L'atrofia geografica è la forma più grave di maculopatia secca della retina. La fotobiomodulazione e la iontoforesi si sono dimostrate cure efficaci Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline. 123RF Maculopatia secca e atrofia geografia In Italia quasi un milione di…
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Luce infrarossa o lievi correnti elettriche sulla retina potrebbero aiutare a frenare la degenerazione maculare secca, la più comune e diffusa forma di maculopatia che solo nel nostro Paese interessa circa 1 milione persone. Raggi infrarossi, in grado di stimolare la retina, e lievi correnti elettriche, che rilasciate sulla superficie dell'occhio riescono a spingere al suo interno agenti antiossidanti, stanno infatti aprendo la strada a nuove possibilità di…
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La degenerazione maculare senile secca continua a rappresentare una delle principali cause di perdita visiva irreversibile nei Paesi occidentali. La sua forma più avanzata, l’atrofia geografica, resta oggi priva di una terapia in grado di arrestarne il decorso. Eppure, proprio nelle fasi precedenti, quando la malattia è ancora in evoluzione, la ricerca sta individuando approcci innovativi che potrebbero cambiare la gestione clinica dei pazienti.
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Tra le insidie per la vista c’è la maculopatia, che in forma secca solo nel nostro Paese colpisce circa un milione persone. Se fino a poco tempo fa si poteva fare poco per questi pazienti, ora la tecnologia sta aprendo a nuove possibilità di trattamento. Raggi infrarossi in grado di stimolare la retina, e lievi correnti elettriche sulla superficie dell’occhio per spingere all’interno agenti antiossidanti offronto una speranza in più a chi convive con questa malattia.
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– Nuove prospettive per il trattamento della maculopatia secca, una patologia degenerativa della retina che colpisce soprattutto la popolazione anziana. Tra le tecniche più promettenti, oltre alla fotobiomodulazione, cresce l’interesse della comunità scientifica per la iontoforesi oculare, una metodica non invasiva che sfrutta deboli correnti elettriche per migliorare la veicolazione dei farmaci all’interno dell’occhio.
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