Il sesto tarantino accusato di aver partecipato al pestaggio e al delitto di Bakary Sako nega tutto. Ma resta in carcere. Mentre l’indagine sulla morte del giovane del Mali punta agli accertamenti sulle immagini registrate dalla telecamera del bar nel quale Sako ha tentato inutilmente di rifugiarsi. Ma anche sui cellulari dei ragazzi finiti in carcere e su quello della stessa vittima. Procede senza sosta l’attività investigativa per fare piena luce sul terribile omicidio del 35enne maliano…
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Il bar di piazza Fontana è all’incrocio di uno dei tratti non ancora del tutto risanati del centro storico di Taranto. Sopra c’è un boutique hotel, di fronte palazzi in degrado e ristoranti, per terra le antiche pietre nere, a due passi il mare. Il gestore, Romolo Magnati, ha visto tutto, o quasi, del massacro del 9 maggio. Ma quando la polizia lo ha interrogato, in prima battuta, ha finto di non sapere chi fossero i componenti della baby gang della città vecchia che hanno pestato a morte Bakari Sako…
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È indagato per favoreggiamento il proprietario del bar di Taranto nel quale all’alba del 9 maggio scorso il 35enne del Mali, Bakari Sacko, si è rifugiato dopo essere stato picchiato a calci e pugni da una banda di ragazzini (4 minori e 2 ventenni), uno dei quali lo avrebbe accoltellato mortalmente per tre volte all’addome e al fianco. Il titolare avrebbe fatto dichiarazioni contraddette da frasi pronunciate nel corso di un’ intercettazione.
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È stato indagato per favoreggiamento il titolare del bar di piazza Fontana nella città vecchia di Taranto, dove all’alba di sabato 9 maggio tentò di trovare rifugio Bakari Sako, il bracciante agricolo originario del Mali, che poco prima era stato aggredito e picchiato da un gruppo di sei persone e poi accoltellato con tre colpi …
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La rete di omertà dietro l’omicidio di Bakari Sako Il perimetro delle responsabilità attorno all’omicidio di Bakari Sako si allarga e si definisce attraverso i più recenti e stringenti sviluppi giudiziari. Al centro della nuova fase investigativa c’è l’iscrizione nel registro degli indagati del titolare del “Bar Fontana”, l’attività commerciale della città vecchia di Taranto dove all’alba del 9 maggio scorso il bracciante maliano di 35 anni cercò disperatamente scampo.
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C’è una novità nelle indagini sull’omicidio di Bakari Sako, il migrante ucciso dal branco a Taranto. È stato indagato per favoreggiamento nei confronti di uno dei fermati il proprietario del bar di piazza Fontana, dove il 35enne maliano aveva provato a rifugiarsi. Il barista aveva detto di non conoscere il 22enne fermato, fatto questo smentito da alcune intercettazioni in mano agli inquirenti. Omicidio Bakari Sako, le novità Indagato il…
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Omicidio Sacko Bakari, non risponde al Gip il secondo maggiorenne Oggi l’interrogatorio del secondo maggiorenne che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nelle dichiarazioni spontanee che Cosimo Colucci ha reso davanti al gip ha detto: “Ero lì a fare colazione. Mi sono accorto dell’accaduto dopo l’arrivo del 118”. Intanto chiuso per 2 mesi dal questore il bar di piazza Fontana dove il bracciante maliano aveva provato a chiedere aiuto.
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La licenza del bar di piazza Fontana dove all’alba di sabato 9 maggio s’era rifugiato Bakari Sako per sfuggire ai suoi aggressori è stata sospesa per 60 giorni dalla Questura di Taranto. Il suo proprietario, nel frattempo, è indagato per favoreggiamento del 22enne Cosimo Colucci che, secondo gli inquirenti, ha partecipato attivamente all’aggressione, allontanandosi poi dalla scena e tratto in arresto alcuni giorni…
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Sako Bakari, il maliano ucciso all'alba del 9 maggio a Taranto da un gruppo di sei ragazzi, prima di essere accoltellato a morte, aveva cercato rifugio in un bar della zona. Era già emerso, anche grazie alle videocamere di sorveglianza, che il titolare del locale lo avesse allontanato senza nemmeno allertare la polizia. Ora il barista dell'attività è indagato con l'accusa di favoreggiamento nei confronti di uno degli aggressori.
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Indagato per favoreggiamento il titolare del bar di piazza Fontana nella città vecchia di Taranto, dove all'alba di sabato 9 maggio tentò di trovare rifugio Bakari Sako, il bracciante agricolo originario del Mali, che poco prima era stato aggredito e picchiato da un gruppo di sei persone e poi accoltellato con tre colpi all'addome da un 15enne.
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L’accusa è di favoreggiamento per aver coperto uno degli aggressori. Il Questore ha disposto la sospensione della licenza del locale per motivi di sicurezza pubblica. Taranto – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante 35enne del Mali aggredito e ucciso all’alba dello scorso 9 maggio nel cuore della città vecchia di Taranto. Il proprietario del bar di piazza Fontana, locale presso il quale la vittima aveva cercato disperatamente di rifugiarsi per…
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La procura di Taranto ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del 35enne Bakari Sako, ucciso all’alba del 9 maggio scorso nei pressi di piazza Fontana. L’attività investigativa, coordinata dal pubblico ministero Paola Francesca Ranieri, riguarderà l’estrazione dei file video contenuti nel DVR del Bar Fontana sequestrato dagli investigatori e l’estrapolazione della copia forense dei telefoni sequestrati a Fabio Sale…
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È stato iscritto nel registro degli indagati il proprietario del bar nel quale Bakari Sako aveva tentato di rifugiarsi all’alba del 9 maggio, pochi istanti prima di essere ucciso nella città vecchia di Taranto. L’accusa contestata dalla Procura sarebbe di favoreggiamento. Secondo gli investigatori, il proprietario del bar avrebbe reso una versione in fase di interrogatorio, che andrebbe in contrasto con un’intercettazione ambientale.
