La promessa di un’intelligenza artificiale capace di interpretare i dati del nostro corpo sembrava a portata di mano. Con il recente debutto di ChatGPT Health, OpenAI ha introdotto un’integrazione con Apple Health e altre piattaforme di monitoraggio fisico. In teoria, lo strumento dovrebbe consentire agli utenti di ricevere analisi personalizzate sui propri parametri vitali, trasformando milioni di dati raccolti dall’Apple Watch in consigli comprensibili.
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L’idea è grandiosa, il risultato disastroso. Parliamo della possibilità, per ora riservata agli utenti americani, di utilizzare i dati sanitari rilevati da dispositivi come Apple Watch per ottenere uno spaccato del nostro stato di salute. La dimostrazione che i responsi ottenuti siano da prendere, eufemisticamente parlando, con le molle arriva da un esperimento condotto dal Washington Post, che ha dato in pasto a ChatGPT un’enorme mole di informazioni raccolte dopo dieci anni di utilizzo di Apple Watch.
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Secondo OpenAI, oltre 230 milioni di persone ogni settimana pongono domande di salute a ChatGPT. Ma affidarsi all'AI è un rischio oppure a volte può salvare le vite? Uno dei bersagli preferiti di Hugh Laurie nei panni di Gregory House, lo scorbutico e geniale medico diagnosta dell’omonima serie, era “Dottor Google”. Aveva ragione. Vent’anni fa, lo scheletro nell’armadio dell’ipocondriaco era la frequenza con cui cercava sui motori di ricerca la spiegazione dei propri sintomi (regolarmente ricondotti a malattie terribili, ma…
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L’intelligenza artificiale che fa diagnosi quattro volte più esatte di quelle di un medico, e che può liberare i pazienti dall’errore umano. Hanno sorpreso molti, le parole di Giuseppe Remuzzi alla Fondazione Aiuti ricerca malattie rare: un ricoverato o chi va a ritirare un referto non sa a quali livelli sia arrivata l’intelligenza artificiale nella…
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Attualità Curarsi con l’intelligenza artificiale? Le novità in ambito salute, tra limiti e benefici Il lancio di GPT Health e Claude for Healthcare apre nuove prospettive, anche per le malattie rare, ma la scarsità di dati e la complessità della cura richiedono ricerca e prudenza Il 2026 si è aperto con due annunci – non a caso all’unisono – da parte di due fra le principali Big Tech che si occupano di intelligenza artificiale generativa.
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L'intelligenza artificiale potrebbe giocare un ruolo cruciale e non dovrebbe essere temuta dai medici. È questo il messaggio lanciato dal professor Giuseppe Remuzzi al Centro congressi di Bergamo, intervenuto alla consegna delle borse di studio della Fondazione Aiuti Ricerca Malattie Rare. Stando a quanto emerso, citando in particolare uno studio, l'IA è in grado di diagnosticare malattie con maggiore precisione, grazie alla capacità di analizzare…
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Oggi l’intelligenza artificiale è più efficace dei medici nel risolvere i casi clinici più complessi. È questa l’analisi esposta dal professore Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, durante la cerimonia di consegna delle borse di studio della Fondazione Aiuti Ricerca Malattie Rare, che ogni anno finanzia giovani ricercatori impegnati nello studio delle patologie poco comuni.
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Ripensare il ruolo e il lavoro dei medici, anche alla luce dell’intelligenza artificiale, che non va temuta. È il messaggio lanciato al Centro congressi di Bergamo dal professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche Mario Negri, intervenuto alla consegna delle borse di studio della Fondazione Aiuti Ricerca…
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Possiamo fidarci del dottor ChatGpt? ChatGpt Health consente agli utenti di caricare i propri dati sanitari e di ricevere consigli personalizzati su salute, dieta e allenamento. Ma quali sono i rischi per privacy e affidabilità delle informazioni mediche fornite da un’intelligenza artificiale? Fatti, numeri e commenti OpenAI ha deciso di insinuarsi seriamente nel settore sanitario (oltre che in quello dei dati personali).
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