TORINO – Il settore automobilistico italiano tocca il punto più basso degli ultimi settant’anni. Nel 2025 la produzione di autovetture si è fermata a poco più di 213 mila unità, un dato persino inferiore a quello del 1955, quando si attestava attorno alle 230 mila. Un crollo che segna un ulteriore peggioramento rispetto a un già difficile 2024, con una flessione del 24,5 per cento. A fotografare una situazione definita “drammatica” è il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano…
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Approfondimenti:
Profondo rosso per Stellantis in Italia nel 2025: la produzione crolla con percentuali a due cifre dopo un 2024 che era già stato difficile e scendo sotto le 400mila unità. Si salva, per ora, solo lo stabilimento di Mirafiori che beneficia dell’avvio della produzione del nuovo modello di 500 ibrida. Comunque troppo poco per pensare ad un 2026 in positivo. È quanto indicato da Fim-Cisl che chiede l’accelerazione del nuovo piano industriale con più investimenti e nuovi modelli.
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I numeri delle fabbriche: Mirafiori resiste La produzione totale è scesa a 379.706 veicoli, con un -20,1% rispetto alle 475.090 del 2024, legato sostanzialmente al comparto delle autovetture. I veicoli commerciali sono parimenti in sofferenza, ma la flessione è quasi la metà: la fabbrica abruzzese di Atessa ha sfornato 166 mila mezzi da lavoro, il 13,5% in meno. Tra tutti gli impianti si salva Mirafiori grazie al recente lancio della 500 ibrida: a fine anno…
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Nel 2025 la produzione dello stabilimento di Cassino, crollata a 19.364 unità, registra un pesante -27,9% rispetto al 2024. Si tratta del dato peggiore nella storia del sito. Il rivela il tradizionale report di bilancio annuale diffuso da Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl. A titolo di confronto, nel 2017, primo anno con le produzioni Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, si raggiunsero 135.263 unità.
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