino, le palpebre faticano a rimanere su. «Ha prevalso il buonsenso» sospira Giorgia Meloni sfiancata da una maratona negoziale al Consiglio europeo da Guinnes world record: diciannove ore filate. I giornali anglosassoni all’indomani inseriscono la premier italiana tra i vincitori del braccio di ferro a Bruxelles sulle misure per sostenere…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Mentre «la famiglia socialdemocratrica è in declino», la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è «la stella emergente» a Bruxelles, dove «ha giocato un ruolo decisivo» nell’ultimo vertice dei capi di Stato e di governo della Ue, posizionandosi come “chiave di volta” nelle trattative sulle questioni…
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Bruxelles – Si ritrova in una stanza con Emmanuel Macron, ed è la svolta. È già notte quando Giorgia Meloni, reduce da sedici ore di Consiglio europeo (alla fine saranno in tutto diciannove, quasi un giorno intero a trattare e litigare sull’orlo di una resa politica a Vladimir Putin), vede avvicinarsi in modo decisivo le posizioni di Roma e Parigi. L’Europa in quel momento è paralizzata, l’Ucrain…
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Una maratona che sembra non finire mai. Le palpebre che calano e provano a non serrarsi. È stata una notte di passione per i ventisette leader europei rinchiusi a conclave per trattare sui prossimi finanziamenti all'Ucraina. Soprattutto per Giorgia Meloni. Dopo ore di trattative serrate e tensioni fra i big europei salta il piano A: l'Europa a notte fonda abbandona l'idea di utilizzare i 210 miliardi di euro di asset…
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Sono contenta che abbia prevalso il buon senso, che si sia riusciti a garantire le risorse che sono necessarie ma a farlo con una soluzione che ha una base solida sul piano giuridico e finanziario”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Bruxelles, al termine del Consiglio Europeo che ha deciso di finanziare Kiev con un prestito da 90 miliardi di euro per il 2026-27.
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Nella replica al Senato sulle comunicazioni in vista del complicato Consiglio europeo a Bruxelles, la presidente del Consiglio ha risposto a Matteo Renzi che le aveva rimproverato di non aver cercato una convergenza con le opposizioni come è normale che si faccia quando si parla di politica estera. Meloni ha risposto: certo che avrei preferito un’intesa con l’opposizione… ma quale opposizione? Dopodiché si è messa a sintetizzare le sei - diconsi sei - mozioni presentate da tutti i componenti del campo largo e affini.
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Nostro inviato a Bruxelles Mancano pochi minuti alle tre e mezzo del mattino quando Giorgia Meloni si presenta alla Lanterna di Palazzo Europa per fare il punto su quello che è senza dubbio il Consiglio europeo più lungo e complesso della legislatura. D’altra parte, la discussione sugli strumenti finanziari di sostegno all’Ucraina – certamente il dossier più delicato del summit di Bruxelles – è andata avanti fino alle tre del mattino, con una soluzione che negli ultimi giorni – ma anche giovedì scorso, quando…
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Bruxelles, 19 dic. Per il sostegno all'Ucraina "ha prevalso il buon senso". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo."Sono soddisfatta - ha detto - dei risultati di questo Consiglio europeo nel quale ho portato le posizioni alle quali chiaramente ero vincolata anche dalla risoluzione parlamentare, dalla posizione che ho portato ieri in Parlamento".Per quanto riguarda la necessità di "garantire il necessario supporto…
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Il diavolo, come si sa, è nei dettagli e dunque è presto per un bilancio complessivo. Ma nella notte di Bruxelles, Giorgia Meloni ha incassato un doppio successo: niente uso degli asset russi per sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia, ma un prestito da 90 miliardi ricorrendo al debito comune. E niente firma dell’accordo con il Mercosur: se ne riparlerà…
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