Quattro detenuti e due appartenenti al personale di polizia penitenziaria indagati per evasioni avvenute dal carcere di Prato. I sei hanno ricevuto un'avviso di conclusione delle indagini della procura la quale riporta di cinque evasioni avvenute dall'1 luglio 2024 a oggi da parte di detenuti in regime di 'media sicurezza', tutti condannati in via definitiva. Sono episodi avvenuti il 27 novembre e 20 dicembre 2024, il 26 maggio, 12 giugno e 1 luglio 2025, durante la fruizione di permessi premio e di…
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Cinque evasioni in sette mesi: sono indagati altri due agenti della Penitenziaria. Non si ferma l’emorragia dal carcere «colabrodo» di Prato, sulle cui lacune una corposa inchiesta della procura negli ultimi giorni ha cercato di mettere un faro. Ma la luce ha fatto allargare la crepa: emerge dalle indagini che 4 reclusi in regime di media sicurezza, tutti condannati in via definitiva per reati gravi, sono scappati nei mesi scorsi.
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– Nella nota si parla di “pervasivo tasso di illegalità”, oltre ai numeri che spaventano. In poco più di un anno, nel carcere pratese della Dogaia, si sono verificate cinque evasioni, oltre a un detenuto recidivo catturato in poche ore, e due agenti della polizia penitenziaria finiti sotto inchiesta per presunte negligenze. E’ quanto contenuto all’interno di un comunicato diramato dalla Procura della Repubblica di Prato e firmato dal procuratore Luca…
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Cinque evasioni di detenuti ‘eccellenti”, pluripregiudicati condannati in via definitiva, dal reparto di Media sicurezza del carcere di Prato tra il 27 novembre 2024 e il primo luglio scorso grazie – sostiene la procura di Prato – all’appoggio di un comandante e di un assistente capo della polizia penitenziaria. In una occasione, in particolare, stando sempre alla procura – una evasione sarebbe stata agevolata da una porta…
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Cinque evasioni in un anno dal carcere La Dogaia di Prato, già finito ampiamente nel mirino della Procura e ispezionato a causa di un massiccio traffico di cellulari, droga e irregolarità. Al punto da essere stati indagati sei membri della polizia penitenziaria con l’accusa di corruzione. E altri tre per non aver eseguito gli ordini di condurre un carcerato, Vasile Frumuzache, in una sezione prot…
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Carcere di Prato, cinque evasioni in un anno. Avvisi di indagine per due agenti Serie di evasioni, indagini anche su due agenti della penitenziaria 1 Visualizzazioni Continuano le indagini in merito alla situazione all'interno del carcere La Dogaia di Prato. Come spiega la Procura, dal 1 luglio del 2024 a oggi si sono verificate cinque evasioni detenuti in regime di Media Sicurezza, condannati per numerosi delitti in via definitiva, verificatesi, in particolare, il 27 novembre…
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La "centrale dello spaccio" della droga destinata a entrare in carcere è in un edificio di proprietà della Caritas diocesana dove alloggiavano i cosiddetti ‘permessanti’, detenuti autorizzati a uscire temporaneamente e che non hanno domicilio sul territorio. È la nuova pagina della maxi inchiesta della procura di Prato a tre giorni dal blitz all’interno del carcere pratese La Dogaia dove, è stato scoperto, arrivavano nei modi più disparati…
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– Alcune dosi dietro lo specchio del bagno, altre nel forno. Un bilancino di precisione, per fare il lavoro per bene. La “centrale dello spaccio”, il luogo di approvigionamento della droga da smistare poi in carcere, ha un nome e un indirizzo: ‘Casa Jacques Fesch’, via Pistoiese, civico 515/C. È la nuova pagina della maxi inchiesta della procura di Prato a tre giorni dal blitz alla La Dogaia dove, è stato scoperto, arrivavano nei modi più disparati…
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I detenuti in permesso nascondevano in una struttura a loro disposizione in via solidale gli stupefacenti che poi erano introdotti nel penitenziario PRATO — Era una struttura diocesana messa a disposizione dei detenuti in permesso la base logistica in cui veniva nascosta la droga da introdurre poi, poco per volta, nel carcere pratese della Dogaia: è quanto emerge dall'indagine che ha portato la procura di Prato a scoprire il traffico di stupefacenti e telefonini fatti avere ai reclusi in modi anche fantasiosi tra fionde…
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“Un posto sicuro”, proprio di fronte alla chiesa della frazione pratese di Narnali: un quartiere tranquillo e apparentemente insospettabile, con molte vie di fuga e molto vicino alla Dogaia. La scoperta di una centrale di smistamento della droga per il carcere in una struttura di proprietà della Caritas diocesana - dalla cui segnalazione tutto è partito - è l’ultimo capitolo dell’inchiesta sulla casa circondariale di Prato
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PRATO – È stata la denuncia di don Enzo Pacini a permettere il ritrovamento della droga all’interno di Casa Jacques Fesch a Prato, dedicata all’accoglienza dei detenuti in permesso. Il sacerdote, cappellano del carcere della Dogaia e direttore della Caritas diocesana di Prato, ha informato in prima istanza la Polizia penitenziaria che durante le pulizie ordinarie della struttura era stata rinvenuta una sostanza sospetta.
