Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa al Senato, ha gestito in prima persona la trattativa per arrivare a una risoluzione bipartisan contro il regime iraniano. Quasi unitaria: «All’ultimo momento è arrivata l’astensione del Movimento 5 Stelle: peccato, un’occasione mancata», dice il senatore dem. L’hanno spiegata così: nel testo non c’è la condanna di un eventuale attac…
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Roma, 14 gen. – Venerdì ci sarà tutto il “campo largo” in piazza a sostegno dell’Iran, ma in Parlamento il fronte delle opposizioni si incrina, con M5s che si sfila dalla mozione unitaria lamentando la mancanza di un passaggio contro eventuali interventi militari unilaterali. Un distinguo che tanti nel Pd minimizzano ma che porta alla luce ancora una volta i diversi approcci in politica estera che convivono nel centrosinistra.
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– Manifestanti impiccati, attivisti giustiziati, donne private della loro libertà, internet in blackout. Un regime che fonda la propria esistenza sulla repressione e sul terrore. Mentre per anni il mondo si è girato dall’altra parte, fingendo di non vedere o limitandosi, nella migliore delle ipotesi, a reazioni blande, sporadiche, prive di reale coraggio. Le sanzioni imposte nel corso degli anni non hanno fermato la macchina repressiva di Teheran
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“La resistenza in questo momento in Iran è molto difficile, perché parliamo di un regime armato fino ai denti di fronte a un popolo che non usa le armi.” A ribadire più volte la necessità di un intervento estero per aiutare i manifestanti in Iran a rovesciare il regime, è stata l’attivista persiana Rayhane Tabrizi, durante una conferenza stampa organizzata in Senato dalle forze politiche di minoranza, tra cui Filippo Sensi del Partito Democratico, Gisella Naturale del…
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Campo largo addio. L'unità virtuale delle opposizioni si è definitivamente liquefatta. E non su un dossier secondario ma sulla condanna al regime di Teheran che in queste ore si è macchiato di una strage di civili. Le sinistre italiane non si dividono su un distinguo irrilevante, non litigano per
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Campo largo addio. L'unità virtuale delle opposizioni si è definitivamente liquefatta. E non su un dossier secondario ma sulla condanna al regime di Teheran che in queste ore si è macchiato di una strage di civili. Le sinistre italiane non si dividono su un distinguo irrilevante, non litigano per
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Il Movimento Cinquestelle si astiene sulla mozione di condanna del regime di Teheran, suscitando critiche da Pd, FdI e Azione La crisi iraniana irrompe nella politica italiana con la spaccatura all'interno delle opposizioni sulla mozione unitaria di condanna del regime di Teheran. In commissione Esteri del Senato i Cinquestelle si astengono dopo che era stata bocciata la loro richiesta di inserire nel testo l'impegno dell'Italia contro un possibile intervento…
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«Abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione». Giuseppe Conte racconta sui social la sua versione di come è andata la votazione in commissione Esteri e Difesa al Senato sulla risoluzione a sostegno delle proteste iraniane. «Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono…
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ROMA "Sentite cosa è successo. Oggi c'era la risoluzione sull'Iran al Senato che noi avremmo votato insieme alle altre forze politiche, visto che siamo al fianco di chi si ribella al regime iraniano, che abbiamo sempre condannato per come soffoca le libertà e reprime nel sangue il dissenso. Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono…
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Il mondo occidentale si è schierato con il popolo iraniano, sceso in strada per protestare contro il sanguinario regime degli ayatollah. E mentre gli Stati Uniti - forse - preparano un intervento militare, le istituzioni italiane si muovono per prendere una posizione chiara, ma non tutti i partiti si schierano contro la dittatura teocratica di Ali Khamenei. Il Movimento 5 stelle, infatti, è stato l'unico partito a non firmare la…
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– La Commissione Esteri del Senato ha approvato una mozione unitaria di sostegno al popolo iraniano, con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e opposizione. Unica eccezione il Movimento 5 Stelle, che si è astenuto motivando la scelta con l’assenza, nel testo, di una condanna esplicita di un eventuale ricorso alla forza da parte del presidente statunitense Donald Trump. Le critiche politiche all’astensione del M5S L’astensione dei pentastellati ha suscitato reazioni immediate.
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La commissione Esteri del Senato ha votato una risoluzione unitaria, con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e opposizione, di sostegno al popolo dell'Iran, vittima di una durissima repressione nelle proteste di piazza. Unici astenuti i rappresentanti del M5S. "Chiedevamo la condanna di un eventuale uso della forza di Trump nel testo", hanno spiegato. Cosa prevede la mozione La commissione impegna il governo "ad attuare ogni iniziativa diplomatica utile a far desistere le autorità…
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Disco verde in commissione Esteri-Difesa al Senato - ma con l'astensione di M5s - alla risoluzione bipartisan sull'Iran, nella quale si esprime la "preoccupazione" per i drammatici eventi in corso e la "condanna" per la repressione messa in atto dalle autorità. I pentastellati avevano chiesto che venisse richiamata la contrarietà a ogni intervento armato esterno. "Non vogliamo che il governo ital…
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Nonostante i tentativi esperiti anche con vigore da Alessandro Alfieri del Pd, la risoluzione della commissione Esteri del Senato sulla «repressione violenta delle proteste in Iran» viene firmata da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, con la macroscopica eccezione del M5S. Al documento la commissione presieduta da Stefania Craxi (FI) era al lavoro da ieri. E la trattativa è stata lunga e delicata nel tentativo di tenere dentro tutti, dare prova di…
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La crisi iraniana ha assunto una dimensione strutturale, combinata da repressione interna, indebolimento economico e isolamento strategico. Un intervento militare americano risulterebbe controproducente, mentre una transizione imposta dall’esterno mancherebbe di legittimità. L’unica opzione auspicabile sarebbe un processo multilaterale sotto egida ONU, con un ruolo centrale dell’Europa come garante politico e giuridico di una transizione graduale e verificabile.
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