Come cambieranno economia e sicurezza in India dopo la vittoria a metà di Modi Il 4 giugno si è concluso il conteggio dei voti per le elezioni generali in India, valide per assegnare i 543 seggi della 18esima Lok Sabha, la Camera bassa della Repubblica federale. I risultati definitivi hanno confermato la National Democratic Alliance (NDA), la coalizione guidata dal Bharatiya Janata Party (BJP) di Narendra Modi, come prima forza nel Paese anche se con un margine ridotto e un…
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Per dieci anni il primo ministro indiano Narendra Modi è stato il proverbiale uomo solo al comando. Il potere che ha esercitato - sul suo partito, sul Parlamento , sull’esecutivo, financo su una serie di istituzioni che sarebbe meglio non rispondessero al capo del governo - è stato assoluto. Quando domenica presterà giuramento per la terza volta lo farà cosciente del fatto che l’India è entrata in una nuova – o, meglio, vecchia – stagione: quella della coalition politics .
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Marcello Flores Modifica articolo 16.23 ATF Mentre le elezioni indiane erano già in corso – si sono svolte, infatti, lungo sette settimane, dal 19 aprile al 1° giugno – le previsioni del mondo intero attribuivano ancora la maggioranza assoluta al partito del primo ministro Narendra Modi, il Bharatiya Janata Party (Partito del popolo indiano), interrogandosi se questa volta, dopo due elezioni vittoriose, avrebbe potuto raggiungere l’ampia maggioranza che gli avrebbe permesso di…
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“Sono grato a ai cittadini che hanno ribadito la loro fiducia al Partito del popolo indiano (Bjp) e all'Alleanza democratica nazionale (Nda). Il successo di oggi è il trionfo della più grande democrazia del mondo, un successo della fiducia nella Costituzione e una vittoria per 1.4 miliardi di cittadini”. Narendra Modi ha commentato così…
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L’ultimo della dinastia dei Gandhi, leader di un partito (l’Indian National Congress) che si pensava destinato alla marginalità - aspettava un momento così. Con una campagna elettorale basata sui temi economici e condotta con l’antico strumento delle yatra (le marce rese celebri dal Mahatma Gandhi), il 53enne Rahul è riuscito a far ottenere al suo partito e all’alleanza delle opposizioni (nota con l’acronimo INDIA) un risultato…
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«Una tragedia». Un utente di Weibo accoglie così la notizia che Narendra Modi resterà per altri cinque anni alla guida dell’India. È uno dei tanti, tantissimi, che commenta sui social media cinesi l’esito del voto. L’argomento è tra i primi trend dei portali e aggregatori di notizie. Il tono non è esattamente celebrativo. Il primo ministro indiano è visto dai più come un nemico, pronto a rafforzare i rapporti con gli Stati uniti in ottica anti cinese
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Chi era terrorizzato dal super anno elettorale, ora ha almeno una ragione per rilassarsi un po’. Nella tornata di voto delle settimane scorse, la democrazia più grande del pianeta, quella indiana, ha confermato di essere solida e viva. Erano in molti a dubitarne, ad accusare Narendra Modi di averla trasformata in un’autocrazia repressiva. Non è così, contro tutte le aspettative il primo ministro è stato ridimensionato dagli elettori: resterà al suo posto per un terzo mandato consecutivo ma senza più la luce semidivina di invincibilità…
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Città del Vaticano È stata una vera e propria maratona elettorale, durata sei settimane, da venerdì 19 aprile a sabato 1mo giugno, quella che ha confermato, per il terzo mandato consecutivo, Narendra Modi a capo del governo dell’India, un risultato “decisamente inaspettato” secondo Michelguglielmo Torri, docente di storia moderna e contemporanea dell’Asia all’Università di Torino. L’esperto parla a Radio Vaticana - Vatican News dell’esito delle elezioni e del futuro politico del Paese.
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Elezioni in India con sorpresa. Narendra Modi sarà ancora primo ministro, per il suo terzo storico mandato consecutivo. Ma non come aveva previsto. Nonostante il voto digitale, lo spoglio dei voti nelle gigantesche elezioni generali del Paese, iniziate il 19 aprile e conclusesi il 1° giugno, si è protratto per tutta la giornata di martedì 4 giugno, data che ha cambiato radicalmente il volto della politica indiana.
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