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Resta in carcere il 22enne Domenico Colucci, detto Mimmo, uno dei sei indagati per l’omicidio del bracciante Bakari Sako. Davanti al Gip, Colucci ha sostenuto di aver voluto aiutare Bakari, tentando di sottrarlo alla lite. Versione che il giudice ritiene "clamorosamente confutata" dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza di un hotel, che mostrano la sua attiva partecipazione al pestaggio. Colucci, stando a quanto emergerebbe dai filmati, ha avuto piena visuale dell'inseguimento e del triplice…
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E' indagato per favoreggiamento il titolare del bar di piazza Fontana nella città vecchia di Taranto, dove all'alba di sabato 9 maggio tentò di trovare rifugio Bakari Sako, il bracciante agricolo originario del Mali, che poco prima era stato aggredito e picchiato da un gruppo di sei persone e poi accoltellato con tre colpi all'addome da un 15enne. Lo confermano oggi, sabato 16 maggio, fonti vicine agli inquirenti.
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A una settimana dall’omicidio di Bakari Sako, il 35enne ucciso all’alba del 9 maggio in piazza Fontana, nella Città vecchia di Taranto, prosegue l’inchiesta della Procura ordinaria e della Procura per i Minorenni per ricostruire le responsabilità dell’aggressione mortale compiuta da un gruppo formato da quattro minorenni e due maggiorenni. Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile, Sako sarebbe stato inseguito, accerchiato e…
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È stata disposta la sospensione per 60 giorni della licenza del bar in Piazza Fontana a Taranto. Nei pressi del locale si è verificato l’omicidio di Bakari Sako. Il provvedimento, emesso dal Questore, è stato adottato per ragioni di sicurezza pubblica dopo che sei persone, tra cui quattro minori, sono state fermate con l’accusa di aver aggredito e ucciso il cittadino straniero. Il provvedimento della Questura Come indicato dal portale ufficiale della Polizia di Stato…
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Il proprietario del bar di Taranto in cui aveva tentato di rifugiarsi per sfuggire alla baby gang Bakari Sako è indagato con l'accusa di favoreggiamento nei confronti del 22enne fermato con l'accusa di aver partecipato all'aggressione nella quale è stato ucciso il bracciante maliano di 35 anni. Il barista aveva detto di non conoscerlo ma l'avrebbe ammesso in un'intercettazione. Per l'omicidio di Bakari sono stati fermati 6 giovani, 4 i minorenni e due i maggiorenni.
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È stato il quindicenne a colpire ed uccidere Bakari Sako, il bracciante agricolo originario del Mali di 35 anni, aggredito senza un perché all'alba di sabato nella città vecchia di Taranto. È stato lui stesso a confessarlo ieri davanti al gip del Tribunale dei minorenni durante l'udienza di convalida del fermo dei quattro membri della baby gang arrestati per il delitto. Seppur avvalendosi della facoltà di non rispondere, il ragazzino - lo stesso che dopo i fatti aveva fatto ritrovare l'arma - ha fatto delle…
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L'uomo è indagato con l'accusa di favoreggiamento nei confronti del 22enne fermato per aver partecipato all'aggressione durante la quale è stato ucciso il 35enne originario del Mali, il 9 maggio nella città vecchia Proseguono le indagini sull’omicidio del migrante a Taranto che ora coinvolgono anche il proprietario del bar di piazza Fontana, indagato per favoreggiamento nei confronti del 22enne fermato per aver partecipato all'aggressione.
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Minuto per la lettura Omicidio Bakari a Taranto: indagato per favoreggiamento il barista che ha negato di conoscere un ventiduenne del branco fermato. TARANTO – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul brutale omicidio di Bakari Sako, il bracciante 35enne di origine maliana ucciso lo scorso 9 maggio 2026 nella città vecchia di Taranto. Il proprietario del bar in cui la vittima aveva cercato disperatamente rifugio per sfuggire alla furia degli aggressori è ora iscritto nel registro degli…
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Le intercettazioni in mano alla squadra mobile descrivono gli attimi in cui il 22enne originario del Mali, ha perso la vita. Il tentativo di scappare dal branco e quella frase pronunciata da dentro l'attività: «Infamon» Il proprietario del bar in cui aveva tentato di rifugiarsi, invano, per sfuggire ai suoi assassini il bracciante Bakari Sako, è indagato con l’accusa di favoreggiamento nei…
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Il nome di Bakary Sako diventa simbolo di inclusione e memoria condivisa. Nel segretariato sociale del Comune è stato presentato lo Sportello di Mediazione Interculturale, nuovo presidio dedicato all’accoglienza dei cittadini stranieri, che l’amministrazione ha scelto di intitolare al 35enne maliano ucciso il 9 maggio scorso nella città vecchia. Una conferenza stampa segnata dall’emozione e dal dolore…
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Honda-live-tour-700 sancarlo WhatsApp Facebook Twitter Email Print I carabinieri del Nas hanno documentato allontanamenti sistematici durante il turno. Tra le prove, pedinamenti e telecamere sui varchi. Per gli indagati ipotesi di falso e truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale. CASERTA. Si allontanavano dal posto di lavoro mentre il badge segnava regolarmente l’orario di…
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