PARIGI – Si infittisce il rebus di Pavel Durov, il fondatore di Telegram arrestato sabato sera a Parigi. Mentre il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha voluto precisare che “è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria in corso” e che “non è in alcun modo una decisione politica” perché “spetta ai giudici decidere”, è venuto fuori un secondo giallo. Durov era accompagnato, al mom…
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Tanti e tali rimangono i misteri, che a tre giorni dall’arresto in un aeroporto francese qualcuno comincia a chiedersi se in fin dei conti Pavel Durov abbia deciso di consegnarsi spontaneamente assieme ai segreti del sistema di messaggi Telegram che lui stesso ha creato con il fratello Nikolaij una decina d’anni fa, che nel corso del tempo gli ha portato prima ricchezza e poi popolarità, e che lo ha esposto a problemi diventati più grandi del suo status: quello di guru anarcoide dei nuovi media.
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Complicité: complicità. È la parola più si ripete nella lunga lista di accuse che la Procura di Parigi contesta a Pavel Durov, il fondatore e proprietario di Telegram. Tra i titoli dei 12 capi d’accusa del comunicato stampa della Procura di Parigi, pubblicato da Bfm tv e Liberation, c’è la “complicità” in transazioni illecite del …
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«L'arresto del presidente di Telegram su suolo francese è avvenuto nell'ambito di un'indagine giudiziaria in corso. Non è in alcun modo una decisione politica. Spetta ai giudici pronunciarsi sulla questione», ha scritto Macron su X, affermando di aver letto «false informazioni» riguardanti il ruolo della Francia nel caso.
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Il team di Telegram ha dovuto lasciare la Russia a causa delle normative legate al mondo IT: “Al momento siamo contenti di Dubai e ad oggi abbiamo divulgato 0 byte di dati a terzi, inclusi i governi”. La nota dopo l'arresto del CEO: "È assurdo affermare che una piattaforma o il suo proprietario siano responsabili dell'abuso sul social”. Dopo l’arresto in Francia del suo fondatore e Ceo Pavel Durov, è opportuno conoscere meglio Telegram, chi c’è…
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Il servizio di messaggeria Telegram si è difeso con un post su X dalle accuse lanciate dalla giustizia francese, che hanno portato all'arresto del suo fondatore Pavel Durov, chiarendo: Telegram "si attiene alle leggi dell'Ue, inclusa la Legge sui Servizi Digitali (Digital Services Act), e la sua moderazione è conforme agli standard del settore e in costante miglioramento"."Il CEO di Telegram, Pavel Durov, non ha nulla da nascondere e viaggia frequentemente in Europa"…
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Da un lato, Pavel Durov, il fondatore di Telegram arrestato ieri a Parigi con un lungo elenco di accuse non appena sbarcato dal suo jet privato, va considerato un benemerito. E non scherziamo. Dall’Iran alla Russia, da Hong Kong a tanti altri posti nel mondo dove alti papaveri pretendono di restringere la libertà di pensiero in favore del loro, unico, pensiero, la totale libertà concessa agli utenti di Telegram ha consentito la creazione di spazi di opposizione, di protesta, senza…
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Telegram “si attiene alle leggi dell’Ue, inclusa la Legge sui Servizi Digitali (Digital Services Act), e la sua moderazione è conforme agli standard del settore e in costante miglioramento”. “Il Ceo di Telegram, Pavel Durov, non ha nulla da nascondere e viaggia frequentemente in Europa – prosegue il post – È assurdo affermare che una piattaforma o il suo proprietario siano responsabili per l’abuso di quella piattaforma.
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Le autorità giudiziarie francesi hanno prolungato la detenzione del fondatore di Telegram, Pavel Durov, dopo il suo arresto in un aeroporto di Parigi per presunti reati legati all'app di messaggistica. L'arresto avvenuto sabato all'aeroporto di Le Bourget, alle porte della capitale francese, è stato l'ultimo colpo di scena nella carriera di una delle icone tecnologiche più influenti al mondo. Zuckerberg russo Di nazionalità russa, il 39enne…
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