Gli aumenti vertiginosi del gasolio legati allo scoppio della guerra in Iran non risparmiano il settore agricolo, esponendo gli imprenditori a dinamiche economiche e amministrative che generano incertezza e instabilità. Alle difficoltà ormai note legate ai cambiamenti climatici, che si ripercuotono sulle diverse fasi della produzione, si aggiunge il danno economico causato dall’impennata del prezzo del gasolio agricolo, passato a circa 1,20 euro al litro rispetto ai 90 centesimi registrati fino a poco prima del conflitto.
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ANCONA Si scrive diesel, si legge salasso. Giorni difficili per gli amanti del motore a gasolio, e ancora peggio per chi è costretto ad usare questo combustibile, come i camionisti. Con il riaccendersi delle tensioni nel Golfo Persico dopo l’attacco israelo-americano al regime di Teheran, la guerra in Iran catapulta pure Ancona nel revival dell’incubo già vissuto all’indomani dell’aggressione russa in Ucraina del 2022.
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Il prezzo dei carburanti torna a correre mentre la guerra in Medio Oriente entra nel suo settimo giorno e l’Italia si prepara ad affrontare le prime ricadute economiche della crisi. Il governo ha già messo in campo una strategia anti-speculazioni. Secondo i dati del ministero delle Imprese, dalla scorsa settimana il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è salito di 9,2 centesimi arrivando a 1,76 euro al litro, mentre il gasolio ha registrato un aumento ancora più…
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