Di fronte allo scontro tra Israele e Iran, l’atteggiamento degli Usa e dell’Occidente in generale è “una chiara illustrazione dei doppi standard impiegati e del loro approccio effettivo, piuttosto che dichiarativo, alla legalità e all’ordine nel contesto internazionale”. In parole povere: due pesi e due misure. A dirlo, già all’indomani dell’attacco israeliano all’ambasciata iraniana a Damasco, è stato Dmitry Polyanskiy, viceambasciatore russo all’Onu.
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Il fattore Russia potrebbe incidere, e non poco, sulle sorti della sfida tra Iran e Israele, scatenata dal raid su Damasco e che, dopo l'attacco scenografico, condotto dalla Repubblica islamica sullo Stato ebraico, rischia ora di accendersi ancora di più considerate le minacce di nuova rappresaglia arrivate da Tel Aviv. A oltre due anni dall'invasione dell'Ucraina, infatti, l'alleanza tra Teheran e Mosca si è rafforzata fino a diventare una partnership strategica che potrebbe rivelarsi un elemento per…
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Link Embed https://video.repubblica.it/dossier/tv/maurizio-molinari-un-insolito-silenzio-avvolge-il-medio-oriente/467049/468006 Copia Copia Maurizio Molinari: "Un insolito silenzio avvolge il Medio Oriente" "C'è stata una consultazione tra Israele e Usa sulla necessità di una risposta militare all'Iran: in questo momento Washington lascia intendere che il negoziato si è concluso. E ci accorgiamo che c'è un insolito silenzio: tace Israele, tace Hamas, l'Iran resta in attesa".
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La risposta all'Iran non metterà in pericolo i Paesi arabi della regione. Questa l'assicurazione - secondo la tv Kan - che Israele ha dato a Egitto, Giordania e agli Stati del Golfo informandoli che la sua azione contro l'Iran sarà effettuata in modo da non coinvolgere loro in una eventuale contro risposta da parte di Teheran. La mossa di Israele è arrivata dopo che i comandanti iraniani hanno minacciato lo Stato ebraico e i suoi alleati di un attacco maggiore se ci fosse stata una reazione armata…
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Sull’Informale Niram Ferretti scrive: «Come la Germania negli anni ’40, l’Iran persegue una politica votata all’egemonia e spinta da un disegno messianico-imperialista, che, diversamente da quello perseguito dal Terzo Reich, è esplicitamente religioso e riguarda la supremazia nel mondo islamico. All’interno di questo disegno, Israele deve essere spazzato via, così come l’Arabia Saudita, custode dei luoghi sacri dell’Islam, deve soccombere.
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Israele reagirà all’attacco iraniano. La conferma arriva dal generale Herzi Halevi, anche se non è chiaro al momento in quale forma. Il governo di Benjamin Netanyahu sembra quindi aver fatto la sua scelta a 48 ore dalla pioggia di droni e missili arrivati da Teheran, mentre l’Iran – con le sue difese aeree in massima allerta – ha anticipato che l'eventuale azione armata di Israele stavolta «avrà una risposta molto dura».
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L'Iran dovrà aspettare "nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l'attacco, proprio come ha fatto fare a Israele", ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Se Israele dovesse reagire al raid di sabato scorso, la risposta dell' Iran sarà "immediata, più forte e più ampia", ha dichiarato dal canto suo il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian. Non solo. Il Comitato per la Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano…
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"Una sceneggiata senza alcuna volontà di escalation". Fonti europee a Teheran confermano l'impressione di un attacco contro Israele votato alla massima spettacolarizzazione e alla minimizzazione dei danni, che più che "una prova di forza ha dato una prova di debolezza" del regime iraniano. Costretto a reagire dalla sua base più oltranzista, che ne ha approfittato per coprire un'ulteriore stretta della repressione interna, con l'annuncio di misure più severe per le donne che…
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Il premier israeliano Netanyahu fa sapere che "Israele risponderà all'attacco dell'Iran, ma lo farà in maniera saggia e non di pancia". Teheran dovrà aspettare "nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l'attacco", aggiunge. "Qualsiasi aggressione incontrerà una risposta ancora più forte", minacciano le forze armate dell'Iran. Fonti militari affermano che la Giordania ha concesso a Israele il suo spazio aereo per abbattere i…
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Il presidente Biden e il premier Netanyahu nell'incontro di ottobre a Tel Aviv - Reuters La parola d’ordine delle cancellerie occidentali a Israele è «de-escalation». O, per parafrasare Joe Biden, non oltrepassare la linea rossa. Un confine faticosamente tracciato dal capo della Casa Bianca come contropartita della «corazzata» costruita intorno all’alleato per proteggerlo dall’attacco iraniano della notte tra sabato e domenica.
