Il Santo Padre: "Si lasci pregare chi vuole pregare in quella che considera la sua Chiesa" “Continuo a seguire con dolore i combattimenti in Ucraina e nella Federazione russa, e pensando alle norme di legge adottate di recente in Ucraina, mi sorge un timore per la libertà di chi prega, perché chi prega veramente prega sempre per tutti. Non si commette il male perché si prega. Se qualcuno commette un male contro il suo popolo, sarà colpevole per questo, ma non può avere commesso il male perché ha pregato.
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Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano È una forte preoccupazione quella che Francesco esprime parlando subito dopo la preghiera dell’Angelus: quella che non si permetta a chi vuole, di poter pregare “in quella che considera la sua chiesa”. Un riferimento diretto alla decisione del Parlamento ucraino di mettere al bando la Chiesa ortodossa legata al Patriarcato di Mosca. Read Also Continuo a seguire con dolore i combattimenti in Ucraina e nella Federazione russa, e pensando alle norme di…
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La legge 8371 è stata approvata dalla Rada (il Parlamento ucraino) lo scorso 20 agosto, aspetta solo la firma del presidente Zelensky ed entrerà in vigore entro nove mesi. Perché è diplomaticamente importante? Perché la legge prevede lo scioglimento per tutte le organizzazioni religiose il cui centro risiede all’estero o che possano essere affiliate ad un centro estero.
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"Il Paese (l'Ucraina, ndr) sarà distrutto come Sodoma e Gomorra e i demoni cadranno inevitabilmente. E la punizione non arriverà in un futuro lontano, dopo il passaggio all'altro mondo. Al contrario, la punizione sarà terrena, crudele, dolorosa e si compirà presto... E la vera Chiesa ortodossa nelle ex terre ucraine risplenderà nella sua antica grandezza": lo scrive su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, commentando l'approvazione da parte del Parlamento…
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(Adnkronos) – “Le chiese non si toccano”. E’ il messaggio di Papa Francesco, con un riferimento agli ultimi provvedimenti varati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. ”Continuo a seguire con dolore i combattimenti in Ucraina e nella Federazione russa. E pensando alle norme di legge adottate di recente in Ucraina mi sorge un timore per la libertà di chi prega, chi prega veramente prega sempre per tutti”, dice il Pontefice oggi a Piazza San Pietro.
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