Una colossale operazione ideologica mimetizzata dietro un’abile dialettica. Dietro una cortina fumogena, una nebbia di retorica. È questo l’evento televisivo cui abbiamo assistito due sere fa in prima serata su Rai 1, «in diretta anche su Rai Radio 2 e Raiplay, questo è un colpo di Stato, abbiamo preso il potere, siamo dappertutto, anche sul forno a microonde», ha scherzato Roberto Benigni prima di riverire, come fa puntualmente, «il presidente della Repubblica Mattarella, perché so che ci…
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L''europeista estremista' Roberto Benigni vola alto con la sua orazione civile dedicata all'Ue gli dà ragione secondo l'Auditel Gianni 21 marzo - 12:15 L''europeista estremista' Roberto Benigni vola alto con la sua orazione civile dedicata all'Ue come "ultima trincea della democrazia" da affidare ai giovani e l'Auditel gli dà ragione: Il Sogno incolla a Rai1, dalle 21.45 alle 24.01, una media di 4 milioni 396mila telespettatori, pari al 28.1% di share.
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"Un lavoro impegnativo, che ci ha tenuti occupati per sei intensi mesi, un confronto insieme serrato e gioioso su un argomento che ci appassiona, e che crediamo sia il vero tema del nostro tempo": Michele Ballerin, storico e coautore con Roberto Benigni e Stefano Andreoli dello spettacolo sull’Unione europea, Sogno, in onda su Rai 1. lo ha detto in un'intervista a Repubblica. Aggiungendo, poi, che il testo recitato in prima serata dall'attore è stato…
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La battaglia dei cuori. Senza conquistare i cuori (e la testa) dei nostri concittadini europei sarà estremamente difficile – nell’era della condivisione perpetua – realizzare quegli altissimi ideali di democrazia, libertà e progresso che sono insiti nel sogno di un’Europa unita. Il Sogno, che ha dato il titolo al potente e del tutto anacronistico – nel migliore dei sensi – spettacolo televisivo dedicato dal Premio Oscar Roberto Benigni alla costruzione europea.
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Alla fine della giostra – mediatica e di polemiche – quello che resta, come spesso accade in questi casi, sono i numeri. E quelli di Roberto Benigni, l’altra sera su RaiUno con il suo “Sogno” dedicato proprio a quel Manifesto di Ventotene attaccato e criticato dalla premier qualche ora prima in Parlamento, parlano chiaro: 4 milioni e 396 mila spettatori, uno share del 28,1%, mattatore indiscusso della serata televisiva.
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I sogni hanno sempre quella capacità beffarda di arrivare quando meno te li aspetti. A volte coincidono con la realtà, e a volte la smentiscono. E allora accade che, mentre Giorgia Meloni in Parlamento storce il naso sul Manifesto di Ventotene, come se stesse parlando di una favola scritta per ingenui, Roberto Benigni – in eurovisione, sulla Rai di Stato – restituisce al pubblico italiano e a milioni di cittadini europei la vera grandezza di quel sogno.
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Quello che non hanno capito è che quel monologo non parla del sogno che potremmo fare oggi, di un mondo in pace e di un’Europa davvero Unita, antidoto alla guerra, o che poteva fare John Lennon nel 1971 quando scrisse l'inno pacifista Imagine. Ma di un sogno che nel 1941 tre ragazzi fecero sull’isola di Ventotene, scrivendo il cosidetto «manifesto» di Ventotene, considerato uno dei testi fondanti dell'Unione europea.
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Il valore delle parole in un’epoca in cui contano le solo immagini, la forza del ragionamento in tempi in cui vincono gli slogan. Scenografia minimale, inesistente. Sfondo arancione. Lui da solo sul palco, la divisa d’ordinanza degli ultimi spettacoli, l’abito blu, la camicia bianca senza cravatta, l’immancabile marcia di Piovani. Roberto Benigni ha enunciato in…
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Pierre Bourdieu ebbe a dire che oggi gli intellettuali sono la parte dominata della classe dominante: fanno parte della classe dominante, poiché hanno un capitale culturale, ma sono dominati, perché, per poterlo offrire ai dominanti, devono modulare detto capitale culturale a beneficio dei rapporti di forza dominanti. Questa definizione mi pare si possa puntualmente applicare all'ultimo…
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