È stato uno dei fondatori di Forza Italia, è stato senatore della Repubblica. Ed è stato per cinque anni in carcere. Se si vuole parlare dell'emergenza carceri, che è un volto cruciale dell'emergenza giustizia, è inevitabile andare a parlare con Marcello Dell'Utri. Che nel 2024 celebra un record tanto assoluto quanto amaro: è da trent'anni sotto inchiesta. Da trent'anni, una dopo l'altra, procure del sud e del nord indicano in lui il protagonista delle malefatte più inenarrabili…
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Sassari Le carceri italiane sono in piena emergenza. Il sovraffollamento cronico, con condizioni di detenzione inumane, ha reso la situazione esplosiva. Dall’inizio dell’anno a ieri, si sono tolti la vita in cella 63 detenuti (66 secondo i sindacati) e sei agenti di polizia penitenziaria. È chiaro che le condizioni in cui sono costretti a vivere i carcerati hanno un impatto devastante anche su chi deve controllarli.
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Ma quale svuota-carcere. Il decreto-legge di luglio convertito in fretta nei giorni precedenti al Ferragosto non ha tirato fuori nessuno dalle celle arroventate. Qualcuno è uscito da sé senza attendere il fine-pena, passando col suicidio dalla cella all’obitorio. L’ultimo della serie il numero 67 (chi si ricorda il nome? Cosa conta il nome dei disperati?) il giorno stesso della approvazione della legge.
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore Il sistema carcerario italiano è al collasso. Le cronache degli ultimi giorni ce lo confermano quotidianamente, con un coro unanime di allarmi sull’overcrowding, le condizioni inumane e la mancanza di personale. Le carceri sono diventate polveriere pronte a esplodere, dove la violenza è la norma e i diritti dei detenuti sono sistematicamente violati.
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Le carceri italiane sono sempre più sovraffollate. Secondo l'ultima rilevazione del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, al 29 luglio nelle celle del Paese oltre 14mila detenuti erano in sovrannumero. In 56 istituti il tasso di affollamento supera il 150%, e in 5 è superiore al 190%. Numeri impressionanti, resi ancora più drammatici dalla carenza di personale: a oggi ci sono 18mila agenti della polizia penitenziaria in meno rispetto alla pianta organica…
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Il sovraffollamento carcerario in Italia ha raggiunto livelli allarmanti, trasformando le prigioni in luoghi di grave sofferenza. Al 29 luglio 2024, le carceri italiane ospitavano 61.134 detenuti, a fronte di soli 47.004 posti disponibili. Questo significa che 14.130 persone vivono in spazi estremamente ristretti, con un tasso di sovraffollamento medio del 130,06%. Tra questi, 2.686 donne e 19.213 stranieri.
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La dichiarazione sabato 17 Agosto 2024 “Un uomo nelle ultime ore ha scelto di morire una sola volta, piuttosto che morire ogni giorno. È successo di nuovo, non un corpo a perdere, ma un’anima che sarebbe stato giusto continuasse a vivere”. Lo dichiara Totò Cuffaro, segretario nazionale della DC, dopo il suicidio in carcere avvenuto a Parma. “Una vita, una storia che avrà pure commesso errori, ma che non per questo non andava…
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Nel pomeriggio di Ferragosto nel carcere di Parma si è suicidato l’ennesimo detenuto, il terzo nella nostra città e il 67esimo a livello nazionale dall’inizio dell’anno. La perdita di un’altra vita umana segue alla conversione in legge del cosiddetto decreto carceri, alle sconcertanti dichiarazioni del sottosegretario alla giustizia, Del Mastro delle Vedove e all’incomprensibile presa di posizione del consigliere comunale Priamo Bocchi contro la…
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Fotogramma Sessantasette suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno, sette agenti che si sono tolti la vita, novantotto vittime il cui decesso è per cause da accertare. Se c’era bisogno di un bilancio a Ferragosto, oltre al famigerato sovraffollamento che tocca il 120% secondo gli ultimi dati, questi numeri dicono tutto. Degli oltre 61mila detenuti ristretti, più di 6mila sono in carcere ma ancora in attesa di giudizio, e condividono con i condannati a pena definitiva tutte le criticità dei…
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Ma anche al peggio c’è un limite. Se si sommano le due espressioni, possiamo farci un’idea abbastanza desolante di quale sia il grado di civiltà della nostra nazione, le cui carceri secondo i più recenti dati, sono le più sovraffollate dell’Unione. Nel solo periodo sinora trascorso del 2024 – siamo solo ad agosto - si sono verificati 64 suicidi, la maggior parte dei quali di detenuti in attesa di giudizio.
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Misure alternative al carcere, tra cui i domiciliari o l'affidamento in prova, per quei detenuti condannati per reati non ostativi, i quali devono scontare pene residue entro un anno. È questa una delle ipotesi prese in considerazione dal ministero della Giustizia, per contrastare il fenomeno del sovraffollamento carcerario. La notizia trapela dopo un Ferragosto la cui cronaca, con i disordini costati il ferimento di sei agenti nel carcere di Torino ed il suicidio di un giovane detenuto in attesa di giudizio in quello…
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Era detenuto a Montacuto fino a 3 giorni fa il cittadino tunisino di 36 anni che ieri ha deciso di togliersi la vita nel carcere di Parma . Il tutto è avvenuto mentre era in corso la... Leggi tutta la notizia
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Sono 63 i suicidi di detenuti avvenuti in carcere dall'inizio dell'anno. Il dato, diffuso dal Garante dei detenuti, è aggiornato al 16 agosto: rispetto allo stesso periodo del 2023 sono 19 in più e 11 in più rispetto 2022. L'età media è di circa 40 anni. Delle persone morte per suicidio, 61 erano uomini e 2 donne. Riguardo alla nazionalità, 33 erano italiani (pari al 52%) e 30 stranieri (pari al 48%), provenienti da 15.
