“Sollecitiamo anche in Emilia-Romagna delle risposte concrete per far fronte alla grave situazione di carenza di personale che da tempo il Nursind cerca di porre al centro dell’attenzione per le aziende sanitarie e per la politica”. Così Antonella Rodigliano, segretaria regionale del sindacato degli infermieri, spiega le ragioni che in autunno porteranno a uno sciopero generale della categoria, annunciato dal segretario nazionale del sindacato, Andrea Bottega.
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Salute, Nursing Up. De Palma: «Viaggio in quattro regioni all’acme dell’emergenza. Organici ridotti all’osso per la sempre più grave carenza di personale e professionisti stremati. Soffia il vento della protesta nell’ennesima estate di passione per gli infermieri italiani. Ora basta!». Dall’imminente sciopero del Brotzu di Cagliari, allo stato di protesta dei professionisti dell’Asl Toscana Sud Est, passando attraverso le reiterate denunce degli infermieri del Veneto e alla “guerra” dei buoni…
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TOSCANA – Uno sciopero in autunno. Ad annunciarlo a livello nazionale è il NurSind, che negli scorsi giorni ha proclamato lo stato di agitazione. Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche i problemi maggiori riguardano la mancata attenzione agli infermieri dimostrata dal governo nella redazione del decreto Liste d’attesa: tutte le proposte di valorizzazione della professione infermieristica, infatti, sono state respinte.
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Dibattito sul futuro dell’infermieristica 25 LUG Riproduzione riservata Altri articoli in Lettere al direttore di Pierpaolo Volpe- Gentile Direttore,è in atto in questi giorni un forte dibattito sul futuro della Professione infermieristica in considerazione dell’imminente introduzione di una nuova figura chiamata “assistente infermiere”. Contemporaneamente al percorso di introduzione di questa nuova figura, è in fase di modifica anche il percorso universitario della laurea magistrale con introduzione di quelle ad indirizzo clinico…
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I sindacati Nursind in questi giorni hanno annunciato lo stato di agitazione e lo sciopero in autunno. Una mobilitazione che coinvolgerà anche il personale sanitario dell’Asst Ovest Milanese. Di questo ne sono certi i sindacalisti che hanno spiegato la necessità di un cambio di rotta non solo per tutelare gli infermieri, ma anche per il sistema sanitario stesso «ormai in ginocchio a causa di riforme sbagliati e tagli scellerati».
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Sindacato infermieri, possibile sciopero in autunno: 'In Toscana situazione molto critica' La preoccupazione del NurSind: personale continuamente richiamato in servizio 1 Visualizzazioni Uno sciopero in autunno. Ad annunciarlo a livello nazionale è il NurSind, che negli scorsi giorni ha proclamato lo stato di agitazione. Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche i problemi maggiori riguardano la mancata attenzione agli infermieri dimostrata dal…
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Pavia Il mondo della sanità cittadina è in protesta: poco personale, organizzazione del lavoro e relazioni sindacali tese sono alcuni dei motivi che hanno portato alla prosecuzione dello stato d’agitazione al San Matteo, e alla recente istituzione di un provvedimento analogo anche alla Maugeri di Pavia. Si tratta della procedura formale che anticipa l’eventuale sciope…
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Nel seguente comunicato stampa le riflessioni di Antonio De Palma , presidente nazionale Nursing Up. Un buco nero, nel quale rischiano di piombare, precipitando letteralmente nel vuoto e senza il minimo paracadute, sia professionisti sanitari che cittadini. La carenza degli organici, più che mai ridotti all’osso, per noi del Nursing Up non ha mai smesso di occupare il primo posto di una sempre più triste attualità, rispetto alla quale il…
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Infermieri nuovi poveri tra le professioni intellettuali, bisogna uscire da comparto 24 LUG di Emilio Cariati Gentile Direttore, se prima erano solo dubbi adesso stanno diventando certezze, l’infermiere e il nuovo povero tra le professioni intellettuali, diversi gli articoli che si sono susseguiti in questi ultimi tempi su diverse testate, tutti hanno mostrato tabelle e differenze con gli altri Stati d’Europa e del Mondo, l’Italia è la meno considerevole nei confronti…
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"Si è concluso con un esito a dir poco deludente il tentativo di conciliazione, che si è tenuto il 22 luglio in Prefettura ad Arezzo, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale della Asl Toscana Sud Est". Così i sindacati NurSind, Nursing Up e Usb in una nota. "A fronte delle numerose criticità segnalate e delle contestazioni fatte sulle condizioni di lavoro, sui continui rientri e spostamenti fra i vari…
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“Sosteniamo con fermezza Nursind e tutti gli infermieri italiani che hanno proclamato lo stato di agitazione contro le insensate politiche di questo Governo incompetente in materia. Dopo quasi due anni di Governo meloniano, – dichiara la sen. Veneta Barbara Guidolin del M5S – nulla è stato fatto per gli infermieri. Il centro destra dimentica di agire per il sostegno e vicinanza a una categoria di lavoratori essenziale, ma ricorda di chiedere loro ulteriori…
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Dopo anni di scontri, incomprensioni e recriminazioni scaturiti nell’attuale cronica carenza di camici bianchi e infermieri del servizio pubblico, stavolta sembra esserci accordo tra governo e Regioni sul numero di laureati in Medicina e nelle professioni sanitarie da programmare per l’anno accademico 2024/2025. «Il fabbisogno è stato stabilito in base alle previsioni di domanda e offerta a livello nazionale e regionale e sulla stima presentata dalle Regioni e dalle Federazioni nazionali…
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Il decreto legge sulle liste d’attesa è pronto per essere approvato, tra la rabbia e lo sconforto delle associazioni di categoria e delle opposizioni. Dopo l’approvazione in Senato della scorsa settimana, domani 24 luglio, il testo è atteso per il sì finale alla Camera. Nato (e annunciato) all’alba delle elezioni europee come una mini riforma del Sistema sanitario nazionale, strada facendo il…
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Erano considerati come degli eroi fino alla fine dell’emergenza Covid. Poi più nulla. Sulla Sanità nulla di nuovo. Anzi. Il decreto per la riduzione delle liste di attesa in via di approvazione alle Camere ne è un esempio. Un ddl con il quale si vuole ridurre l’attesa divenuta insostenibile dei tanti che necessitano di cure o accertamenti medici. Un decreto che a medici e infermieri proprio non piace tanto che gli infermieri sono pronti a incrociare le braccia.
