Secondo gli inquirenti, l'agonia di Nicoleta Rotaru è durata quasi dieci minuti. Negli audio che hanno portato all'arresto di Erik Zorzi per femminicidio, la donna implora l'uomo di smetterla ma lui replica: "Liberaci dal male, vattene via". Per la Procura l'uomo l'avrebbe strangolata a letto "implorandola di andarsene, di sbrigarsi, quasi come a dire che la resistenza stava durando anche troppo".
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Una donna impaurita, tesa, con un grumo di angosce nel cuore che cercava di nascondere con il sorriso dolce, lo sguardo franco e diretto. Ma quel sentimento era sempre lì ad opprimerla. E aveva un nome, quello del marito Erik Zorzi. Il 42enne autotrasportatore era geloso, possessivo, sospettoso. Soprattutto violento. Ora è in carcere con l’accusa di averla uccisa. «Lei mi provocava» ha ripetuto più volte Zorzi durante l’interrogatorio.
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Per più di sette mesi Erik Zorzi, autotrasportatore di Abano di 42 anni, ha vissuto come nulla fosse. Padre di due bambine e vedovo della sua Nicoleta Rotaru, 39 anni e mamma di due bambine, ritrovata senza vita nella doccia del bagno della loro casa a Monteortone, frazione di Abano, provincia di Padova, nella zona delle Terme Euganee…
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Alle 10.25 dell’8 luglio Erik Zorzi, autotrasportatore di 42 anni di Abano, in carcere dal 22 marzo con l’accusa di aver ucciso sua moglie Nicoleta Rotaru e di averne inscenato il suicidio in bagno, è seduto di fronte al sostituto procuratore di Padova Maria Ignazia D’Arpa. Ascoltando la registrazione audio fatta dalla moglie della notte dell’omicidio Zorzi prova a spiegare, senza discostarsi mai…
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