Rinviato a giudizio il professor Luciano Canfora denunciato per diffamazione dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo ha stabilito oggi, 16 aprile, il giudice monocratico del Tribunale di... Leggi tutta la notizia
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BARI – Si è svolta questa mattina al Tribunale di Bari l’udienza predibattimentale per il rinvio a giudizio del professor Luciano Canfora, imputato per diffamazione aggravata nei confronti della premier Giorgia Meloni. Canfora, storico e docente emerito dell’Università di Bari, l’11 aprile 2022 (quando Giorgia Meloni era parlamentare di opposizione del governo Draghi), in un incontro con gli studenti del liceo scientifico Enrico Fermi di Bari, definì l’attuale premier “neonazista nell’anima”.
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Il giudice Antonietta Guerra ha rinviato a giudizio il filologo e storico Luciano Canfora, imputato per diffamazione aggravata nei confronti della premier Giorgia Meloni. I fatti risalgono all'11 aprile 2022, quando Meloni era parlamentare dell'opposizione e il presidente del Consiglio in carica era Mario Draghi. Canfora, invitato a parlare nel liceo scientifico 'Enrico Fermi' di Bari nell'ambito di un incontro sul conflitto russo-ucraino…
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È cominciata a Bari davanti al giudice monocratico della prima sezione del tribunale del capoluogo pugliese Antonietta Guerra l'udienza predibattimentale del processo per diffamazione a carico dello storico e filologo Luciano Canfora denunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I fatti risalgono ad aprile del 2022 quando la leader
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Oggi, al Tribunale di Bari, si è tenuta l’udienza predibattimentale del processo che vede lo storico e filologo Luciano Canfora imputato per diffamazione aggravata nei confronti della premier Giorgia Meloni. Canfora è stato accolto all’esterno del palazzo di giustizia da una ventina di manifestanti con bandiere, tra cui quella dell’Anpi, che lo hanno applaudito al suo arrivo. I fatti risalgono all’11 aprile 2022, quando Meloni era parlamentare dell’opposizione…
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Gentile Direttore Feltri, centinaia di voci si sono sollevate in favore di Luciano Canfora, professore dell'Università di Bari, il quale è stato denunciato per diffamazione nel 2022 da Giorgia Meloni in quanto egli aveva definito la futura premier «neonazista nell'animo». Associazioni e organizzazioni varie ritengono che Canfora abbia esercitato la sua libertà di critica e di opinione e che Meloni avrebbe dovuto evitare di sporgere denuncia verso chi ha espresso un giudizio nei suoi riguardi, dato che questo è un diritto e non un delitto
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«A tutti coloro che mi hanno mostrato gratitudine non sono solo grato ma gratissimo, perché non mi aspettavo tanta cordialità e simpatia. E questo non vuol dire condividere necessariamente i pensieri, ma che abbiamo il diritto di dire quello che pensiamo». Così il filologo barese Luciano Canfora, querelato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ringrazia quanti gli hanno mostrato supporto e solidarietà a poche…
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Ancora un'intervista provocatoria da parte del professore di Filologia greca e latina all’Università di Bari, Luciano Canfora, che ha condiviso l'appello del Manifesto su un nuovo 25 aprile a Milano dopo 30 anni da quella del 1994, quando " La minaccia neofascista era forte trent’anni fa, quando erano al governo per la prima volta Berlusconi e Fini, ed è fortissima oggi che il governo con Meloni è spostato ancora più a destra ".
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«Condivido in pieno l’appello del manifesto, da tempo denuncio l’avanzata delle destre in Europa. Ho sempre detto che bisogna celebrare i valori della Liberazione ma quest’anno ancora di più». Luciano Canfora, professore di Filologia greca e latina all’Università di Bari, la città dove è nato e lavora e in questi giorni su tutti i giornali per le inchieste giudiziarie che riguardano il centrosinistra: «Non sono mai stato vigile sulla politica cittadina ed è un difetto, ho partecipato attivamente quando…
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“La critica non è diffamazione”. Con questa frase l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) ha annunciato il “presidio democratico” organizzato per martedì 16 aprile alle 9 davanti al Tribunale penale di Bari in via Dioguardi, a Poggiofranco, per manifestare la propria solidarietà al professor Luciano Canfora. Quel giorno, infatti, si terrà l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchies…
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L’insulto gratis spacciato come libertà d’espressione ha stancato perfino a sinistra. Corrado Formigli, conduttore e personalità lontana dalle istanze del centrodestra, torna sulle parole offensive di Luciano Canfora, lo storico e saggista rosso che aveva definito Giorgia Meloni una “neonazista nell’animo”, lamentando tra l'altro il sostegno di FdI ai "neonazisti ucraini". Una ricostruzione surreale che Formigli, pur essendo distante dalle posizioni dell’esecutivo, riesce a fermare e smontare in…
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Come ha opportunamente scritto ieri (giovedì 11 aprile) su Repubblica Corrado Augias “un capo di governo non dovrebbe mai portare in giudizio un cittadino, in particolare quando si tratta di opinioni”. Succede, invece e purtroppo, nel caso del professor Luciano Canfora. Per analogia c’è da ricordare che il ministro Francesco Lollobrigida ha querelato per diffamazione la filosofa Donatella Di Cesa…
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Perché una persona di accertata scientificità come il filologo classico Luciano Canfora arriva a esprimere opinioni pesantemente oltraggiose come quelle in cui, nell’aprile 2022, definì «neonazista» Giorgia Meloni, all’epoca capo di un partito, presidente dei Conservatori e Riformisti Europei, e oggi anche Presidente del Consiglio? A prescindere per ora dalle motivazioni, si tratta di un’autentica aggressione, di tipo sia denigratorio sia intimidatorio, a un leader politico nella sua persona e nella sua…
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Di patetici raduni firmaioli, regolarmente ignobili, la sinistra dall’ego canagliesco è piena. Fanno l’appello contro il commissario Calabresi “agente della Cia”, “assassino di Pinelli”, e il commissario Calabresi viene fatto fuori da Lotta Continua nel tripudio dei firmaioli. Fanno l’appello per il martire Cesare Battisti, quello dei Pac, finché quello, catturato, ammette tutti e quattro gli omicidi e le grandi firme si sfilano, come Roberto Saviano con la seguente squisita motivazione: “Adesso…
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Nell’ambito della discussione politica bisognerebbe cercare di evitare le querele per diffamazione. La vitalità del dibattito pubblico e la buona salute della Repubblica hanno bisogno della libertà di espressione, hanno bisogno di attori che non risparmino i giudizi sugli atti e sulle affermazioni altrui, che possono essere controbattuti e confutati dall’interlocutore, oppure accettati e fatti propri.
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