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WASHINGTON. «Quel che è successo l’altra notte – dice il generale David H. Petraeus, già capo della Cia – è stata una grande vittoria per Israele, una dimostrazione del successo di un sofisticato e funzionale schema di difesa aerea contro droni e missili. Grazie all’assistenza di britannici e americani l’attacco è stato sventato. Ma sarebbe sbagliato limitarsi a questa considerazione, quanto avve…
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Israele si prepara a rispondere all'Iran, una decisione arrivata subito dopo il gabinetto di guerra di ieri e caldeggiata dai vertici di governo ed esercito che non vedono "altra scelta" e alcuna alternativa dopo l'attacco di sabato scorso al Paese con oltre 300 missili e droni. Una risposta che tuttavia non sarà "di pancia" ma studiata con "saggezza", ha assicurato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che tuttavia non detta i tempi.
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Tempo di bilanci per gli analisti politici e militari, dopo la «notte delle stelle cadenti» come è stata soprannominata la notte del primo attacco diretto dell’Iran a Israele e il lancio di 350 tra droni e missili. C’è da un lato chi fa i conti in tasca a Israele, dall’altro chi osserva che Israele ha neutralizzato l’aggressione iraniana, ma ci è riuscito anche per l’aiuto determinante degli alleati, in particolare delle forze Usa che avevano strategicamente spostato nell’area la…
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L’attacco iraniano della notte fra il 13 e il 14 aprile ha accelerato la costruzione di una coalizione militare regionale fra Israele e paesi arabo-sunniti contro la comune minaccia strategica rappresentata dall’Iran. Oltre alla Giordania che ha subito riconosciuto formalmente di aver partecipato in prima persona alla difesa di Israele (con cui ha rapporti diplomatici fin dal 1994) aprendo il suo spazio aereo agli…
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Non ci sarà un conflitto regionale più ampio dopo l'attacco di Teheran. Già sottosegretario alla Difesa dell'amministrazione Reagan ed ex Presidente di Finmeccanica Nord America, nonché senior fellow del think-tank Il Nodo di Gordio, Stephen Bryen è uno dei più lucidi e autorevoli esperti in ambito di Difesa e Relazioni internazionali degli Stati Uniti d'America. Autore di una newsletter su
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La risposta di Israele al raid iraniano di sabato notte, nonostante i saggi consigli giunti dall'Europa e dagli Stati Uniti, potrebbe arrivare a breve. E potrebbe assumere le forme di un attacco a Teheran o di un "raid" informatico. Al termine della riunione di gabinetto, Israele "ha deciso di rispondere all'Iran. L'Aeronautica ha completato i preparativi per l'attacco", secondo quanto riporta l'emittente Channel 12.
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(Adnkronos) – Israele risponderà all’Iran e l’attacco potrebbe presto arrrivare. Dopo il raid di sabato scorso, il governo di Benyamin Netanyahu sembra aver fatto la sua scelta. L’operazione verso cui si sta dirigendo Israele si scontra con la posizione americana e di quella degli alleati che l’hanno affiancato nell’abbattere il 99% dei proiettili lanciati da Teheran contro lo stato ebraico. Secondo un autorevole funzionario dell’Amministrazione Usa e una fonte dell’intelligence americana la risposta…
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(Adnkronos) – L’apparato di difesa israeliano preme per una risposta militare all’attacco dell’Iran e il premier Benyamin Netanyahu sembra deciso ad appoggiarlo. Lo rivela Haaretz citando una sua fonte mentre è in corso il dibattito nel Gabinetto di guerra che deve decidere quale risposta dare a Teheran. La stessa fonte ha aggiunto che la forte pressione internazionale su Israele avrà effetti sulla decisione.
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