Europee ed estrema destra, alle urne vince sempre l'originale Emmanuel Macron A forza di inseguirli sul loro terreno, alle fine gli elettori hanno deciso di votare le versioni originali: alle elezioni europee, i veri vincitori sono stati i partiti di estrema destra. Non cambierà molto, in futuro, se non forse nel linguaggio e nelle etichette: qui, un pizzico di negazionismo sul global warming; là, qualche manciata di crudeltà contro i migranti; ovunque, la stessa retorica guerrafondaia (buffetti al…
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Introduzione Il voto per l'Eurocamera ha confermato le previsioni: le destre avanzano e i gruppi politici di riferimento per i partiti considerati più estremisti - l'ECR, presieduto da Giorgia Meloni, e l'ID - conquistano seggi in più rispetto alla legislatura uscente, a fronte delle perdite registrate dai vari gruppi delle sinistre. Resta però saldo in testa, con 10 rappresentanti in più, il PPE. Cosa significa questo per i futuri equilibri?
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A destra e a Ursula di Andrea Marinelli Buongiorno, e bentornati su AmericaCina per un’edizione a suo modo straordinaria, visto si che parlerà (quasi) esclusivamente di quel che c’è fra l’America e la Cina. Ovvero l’Europa, il nostro vecchio continente che nel weekend è andato alle urne per eleggere il nuovo parlamento che ci rappresenterà nei prossimi cinque anni: ne sono uscite novità, sorprese e alcune conferme.
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(Questa analisi è stata pubblicata su PrimaOra, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati: per riceverla occorre iscriversi a Il Punto, e lo si può fare qui) Una grande avanzata delle destre in Europa, ma con la probabile tenuta del vecchio asse popolar-socialista-liberale nel governo dell’Ue. Un formidabile successo della presidente del Consiglio in Italia, cui corrisponde un’affermazione del Pd così impetuosa da porre le basi per un nuovo, possibile bipolarismo
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