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“La misura è colma ed è arrivato il momento di smascherare le contraddizioni di un governo che da un lato, per bocca del ministro Schillaci, ammette la gravità della questione infermieristica, e dall’altro non va oltre vuote dichiarazioni”. Con queste parole il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, annuncia lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto, prefigurando “lo sciopero in autunno”.
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La misura è colma ed è arrivato il momento di smascherare le contraddizioni di un governo che da un lato, per bocca del ministro Schillaci, ammette la gravità della questione infermieristica, e dall’altro non va oltre vuote dichiarazioni . Con queste parole il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, annuncia lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto, prefigurando lo sciopero in autunno .
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La carenza di infermieri è un’emergenza ormai cronicizzata dagli anni ma rischia di peggiorare ulteriormente per la mancanza di professionisti che, in un futuro prossimo, possano sostituire chi va in pensione. «È tema alquanto rilevante perché in Italia la carenza è di 65mila unità – spiega Marco Senni, presidente dell’ordine dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Forlì-Cesena –. Considerando che nei prossimi 10 anni usciranno…
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"Non abbiamo trovato un accordo: noi non ci fermiamo, ma lo sciopero rimane l’ultima spiaggia". Netto e coinciso. Così Claudio Cullurà, segretario di NurSind Arezzo, commenta la fumata nera di ieri dopo il vertice in prefettura tra le sigle sindacali e i vertici dell’azienda sanitaria. I tre sindacati che rappresentano la stragrande maggioranza degli infermieri aretini, NurSind, Nusing Up e Usb, avevano proclamato sabato scorso lo stato di agitazione e il conseguente…
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Autunno a rischio servizi per la sanità pubblica: dopo la minaccia di una protesta da parte dei medici e ora anche gli infermieri si dichiarano pronti ad incrociare le braccia finita l'estate. "È arrivato il momento di smascherare le contraddizioni di un governo che da un lato, per bocca del ministro Orazio Schillaci, ammette la gravità della questione infermieristica, e dall'altro non va oltre vuote dichiarazioni".
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L'aumento del precariato per gli infermieri rappresenta una condizione di disagio che potrebbe condurre al rischio di aumento di malattie depressive. Lo rivela uno studio del sindacato infermieri Italiani Nursing Up, che incrocia i dati di tre indagini nazionali di Ragioneria dello Stato, Ministero della Salute ed Eurostat, e del Rapporto Presme, il dossier del Ministero della Salute spagnolo. "Entro il 2030 rischiamo di avere sempre meno infermieri, ad oggi ne mancano ben…
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Immagine di repertorio N. c. Font +: Stampa Commenta L'indagine nazionale condotta dal sindacato Nursing Up ha rivelato un aumento allarmante del numero di infermieri precari nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, con una crescita del 154% negli ultimi anni. Questo incremento significativo è stato associato a un aumento dei rischi di malattie depressive tra i professionisti del settore.
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Indagine Nursing Up: Il preoccupante aumento del precariato per gli infermieri (+154%) rappresenta una condizione di disagio che conduce all'aumento aumento di malattie depressive «Quale pericolosa relazione intercorre tra la piaga del precariato, che affligge, dati alla mano, da fin troppo tempo, i professionisti del nostro Servizio Sanitario Nazionale, con gli infermieri al primo posto per numero di contratti a tempo determinato, e l’aumento esponenziale della condizione…
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Indagine Nursing Up. Il preoccupante aumento del precariato per gli infermieri (+154%) rappresenta una condizione di disagio che conduce al concreto rischio di aumento di malattie depressive De Palma: «Entro il 2030 rischiamo di avere sempre meno infermieri, ad oggi ne mancano ben 175mila. I pochi che…
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Se mancano i medici a causa dell’errata programmazione degli accessi all’università; se una quota preoccupante dei medici ospedalieri medita di andarsene per le retribuzioni inadeguate, per i turni massacranti, per la mancanza di prospettive di carriera non basta parlare: bisogna fare qualcosa. E in Veneto qualcosa si sta facendo. Purtroppo nei limiti che la legge consente alla Regione di fare. Lo ha spiegato Zaia oggi a Verona in occasione…
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