Tutti gli operatori sociali di 'Medihospes', l'ente gestore dei Centri italiani in Albania per il rimpatrio dei migranti, lasceranno Schengjin e Gjader per rientrare in Italia entro il fine settimana. E a quanto si apprende non sarebbero previsti ricambi. Ma dal Viminale trapela che i centri restano comunque operativi e vigilati: attualmente, sottolineano fonti del ministero dell'Interno, il personale è stato ridotto e varia in base alle esigenze del momento.
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Gli operatori di Medihospes, l’ente gestore dei centri italiani di Schengjin e Gjader, stanno rientrando dall’Albania: saranno tutti a casa entro il fine settimana. Per loro al momento non sono previsti ricambi, mentre non è ancora chiaro cosa accadrà con i contratti dei lavoratori selezionati ma mai partiti. Del resto, ha denunciato mercoledì altreconomia, anche il contratto tra la prefettura di Roma e Medihospes è ancora «fantasma», a sei mesi dall’aggiudicazione.
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ROMA – Il protocollo Italia-Albania non smette di regalare sorprese: dopo l'annunciato flop dei primi trasferimenti e la sonora bocciatura dei giudici, il periodico Altreconomia – diretto da Duccio Facchini – dà oggi la notizia che tra la prefettura di Roma e Medihospes, la cooperativa sociale che ha vinto l’appalto da oltre 133 milioni di euro per la gestione dei centri per i migranti, non è stato ancora siglato alcun contratto.
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Solo un verbale di esecuzione in urgenza: tra la prefettura di Roma e Medihospes, la cooperativa sociale che ha vinto l’appalto da oltre 133 milioni di euro per la gestione dei centri per migranti in Albania, non è stato ancora siglato alcun contratto. A oltre un mese di distanza dall’arrivo delle prime 16 persone nei centri di Shëngjin e Gjadër ma soprattutto a più di sei mesi dall’aggiudicazione della gara pubblica.
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Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Pd, non nasconde il malessere dopo avere visitato il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Restinco, a Brindisi, dove trovano «ospitalità» il piccolo nucleo di migranti che fanno da spola tra Puglia e l’Albania: «Mi creda: è un mondo estraniante, ci sono tanti ragazzi che non fanno niente se non aspettare l’esito della loro richiesta di asilo. Abbiamo incontrato i ragazzi…
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