La produzione di tubi a Racconigi è ferma, e sono fermi anche quasi tutti i lavoratori: la prossima settimana scatterà la cassa integrazione per 80 degli 87 addetti (oltre il 90 per cento) dello stabilimento ex Ilva, ora Acciaierie d'Italia in amministratore straordinaria. Da martedì saranno in assemblea permanente. “Il tempo delle parole è terminato, occorrono soluzioni urgenti”, dice Domenico Calabrese, segretario provinciale della Fiom Cgil di Cuneo (l'unico sindacato presente nello…
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“Incontreremo i sindacati tra pochi giorni, l’11 di novembre a Palazzo Chigi, e in quella sede illustreremo tutto quello che abbiamo fatto e che è stato fatto in questi mesi per giungere a una soluzione positiva sia per quanto riguarda il progetto di decarbonizzazione nel più breve tempo possibile di questa industria siderurgica, sia per quanto riguarda lo sviluppo e gli investimenti che si possono realizzare anche nell’area dell’ex Ilva che non sarà più utilizzata per la produzione siderurgica così come in altre aree…
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Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, mette in fermata l’altoforno 4, l’unico da mesi in marcia nello stabilimento. L’impianto si fermerà per 24 ore il 5 novembre e per 72 ore il 10 novembre. Sono fermate che servono all’azienda per effettuare gli interventi di manutenzione necessari a tenere in regolare attività l’altoforno, che ad ottobre non si è mai fermato ed ha avuto in media una produzione di circa 4.500 tonnellate di ghisa al giorno.
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La segretaria del Partito Democratico indica una statalizzazione temporanea come via d’uscita per i problemi dell’ex Ilva, mentre il ministro Urso polemizza con la magistratura. Intanto l’ennesimo incidente per un lavoratore.
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Cassa integrazione al 92%, un futuro incerto e famiglie in estrema difficoltà. È l’immagine che arriva dallo stabilimento ex Ilva di Racconigi, uno dei tre poli piemontesi dell’acciaio coinvolti nella crisi del gruppo, insieme a Novi Ligure e Gattinara. Martedì, al Grattacielo Piemonte, si è riunito il tavolo regionale convocato dal presidente Alberto Cirio, con la vicepresidente e assessora al L…
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“Purtroppo l'incontro è iniziato male perché ogni volta dobbiamo raccontare noi la situazione: l'unica cosa che ci hanno confermato è che l'11 ci sarà l'incontro ma se vengono a spiegarci di Bedrock sanno già quale sarà la nostra risposta, che non accetteremo quella discussione, alla stessa stregua se vengono con un provvedimento tampone. Noi abbiamo spiegato che l'azienda è già in condizioni di assoluta gravità”.
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“Una vertenza che stiamo seguendo con enorme attenzione è quella di Taranto. Ieri ho incontrato i sindacati dei metalmeccanici che sono enormemente preoccupati. Serve dare garanzie a lavoratrici e lavoratori che sono in difficoltà, ma anche dare garanzie alla città. La politica tracci una strada. Questo vuol dire che lo Stato deve assumersi la responsabilità di accompagnare un processo di decarbonizzazione che assicuri il futuro…
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Il tavolo svoltosi oggi a Palazzo Chigi ha confermato ciò che temevamo: un incontro privo di reale capacità di decisione politica, convocato senza la presenza dei Ministri competenti e dunque incapace di offrire risposte concrete ai lavoratori e ai territori. USB ha scelto di presenziare con una delegazione di rappresentanza istituzionale e simbolica, per rispetto…
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“Abbiamo deciso di autoconvocarci a Palazzo Chigi unitariarmente dopo il rinvio del confronto da parte del Governo al prossimo 11 novembre. Nonostante il rinvio abbiamo ottenuto l’incontro a Palazzo Chigi con Stefano Caldoro, consigliere della Presidenza del Consiglio per i rapporti con le parti sociali, Carlo Deodato, segretario generale alla Presidenza del Consiglio, Gaetano Caputi, capo di Gabinetto alla Presidenza del Consiglio.
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Doveva tenersi oggi a Palazzo Chigi l’incontro tra governo e sindacati per discutere del futuro dell’ex Ilva ma l’appuntamento è stato rinviato all’11 novembre. Una decisione giudicata «inaccettabile» dai sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm, che hanno comunque deciso di autoconvocarsi oggi a Roma. «Servono risposte urgenti – denunciano i segretari tarantini delle tre sigle – il mancato intervento del governo mette seriamente a rischio il futuro ambientale e occupazionale dell’intera comunità ionica».
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I leader di Fim, Fiom e Uilm si presentano a Roma nonostante il rinvio della riunione deciso dal governo per la contemporaneità con il Consiglio dei ministri Il governo rinvia, i sindacati no. E così, martedì pomeriggio, Fim, Fiom e Uilm si presenteranno comunque sotto Palazzo Chigi: un’autoconvocazione perché – dicono i rappresentanti dei metalmeccanici – non c’è più tempo e servono “risposte concrete dai ministri competenti” sul “futuro dei lavoratori e degli…
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Dopo il rinvio dell’incontro sull’ex Ilva con il governo, i sindacati (Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil) nazionali hanno deciso di autoconvocarsi a Palazzo Chigi per domani (martedì 28 ottobre) alle ore 18, per avere risposte concrete dai ministri competenti sul futuro dei lavoratori e degli stabilimenti. Alle ore 18 è convocato un punto stampa con i segretari generali Michele De Palma (Fiom Cgil), Ferdinando Uliano (Fim Cisl) e Rocco Palombella (Uilm Uil) alla Galleria Alberto Sordi (davanti Palazzo Chigi).
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Quello dell'ex Ilva, ora Acciaierie d' Italia, è un «pasticciaccio brutto». Che conferma la difficoltà del fare impresa in Italia. E adesso dopo anni di travagli, tentativi di rilancio, interventi della magistratura, di amministrazione straordinaria, siamo arrivati a una situazione di totale impasse. Acquirenti privati non se ne vedono proprio per le conclamate controindicazioni. Le quali non hanno fatto altro che contribuire in misura decisiva a depauperare quella che è stata la prima acciaieria in Europa, un hub strategico dell'industria…
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