È stato identificato e denunciato a piede libero l'autore dell'incendio in via Carlo de Marco, che nella notte del 12 gennaio scorso ha danneggiato il portone d'ingresso dell'abitazione di uno degli indagati in stato d'arresto per il tentato omicidio di Bruno Petrone. È anch'egli un minorenne. La circostanza è emersa durante l'udienza del tribunale del Riesame tenutasi questa mattina a carico dei…
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Carcere confermato per i quattro minorenni indagati in concorso per il tentato omicidio del calciatore dilettante Bruno Petrone. Non hanno fatto sconti i giudici del tribunale del Riesame, che hanno esaminato il video dell'aggressione ai Baretti di via Bisognano a Chiaia il 27 dicembre scorso, oltre agli altri elementi in mano all'accusa. Ora si attendono le motivazioni delle decisioni. Il 18enn…
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Restano nel carcere minorile i quattro minorenni accusati dell'aggressione a Bruno Petrone, il calciatore 18enne accoltellato a Chiaia, a Napoli, la notte tra il 26 e il 27 dicembre scorso. Oggi pomeriggio, infatti, il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato le misure cautelari in carcere notificate ai quattro giovani - uno di 15 anni ritenuto l'unico armato di coltello e gli altri tre complici di 17enni - accusati di tentato omicidio.
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Rimangono in cella i quattro minorenni responsabili dell'aggressione a Bruno Petrone, avvenuta a Napoli nella notte tra il 26 e il 27 dicembre. E' la decisione del Riesame che ha respinto la richiesta di scarcerazione per i ragazzini (tutti tra i quindici e i diciassette anni) che in una manciata di secondi hanno portato a termine quella che gli inquirenti ritengano sia stata una vera e propria spedizione punitiva ai danni del giovane calciatore dell'Angri.
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«È stato come vederlo accoltellare un’altra volta». Dorotea Pirolozzi non riesce a trattenere l’emozione mentre parla del video che riprende l’aggressione al figlio Bruno Petrone, il calciatore 18enne ferito a coltellate nella notte tra il 26 e il 27 dicembre nel cuore della movida di Chiaia, a Napoli, nella zona dei cosiddetti "baretti". Pochi secondi di immagini riprese da una…
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Il tribunale del Riesame del Tribunale per i minori ha rigettato la richiesta di scarcerazione per i quattro indagati per il tentato omicidio del calciatore Bruno Petrone. Poche ore di camera di consiglio, i giudici hanno detto no alla richiesta di revoca della misura cautelare applicata alla fine dello scorso dicembre, per l'aggressione di via Bisignano. Un episodio grave, in una vicenda avvelenata anche dalla recente ritorsione consumata nei confronti della famiglia di uno dei quattro detenuti…
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Per l'aggressione, avvenuta nella zona dei "baretti" di Chiaia nella notte tra il 26 e il 27 dicembre, sono stati fermati quattro ragazzi minorenni, un quinto è stato denunciato a piede libero. A sferrare la coltellata che ha ferito Petrone, al quale è stata in seguito asportata la milza, sarebbe stato un 15enne.
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Sono in cinque e arrivano in via Bisignano in sella a due scooter. Tra loro, c’è chi indossa il casco, ma anche chi ostenta una certa sfrontatezza, al punto tale da circolare senza la protezione imposta a chi va in moto. Parcheggiano gli scooter al lato della strada e danno inizio a una sorta di farsa: c’è chi saluta un conoscente, con baci e abbracci che sanno di affettato; c’è chi si guarda intorno e chi invece punta all’obiettivo.
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Una dozzina di secondi di terrore, forse quindici, nella zona più frequentata della movida napoletana. È la notte di Santo Stefano, la gente passeggia tranquillamente quando un gruppo di quattro ragazzini aggredisce Bruno Petrone, 18 anni, calciatore dilettante dell’Angri. Un amico tenta di difenderlo ma viene colpito a sua volta. Durante il pestaggio, uno degli aggressori, di 15 anni, estrae un coltello e ferisce la vittima.
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È la notte di Santo Stefano, la gente passeggia tranquilla lungo via Bisignano. Ma in un istante cambia tutto e per 12, forse 15 interminabili secondi, il cuore pulsante della movida di Chiaia sprofonda nella violenza. Un gruppo di quattro minorenni assalta il diciottenne Bruno Petrone, calciatore dilettante dell’Angri e comincia a pestarlo violentemente con calci e pugni. Nel filmato pubblicato …
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Ci vogliono tredici secondi per uccidere un ragazzo. Tanto è durata l’aggressione di un gruppo di cinque giovanissimi contro un ragazzo di appena 18 anni. Tredici lunghissimi secondi, il tempo di estrarre un coltello e colpire a freddo, all’altezza del petto e dell’addome, mentre tutto attorno alla vittima regna un vuoto di indifferenza. Scene pulp, emerse da un video acquisto dai carabinieri, atto di accusa numero uno per ricostruire la responsabilità del…
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Ci vogliono tredici secondi per uccidere un ragazzo. Tanto è durata l’aggressione di un gruppo di cinque giovanissimi contro un ragazzo di appena 18 anni, Bruno Petrone. Tredici lunghissimi secondi, il tempo di estrarre un coltello e colpire a freddo, all’altezza del petto e dell’addome, mentre tutto attorno alla vittima regna un vuoto di indifferenza. Scene pulp, emerse da un video acquisto dai carabinieri, atto di accusa numero uno per ricostruire la…
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NAPOLI. Notte di paura e tensione nel quartiere San Carlo all’Arena, sullo sfondo l’ipotesi dell’ennesimo regolamento di conti tra bande di giovanissimi pronti a tutto. L’allarme è scattato poco prima delle tre di ieri nella parte basse di via Carlo de Marco: è qui che ignoti hanno provato ad appiccare il fuoco al portone di ingresso di un palazzo. Ai carabinieri, che stanno indagando sul caso, non è sfuggito un dato: nello stabile vivono alcuni parenti di uno dei quattro minorenni fermati per il tentato omicidio del diciottenne calciatore…
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Minuto per la lettura Napoli, ignoti tentano di incendiare il portone del palazzo dove vive la famiglia di un giovane coinvolto nel ferimento del calciatore 18enne Bruno Petrone Tensione nella notte, tra domenica 11 e lunedì 12 gennaio 2026, a Napoli, dove ignoti tentano di incendiare il portone d’ingresso di un’abitazione in cui vive la famiglia di uno dei giovani coinvolti nel ferimento di Bruno Petrone, il calciatore 18enne accoltellato tra il 26 e il 27 dicembre in via Bisignano, nel cuore della movida di Chiaia
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Negli occhi ha ancora impresso il sangue e il terrore di quella notte da incubo. Sa di essere un sopravvissuto. Oggi però è finalmente tornato a casa dopo quasi due settimane trascorse in ospedale in bilico tra la vita e la morte e tanto basta per guardare al domani con un sorriso: «Sto meglio, recupero ogni giorno di più e i medici mi hanno rassicurato sulla cosa che ho più a cuore. Potrò ritornare a giocare con i miei compagni».
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