Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, il giornalista parla della grande crescita del centrocampista turco Gianni Pampinella Redattore Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, Gianfranco Teotino ha parlato della grande crescita di Hakan Calhanoglu nel ruolo di play. "Calhanglu e Pirlo hanno delle caratteristiche diverse ma non trovo una bestemmia accostarli. In questo momento il turco è sicuramente uno dei migliori registi al mondo come lo è stato Pirlo nella…
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E di Calhanoglu, che cosa colpisce? — «Tante cose. Su tutto, forse, salta all’occhio il mix tra tecnica e qualità difensiva, la prontezza nella riconquista con cattiveria. È un play molto diverso da altri, il dinamismo del centrocampo dell’Inter è altissimo». Da ex compagno di Andrea Pirlo, sono simili? — «No, c’è pochissimo in comune. La vera similitudine è nella capacità di calciare in tutti i modi, di pescare un uomo a 40 metri».
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A può salvare solo un asteroide. E' stato imbarazzante il confronto con Locatelli, imbarazzante. Nel primo tempo ha giocato solo l'Inter. La Juve ha aspettato. Nel secondo tempo la Juventus ha tentato di avanzare e ha beccato 3-4 ripartenze, che poi era esattamente ciò che vole
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Anche Mario Balotelli è estasiato dalla stagione di Hakan Calhanoglu. L'ex attaccante nerazzurro, nel suo spazio per TV Play, non esita a inserire il centrocampista dell'Inter tra i migliori interpreti al mondo del suo ruolo: "Non è il più forte al mondo ma è sicuramente tra i primi tre. Sono sempre stato pro Calhanoglu, ho sempre affermato sia fortissimo, ma è presto per potergli dare la patente di migliore al mondo.
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L'ex centrocampista del Milan Massimo Ambrosini ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport commentando l'ultimo Derby d'Italia tra Inter e Juventus, vinto dai nerazzurri 1 a 0, soffermandosi in particolar modo sul paragone tra Calhanoglu e Pirlo. Ecco le sue dichiarazioni in merito: "A mio avviso c'è davvero pochissimo in comune. L'unica vera similitudine è nell'abilità di calciare in tutti i modi, di trovare un compagno a 40 metri.
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L'Inter è ormai una macchina veloce che va a memoria, tra organizzazione e fantasia. Con Hakan Calhanoglu vero motore di tutto L'Inter è ormai una macchina veloce che va a memoria, tra organizzazione e fantasia. Con Hakan Calhanoglu vero motore di tutto. Lo sostiene il Corriere della Sera, che scrive:
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Se la prima Juve di Conte era accesa come un tramonto, il tramonto del calcio novecentesco che persisteva nel ventunesimo secolo, l’Inter di Inzaghi è la leggerezza dell’aurora, appartiene pienamente a un nuovo orizzonte temporale. Si può sempre “trovare l’alba dentro l’imbrunire”, come suggeriva Battiato in una famosa canzone, ma a parte che è difficile, in certi casi forse è proprio meglio tracciare un confine netto fra ciò che viene prima e ciò che viene dopo.
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"Da lì in poi è stata un’escalation. Hakan da regista oggi ha punte di eccellenza - per esempio nel lancio - che Brozovic neppure ha mai toccato. Il tracciante per Dimarco, messo in mostra contro la Juve, ha sorpreso solo chi non ha seguito con continuità le prestazione del numero 20 di Inzaghi. Oppure chi non vive Appiano, perché in allenamento lancia come respira, con quella stessa frequenza. Calha non è avaro, di giocate così.
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Per sottolineare le qualità di Hakan Calhanoglu, il Corriere della Sera scomoda paragoni con Modric, Pirlo o Xabi Alonso. Qualità accompagnate da quelle di Mkhitaryan e Barella, contro cui Allegri non ha creato gli anticorpi adatti, consegnandosi al dominio tecnico del numero 20: 100 passaggi, tanti colpi d'alta scuola, una visione superiore. L'Inter è una macchina che viaggia a memoria, con 13 marcatori differenti, giocate codificate, provate e riprovate, guidate dalla «Calhacrazia»…
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