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Un detenuto di 36 anni in attesa di giudizio si è tolto la vita nel carcere di Parma nel pomeriggio di Ferragosto. A renderlo noto è Aldo di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp, secondo cui con quello di giovedì 15 agosto salgono a 67 i suicidi nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno e a 3 quelli nell'istituto di Parma. Il detenuto che si è tolto la vita a Ferragosto era appena stato trasferito nella struttura: era arrivato da Ancona…
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Un altro suicidio in carcere nel giorno di Ferragosto. Il giovane detenuto in attesa di giudizio si è tolto la vita nel carcere di Parma nel pomeriggio di Ferragosto, proprio mentre nell'istituto era in corso la visita dei Radicali e del Garante nazionale, era arrivato da Ancona da soli 3 giorni. A renderlo noto è Aldo di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp, secondo cui con quello di ieri “salgono a 67 i suicidi nelle…
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Suicidio in carcere anche a Ferragosto, morto un 36enne a Parma È successo nella serata del 15 agosto: l'uomo si trovava nella sua cella della sezione isolamento dove era stato trasferito solo il giorno prima Getting your Trinity Audio player ready... PARMA – Suicidio in carcere anche a Ferragosto. È successo a Parma e a raccontare l’accaduto è una nota della Uilpa Polizia penitenziaria: ieri, verso le 19.40, si è tolto la vita un 36enne tunisino.
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Roma, 16 Ago. – “Tunisino, 36 anni, l’anno prossimo avrebbe finito di scontare la sua pena inflittagli per ricettazione e altri reati connessi al traffico di stupefacenti, ieri, verso le 19.40, l’ha fatta finita impiccandosi nella sua cella della sezione isolamento del carcere di Parma, dov’era stato trasferito solo il giorno prima. Dopo circa una settimana di calma apparente, almeno su questo fronte, questo nuovo suicidio porta a 66 la tragica conta dei morti di…
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– Continuano i suicidi in carcere, che salgono a 67 dall’inizio dell’anno: un tunisino di 36 anni si è impiccato nel carcere di Parma ieri pomeriggio, proprio mentre una delegazione dei Radicali e il garante nazionale stavano visitando il complesso. Il detenuto – il terzo suicida nel penitenziario parmense – era arrivato da appena tre giorni da Ancona e si trovava nella sezione di isolamento. L’anno prossimo avrebbe finito di scontare la condanna per ricettazione e per altri reati legali al traffico di…
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Un 35enne che fra un anno avrebbe finito di scontare la pena detentiva si è tolto la vita nel carcere di Parma nel pomeriggio di Ferragosto, proprio mentre nell’istituto era in corso la visita dei Radicali e del Garante nazionale . A renderlo noto è Aldo di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Spp, secondo cui con quello di ieri salgono a 67 i suicidi nelle carceri dall’inizio dell’anno e a 3 quelli…
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ROMA. «Cause da accertare»: ecco come vengono catalogati i morti «fantasma» del carcere. Diciannove da gennaio ad oggi. Teodorico Musco, trentanove anni, Moussa Traorè, ventinove, Alessandro Esposito, trentatré, erano detenuti a Poggioreale a Napoli; Alexandru Bustei, trent’anni, era recluso a Viterbo. E ancora. Giulio Arena, sessantasette anni, ad Augusta; Mohamed Cherif, ventinove anni, a Forlì; Gafur Hasani, cinquantuno, a Firenze…
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Nuovo suicidio nelle carceri dell'Emilia-Romagna. Un detenuto si è tolto la vita nel pomeriggio di Ferragosto nel penitenziario di Parma. A darne conferma, il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri. Si tratta di un 36enne tunisino che l'anno prossimo avrebbe finito di scontare una condanna per ricettazione e altri reati connessi al traffico di stupefacenti. Si tratta del terzo suicidio nel carcere della città ducale da inizio anno.
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Sit-in e appelli per sottolineare il problema C’è un luogo in cui il Ferragosto è una condanna, dove l’estate è una tortura e quasi tutto ha le sembianze di un supplizio. Non è mai popolare scrivere di carcere. Le persone dietro le sbarre e le persone sopra un’imbarcazione non interessano quasi a nessuno. Quasi tutti considerano detenuti e migranti ‘umanità a perdere’. Un’idea oscena, velata dalla reticenza.
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Un detenuto di 36 anni si è suicidato nel carcere di Parma il giorno di Ferragosto. Ne ha dato notizia il Garante regionale dei detenuti. Si tratta della terza persona reclusa nel penitenziario di Parma che si è tolta la vita dall’inizio dell’anno. L’uomo, di nazionalità tunisina, stava scontando una pena definitiva di tre anni e otto mesi dopo l’arresto nell’agosto del 2021 per rapina, ricettazione violazione della normativa sugli stupefacenti.
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Avanti così, col ritmo attuale, i detenuti suicidi nelle carceri italiane saranno a fine 2024 novantacinque. Quasi quanti si ammazzarono nei nostri penitenziari, 100 tondi (punta massima: 16 nel ‘62) in tutti gli anni Sessanta. Basterebbe questo, se ancora qualcuno non avesse capito, a riassumere la tragedia che si sta compiendo anche in questi giorni nell’Italia che sta dietro le sbarre. Certo, c’erano allora la metà dei carcerati di oggi.
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