Dove sono finiti i Charles Michel e gli Antony Blinken? Dove sono le istituzioni europee e americane, le stesse che hanno pubblicato tonitruanti appelli, all'indomani dell'invasione del Nagorno-Karabakh da parte dell'Azerbaigian, perché venissero garantiti la sicurezza degli armeni e il loro diritto a continuare a vivere nella loro terra? L'impressionante esodo di massa degli armeni Non vede la comunità internazionale le immagini che arrivano da Stepanakert e dalle altre città…
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Alcune parole sono come fantasmi pronti a riapparire nei momenti più bui. Per gli armeni costretti a fuggire dal Nagorno-Karabakh queste parole sono «genocidio», «pulizia etnica» e «diaspora». Ieri il numero ufficiale degli sfollati ha superato i 50 mila individui, a questa velocità entro la fine della settimana tutti i 120 mila armeni residenti in Artsakh prima dell’«operazione anti-terrorismo» azera di giovedì scorso entreranno nella lista dei profughi.
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Sono già oltre 50.000 i rifugiati dal Nagorno-Karabakh giunti in Armenia, secondo l'ultimo bilancio delle autorità armene. In particolare sono stati accolti 50.243 rifugiati dopo la fulminea offensiva dell'Arzebaigian, pari a oltre un terzo della popolazione dell'enclave separatista armena. L'Azerbaigian ha aperto domenica l'unica strada che porta dal Nagorno-Karabakh all'Armenia, quattro giorni dopo che i ribelli hanno accettato di disarmarsi secondo i termini di un accordo di cessate il fuoco che riporta la…
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Ci risiamo. Ecco un Paese, il Nagorno Karabakh, al quale per anni è stato detto che i suoi abitanti sono troppi nella terra che li ha visti crescere, che ha visto nascere e morire i loro progenitori e alla quale sono attaccati. Ecco che, una maledetta mattina, una pioggia di missili si abbatte sulle scuole, sugli ospedali, sulle chiese di Khanabad, Kornidzor e, naturalmente, Stepanakert, la capit…
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