Gravina (M5S): "Il Governo abbandona i lavoratori della Gigafactory e l’industria del futuro" CAMPOBASSO. "Il taglio di 4,6 miliardi al Fondo Automotive deciso dal Governo Meloni con la nuova manovra, così come la revoca dei fondi PNRR destinati alla Gigafactory di Termoli, decisa dal ministro Urso poco più di un mese fa, sono purtroppo scelte simili tra loro e per questo ugualmente incomprensibili, che danneggiano il…
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“Il taglio drastico del fondo a sostegno dell’automotive rappresenta uno schiaffo in pieno volto alle imprese e ai lavoratori che stanno vivendo il momento di maggiore crisi della loro storia. Invece di potenziare gli investimenti in maniera massiccia per provare a ridurre un gap già siderale della nostra industria con gli altri player mondiali, il governo Meloni taglia dell’80 % il fondo portandolo dagli iniziali 5,8 miliardi (stanziati dal governo Draghi) agli attuali 1,2 nel…
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Male, se non malissimo. Ecco l'immagine delle piccole e medie imprese torinesi che restituisce lo specchio di Api Torino, che ha diffuso l'ultima indagine congiunturale. L'autunno 2024 è... Leggi tutta la notizia
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Taglio degli aiuti alle imprese del settore automobilistico previsto nella legge di bilancio 2025. Un definanziamento di 4,6 miliardi di... Leggi tutta la notizia
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Non gioiscono di certo tutte le realtà che gravitano attorno al settore dell’automotive, a seguito dell’allarme lanciato da Anfia per il taglio di 4,6 miliardi di euro dal fondo automotive da parte del Governo previsto nella Legge di Stabilità. Nel cuore della più grande crisi di sempre del settore, sfuma così l’80% delle risorse. Stop, dunque, al sostegno forte per garantire la competitività, ma soprattutto la difesa dell’occupazione.
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Non solo Stellantis: entro fine anno la cassa integrazione colpirà un'azienda su tre, in provincia di Torino, mentre solo la metà ha ordini che vadano oltre l'orizzonte di un mese. Ma il 33% addirittura ha crediti da incassare scaduti da ormai due mesi. Una situazione drammatica, che non coinvolge solo l'automotive, in cui viene vissuto come "un colpo basso" il taglio di 4,6 miliardi del governo al fondo automotive.
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Dalla tassazione maggiorata sulle auto aziendali al corposo taglio dell'80% prospettato sulla dotazione del fondo per gli incentivi e la transizione, l'industria dell'auto è critica con le scelte prospettate dal governo
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Come un fulmine a ciel sereno è stato annunciato un taglio dell'80% del fondo automotive: la sottrazione è di circa 4,6 miliardi rispetto ai 5,8 previsti per il periodo 2025-2030. La scelta è stata fatta attraverso la pubblicazione del Bilancio Finanziario del Governo: lo stesso Esecutivo ha affermato che i pochi fondi rimasti saranno destinati esclusivamente alla filiera produttiva. Il taglio decreta di fatto la fine degli incentivi per l’acquisto di veicoli.
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La conferma più esplicita e più temuta arriva a Gazzetta Motori direttamente da fonti interne del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel 2025 non sarà disponibile nessun tipo di Ecobonus per l’acquisto di nuove vetture. Manca solo l'ufficialità. In sostanza, ciò significa la fine degli incentivi auto, sia per le vetture elettriche che per quelle ibride e con motore tradizionale a basso consumo.
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