È ancora una volta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a inasprire il dibattito in vista del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Ospite di 10 minuti su Rete4, il breccio destro di Giorgia Meloni si scaglia contro la magistratura: “Oggi c’è il blocco delle espulsioni grazie a decisioni giudiziarie, c’è il blocco della sicurezza, della politica industriale che voglia raggiungere certi obiettivi, si…
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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha criticato le posizioni della magistratura. "Grazie a decisioni giudiziarie c'è il blocco delle espulsioni, c'è il blocco della sicurezza, della politica industriale (si pensi all'Ilva). Da due anni lo sviluppo urbanistico di Milano è fermo sulla base di una decisione di un gruppo di pubblici ministeri franata al primo vaglio. E c'è anche un'invasione di campo che deve essere ricondotta".
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Sulla giustizia "deponiamo le armi": se al referendum dovessero vincere i sì può essere "trattabile" la legge attuativa. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione "10 Minuti" su Rete 4."Abbiamo fatto - ha spiegato - un gesto politicamente significativo in primavera ricevendo con la presidente del Consiglio l'Anm a Palazzo Chigi. Ci è stato detto che la riforma è inemendabile, ma io non ho mai…
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Martedì 4 novembre 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Questa sera, martedì 4 novembre, alle ore 19.30 su Retequattro, nuovo appuntamento con “10 Minuti”, il preserale condotto da Nicola Porro dedicato all’approfondimento del fatto del giorno. Con il Sottosegretario…
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ROMA – Infiammare lo scontro, additare le toghe come nemico pubblico numero uno, utilizzare le tv amiche per convincere i cittadini che la riforma Meloni-Nordio non è solo giusta, ma necessaria. L’affondo di Alfredo Mantovano, ospite l’altra sera della striscia quotidiana di Bruno Vespa su RaiUno, «è l’ennesimo tassello di una strategia che, con la scusa della separazione delle carriere, il gover…
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Mentre è iniziata la corsa al referendum dopo l’approvazione definitiva al Senato della riforma costituzionale sulla giustizia, è Alfredo Mantovano a infiammare il dibattito. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ospite su Rai 1 nel programma di Bruno Vespa, prima allude a futuri interventi sulla responsabilità civile dei magistrati, spiegando che “intervenire sul disciplinare è qualcosa che può incidere anche sull’efficienza“, poi dà l’affondo: “I pieni poteri – dice – sono di…
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“Il sottosegretario Alfredo Mantovano dice cose sbagliate e oltraggiose sui magistrati". È netta la considerazione di Marcello Basilico, consigliere Csm eletto per AreaDg, l'associazione che riunisce le toghe progressiste, a proposito delle parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio pronunciate durante la trasmissione “5 minuti” su Rai1. Mantovano ha parlato della riforma della giustizia appena approvata al Senato.
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Dura presa di posizione da parte di Rosa D’Amato, commissaria regionale di Europa Verde/Alleanza Verdi e Sinistra, e Gregorio Mariggiò, coordinatore provinciale di Taranto, che replicano alle recenti dichiarazioni del sottosegretario Alfredo Mantovano sul ruolo della magistratura. “Le parole di Mantovano sono gravi e fuorvianti - affermano D’Amato e Mariggiò -. Non sono i giudici a bloccare la politica, ma una certa politica di destra che da anni tenta di scavalcare la legge e i principi…
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Alla Camera la mobilitazione nelle chat dei gruppi parlamentari di maggioranza è iniziata ieri, tanto che nel primo pomeriggio è l'azzurro Enrico Costa a presentarsi nella sala della Giunta per le elezioni di Montecitorio per apporre una delle primissime firme al fascicolo per il referendum confermativo della riforma della Giustizia sottoscritto dai capigruppo Galeazzo Bignami (Fdi), Paolo Barelli (Fi), Riccardo Molinari (Lega) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).
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I primi forzisti, a partire da Enrico Costa, si sono scapicollati già ieri a Montecitorio per firmare la richiesta di referendum sulla giustizia. FdI e Lega si muoveranno tra lunedì e martedì: parlamentari tutti convocati via Whatsapp. Pronti via, approvata la legge in quarta lettura, la campagna sulla separazione delle carriere entra subito nel vivo. Tutt’altro che «nel merito», come formalmente…
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A Montecitorio, nella sala delle giunte, i due plichi sono già comparsi ieri pomeriggio. Uno predisposto su richiesta dei deputati di maggioranza Sara Kelany (FdI), Enrico Costa (Forza Italia) e Simona Matone (Lega), l’altro da quelli di opposizione Simona Bonafè (Pd), Carmela Auriemma (M5S) e Marco Grimaldi (Avs). E qualcuno ha già firmato, anche se il grosso delle sottoscrizioni arriverà tra lunedì e martedì.
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Nel day after del via libera in Senato al ddl costituzionale di riforma dell’ordinamento giudiziario, le forze politiche si organizzano per compiere i passi che porteranno al referendum confermativo, ipotizzato per marzo o aprile del prossimo anno. La maggioranza, che ci terrebbe a “mettere il cappello” anche sul percorso verso la consultazione, sta già lavorando per far partire da lunedì la raccolta di firme tra i propri parlamentari (ne occorrerebbero almeno 80 a Montecitorio o 40 al Senato, ossia quelle di un…
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"Pieni poteri sono di chi per via giudiziaria blocca la politica dell'immigrazione impedendo le espulsioni perché nessuno Stato tra quelli di provenienza dei migranti irregolari è sicuro. I pieni poteri sono di chi blocca la politica industriale fermando gli impianti, per esempio, dell'ex Ilva con un sequestro di cui non si sa niente da mesi”. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, ospite di '5 minuti', in…
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“Il governo ha sempre dichiarato di non legare le proprie sorti all’esito del referendum sulla riforma della giustizia, “in primo luogo per rispetto istituzionale verso un Parlamento che ha espresso quattro volte il suo favore”. In una lunga intervista al Corriere della Sera il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
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Sottosegretario Alfredo Mantovano, perché la giustizia dovrebbe migliorare con questa riforma?«Partiamo da un presupposto, non vi è solo la separazione delle carriere, ma anche la riforma del giudizio disciplinare. Altrettanto importante tuttavia sarà la legge di attuazione perché regolerà il funzionamento effettivo della riforma». Per l’Anm è una riforma antidemocratica.«Nessuno ha la bacchetta magica, ma…
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