La diffusione di soluzioni di intelligenza artificiale nelle fabbriche e negli uffici ha alimentato forti preoccupazioni sugli impatti sociali legati a questa svolta tecnologica, e in particolare, alla sostituzione delle persone con robot, chatbot, operatori e assistenti digitali nello svolgimento di alcuni ruoli e funzioni, a cominciare dalle attività più ripetitive e a minor valore aggiunto fino a compiti più specialistici che richiedono maggior studio, formazione ed…
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A Bergamo, come in gran parte d’Italia, il lavoro ha sempre avuto un volto concreto: quello delle mani che producono, delle fabbriche che scandiscono il tempo delle valli, dei capannoni che illuminano la pianura al tramonto. Oggi, però, quel volto sta cambiando. Il rumore delle presse e dei torni si mescola ai suoni silenziosi dei computer, ai dati che scorrono nei server, ai turni organizzati da piattaforme digitali.
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Attualmente l’invasività dell’Intelligenza Artificiale ha riportato il tema del lavoro al centro del dibattito pubblico in un’ottica futuribile, nel medio e nel lungo periodo (Brynjolfsson, Mitchell, 2024; OECD, 2024). In questo scenario, caratterizzato dalle tecnologie algoritmico-generative e dal concetto di machine learning, la riflessione si polarizza attualizzandosi in una dicotomia che vede da un lato gli integrati che scorgono le opportunità di produttività, d’innovazione, di automatizzazione completa e…
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Massicci licenziamenti negli uffici di Amazon, UPS, Target (catena Usa di grandi magazzini). Altri gruppi di molti settori (banche come Citigroup e JP Morgan Chase, leader digitali come Meta-Facebook e Salesforce, big del commercio e dell’auto come Walmart e General Motors) avvertono che taglieranno impiegati e manager o, comunque, smetteranno di assumere: per le loro nuove esigenze lavorative basta…
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Lo hanno detto, tra gi altri, l’amministratore delegato di Ford Jim Farley e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell: l’AI potrebbe spazzare via i nuovi posti di lavoro. Ora, nuovi dati sembrano dare loro ragione: dall’ascesa di ChatGPT, le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite di circa il 32%, secondo i dati della Federal Reserve, mentre i datori di lavoro si affidano sempre più a strumenti di AI e automazione per aumentare l’efficienza.
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Viviamo un’epoca di cambiamenti radicali: il lavoro non è più una condizione stabile, ma un ecosistema in costante evoluzione. Automazione, intelligenza artificiale, crisi climatica, tecnologie immersive e nuove abitudini di consumo stanno riscrivendo le regole del gioco. Il lavoro nell’era del cambiamento continuo La globalizzazione, le sfide demografiche, la diffusione del lavoro da remoto e del nomadismo digitale aggiungono ulteriori complessità.
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La nostra interpretazione dei dati dimostra che l’IA potrebbe favorire sia la crescita che l’occupazione. Ma la realizzazione di questo potenziale richiederà adeguate riforme politiche, dalla concorrenza alla formazione
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Milano – L’effetto dell’intelligenza artificiale, la concorrenza sempre più spinta nel settore, “politiche green” e la digitalizzazione che impatta sull’utilizzo e sulle vendite di dispositivi come le stampanti. Fattori che sono al centro di una nuova ondata di licenziamenti collettivi a Milano, decisi dall’altra parte del mondo con piani di riduzione del personale calati sull’Italia. Tagli di personale negli uffici, nel settore commerciale…
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Secondo Jensen Huang, CEO di Nvidia, la vera minaccia occupazionale non deriva direttamente dall’AI, ma da coloro che sapranno sfruttarla con efficacia. Secondo Jensen Huang, CEO di Nvidia, la vera minaccia occupazionale non deriva direttamente dall’AI, ma da coloro che sapranno sfruttarla con efficacia. Durante un’intervista rilasciata subito dopo il keynote alla Nvidia GTC, Huang ha ribaltato la classica narrativa sulla sostituzione…
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L’intelligenza artificiale cambia il lavoro: cosa significa per studenti e futuri professionisti Fonte: getty-images L’intelligenza artificiale (IA) non è più soltanto “il futuro”: è già parte del presente e comincia a ridefinire intere professioni. Come evidenziato da Vanity Fair, diversi lavori tradizionalmente svolti dall’essere umano sono a serio rischio di automazione o sostituzione da algoritmi e sistemi intelligenti.
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L'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro americano potrebbe manifestarsi molto prima di quanto previsto dagli esperti. Secondo un'analisi appena pubblicata da Goldman Sachs, basata su un sondaggio condotto tra oltre cento banchieri della stessa istituzione che seguono clienti in vari settori industriali, le aziende statunitensi stanno accelerando l'adozione di strumenti di IA con conseguenze già visibili sull'occupazione.
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I datori di lavoro americani sono convinti di poter mantenere invariate - o persino ridurre - le dimensioni dei propri team senza compromettere il business. Alla base di questa convinzione c’è l’idea che l’intelligenza artificiale possa compensare il carico di lavoro e automatizzare i processi. Ne abbiamo parlato con Elena Panzera, presidente dell’Associazione italiana direzione personale della Lombardia, che mette in guardia dai rischi di un modello aziendale snello basato esclusivamente sulla…
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I posti di lavoro di dieci milioni e cinquecentomila italiani sono a rischio per l’automazione implementata enormemente dall’intelligenza artificiale. Il dato emerge da un rapporto prodotto dalla Fondazione Randstad AI & Humanities e presentato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati. Le prospettive indicate dallo studio sono meno angoscianti di quanto faccia pensare il numero enorme di addetti a rischio stimati.
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«Smettete di assumere esseri umani» è lo slogan apparso negli Stati Uniti per promuovere Artisan AI, una startup di San Francisco che sviluppa “dipendenti virtuali” basati sull’intelligenza artificiale. La campagna pubblicitaria ha fatto molto discutere. Lo slogan Non è la prima volta che l'azienda porta avanti una campagna del genere. Lo scorso anno lo slogan appariva scritto in maniera errata “Stop Hirring Humans”, con una “r” di troppo proprio per provocare e sottolineare…
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Il caso di Garlasco continua a far discutere e ad attirare l’attenzione dei media. Recenti documenti emersi dall’inchiesta hanno portato a un riaccendersi del dibattito sulla vicenda, in particolare sulla posizione del procuratore Mario Venditti. La trasmissione Mattino Cinque ha dedicato un ampio spazio alla questione, rivelando nuovi dettagli che possono influenzare le opinioni e le indagini in corso.
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