Nella capitale della provincia dell'Azerbaigian orientale si tiene la cerimonia funebre per il leader iraniano morto domenica 19 maggio nello schianto dell’elicottero su cui viaggiava. I funerali veri e propri si terranno il 23 maggio nella città natale di Raisi, Mashhad, nel nord-est del Paese. Lo stato maggiore delle forze armate iraniane ha intanto ordinato un'indagine sulle cause dell'incidente: maltempo o guasto tecnico le ipotesi più accreditate.
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Chi si illude che la morte del presidente iraniano Ebrahim Raisi inneschi una sollevazione popolare o un collasso del regime farà bene a tornare con i piedi per terra. Perché se da una parte la Suprema Guida Ali Khamenei e il suo gruppo di potere contano sull'appoggio di poco più di un terzo della popolazione, dall'altra non esiste un movimento politico o insurrezionale capace di risvegliare dall'apatia (o dalla paura) i due terzi che non si riconoscono più nei precetti della Repubblica Islamica.
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