Il gigante del real estate, che possiede metà del Chrysler Building a New York e parte di Selfridges a Londra, Signa, ha avviato una procedura di insolvenza al tribunale di Vienna, presentando domanda di auto-amministrazione al fine di procedere con la ristrutturazione delle attività del gruppo. Tra i creditori del gruppo austriaco ci sarebbero numerose banche tedesche e austriache, tra le quali anche l’italiana Unicredit, che attraverso la propria controllata austriaca, avrebbe concesso finanziamenti per vari progetti…
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Benvenuti su Outlook, la newsletter di Repubblica che analizza l'economia, la finanza, i mercati internazionali. Quello che so sui mercati finanziari e l’economia l’ho imparato lavorando per una delle principali Sim di Piazza Affari, le società che comprano e vendono i titoli in Borsa per i grandi investitori. L’ho portato con me quando sono diventato giornalista di Repubblica dove, tra le altre cose, mi sono occupato di inchieste e grandi scandali come quello di Parmalat, contribuendo a smascherare i…
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BOLZANO. La Signa Holding del magnate austriaco René Benko ha annunciato l'apertura di una procedura di insolvenza. In giornata chiederà al Tribunale commerciale di Vienna l'apertura di una procedura di riorganizzazione in auto-amministrazione. "Nonostante i notevoli sforzi compiuti nelle ultime settimane, non è stato possibile ottenere la liquidità necessaria per una ristrutturazione extragiudiziale in misura sufficiente", si legge…
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BOLZANO. La Signa Holding del magnate austriaco René Benko ha annunciato l'apertura di una procedura di insolvenza. In giornata chiederà al Tribunale commerciale di Vienna l'apertura di una procedura di riorganizzazione in auto-amministrazione. "Nonostante i notevoli sforzi compiuti nelle ultime settimane, non è stato possibile ottenere la liquidità necessaria per una ristrutturazione extragiudiziale in misura…
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A titolo di paragone, l’insieme di questo segmento dei ricchi clienti privati vale 1,5 miliardi di franchi nel bilancio di Julius Bär, mentre il totale dei prestiti alla clientela 41 miliardi. La seconda e le terza fra le maggiori esposizioni creditizie valgono 216 e 140 milioni di franchi. Altri accantonamenti sono possibili, ha fatto sapere l’istituto, ma anche se l’intera somma dovuta da Benko andasse perduta, la banca nata a Zurigo nel 1890 rimarrebbe solida e sufficientemente capitalizzata.
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