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Il direttore don Enzo Pacini ha informato la Polizia penitenziaria del ritrovamento di sostanze sospette, rinvenute durante le pulizie della struttura È stata la denuncia di don Enzo Pacini a permettere il ritrovamento della droga all’interno di Casa Jacques Fesch a Prato, dedicata all’accoglienza dei detenuti in permesso. Il sacerdote, cappellano del carcere della Dogaia e direttore della Caritas diocesana di Prato, ha informato in prima istanza la Polizia…
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Lo stabile, un appartamento di due piani composto da sei stanze, era utilizzato dai detenuti autorizzati a uscire temporaneamente, i cosiddetti “permessanti”: questi avevano accesso libero e senza controlli alla struttura, sfruttandola come base logistica per recuperare cocaina e hashish da introdurre clandestinamente all'interno della casa circondariale.Durante le perquisizioni, si legge in un comunicato del procuratore Luca Tescaroli, sono stati sequestrati 23 grammi di cocaina, suddivisi…
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Ad indirizzare gli inquirenti verso casa Jacques Fesch è stata una segnalazione della Caritas, che una volta venuta a conoscenza della presenza di droga nella struttura, ha immediatamente avvisato le forze dell'ordine. La casa di accoglienza Jacques Fesch della Caritas usata come centro di raccolta, preparazione e smistamento della droga da far entrare nel carcere della Dogaia. E’ quello che emerge dalla Procura, che sta portando…
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«Il caso della Dogaia a Prato non è affatto isolato, altre carceri sono a rischio infiltrazioni di oggetti e sostanze stupefacenti, tra questi ci sono sicuramente Sollicciano, San Gimignano e Livorno». Lo dice senza giri di parole il segretario regionale della Uil Pa Eleuterio Grieco, secondo cui «se ci sono delle falle nei sistemi di sicurezza questo è in gran parte dovuto alle attrezzature di…
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– Il rifornimento della droga che poi entrava nel carcere di Prato avveniva in una struttura della Caritas messa a disposizione dei detenuti in permesso. Lo stabile, due piani con tre camere da letto, una cucina, un bagno, un ripostiglio e un ingresso, che si trova in via Pistoiese, era diventato una vera e propria centrale di stoccaggio di cocaina e hashish. I detenuti, con l’autorizzazione a uscire dal carcere, erano liberi di muoversi dentro e fuori dalle stanze di via…
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Un edificio della Caritas usato dai detenuti in permesso come “centrale di rifornimento e stoccaggio” di hashish e cocaina destinati ai carcerati della Dogaia. Altri sviluppi nell’inchiesta sul carcere di Prato, dove nei giorni scorsi è scattata una maxi operazione a carico di ben 127 detenuti (compresi tutti quelli dei reparti di alta e media sicurezza) e di 6 agenti della polizia penitenziaria,…
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Era in via Pistoiese, in uno stabile di proprietà della Caritas diocesana in uso ai detenuti autorizzati ad uscire dal carcere in virtù dei permessi premio, la centrale di rifornimento e stoccaggio della droga che arrivava nelle celle della Dogaia. E’ quanto spiega la procura di Prato che sabato scorso ha notificato decine di avvisi di garanzia a detenuti e agenti della polizia penitenziaria e sequestrato, nel…
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