La guerra non si ferma. E miete vittime anche per fame e disperazione. Quattro attacchi missilistici di Hezbollah nella notte di martedì hanno colpito la città di Safed, nel nord di Israele e le aree di Dalton, Dishon e Yiftah. A rivendicarlo, lo stesso “Partito di Dio”. L’esercito israeliano a sua volta ha parlato di «circa 50 lanci dal Libano» rilevati mentre attraversavano il territorio verso il nord di Israele, intercettati dai sistemi di difesa aerea.
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Le forze armate israeliane continuano a sparare contro i Caschi blu. Un carro armato Merkava ha colpito ieri mattina la torretta di osservazione e alcune telecamere di una base Unifil vicino a Kafer Kela, nel settore Ovest dell’area di frontiera, sotto il comando spagnolo. “Fuoco diretto e apparentemente deliberato contro una posizione Unifil”, ha scritto …
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Netanyahu: “Non abbiamo niente contro l’Unifil. Ma quanti missili ha fermato in 20 anni? Zero” Il premier israeliano a Le Figaro: "Hezbollah si nasconde spesso dietro postazioni Unifil per lanciare dei missili contro di noi" Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – “Non abbiamo assolutamente nulla contro l’Unifil”, dice Benyamin Netanyahu mentre i carrarmati israeliani continuano a sparare sulle postazioni della missione Onu in Libano.
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ROMA (ITALPRESS) – Un aumento numerico del contingente Unifil in Libano? “Se può salvare dalla guerra, sì. Adesso ci sono 40 nazioni, circa 10mila persone. Penso ci sarebbe una disponibilità internazionale a un aumento del contingente se in cambio ci fosse la pace e ci fosse, da parte di Israele, il ritiro delle truppe”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a “Cinque Minuti” in onda questa sera su Raiuno.
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Di Redazione «Qui a nessuno importa della verità, delle prove. A nessuno interessa sapere che cosa succede per davvero in Medio Oriente». A dirlo in un video è Angelica Edna Calò una delle italiane che più si spende per fare controinformazione sulla situazione israeliana. In merito ai recenti avvenimenti, lei che da anni vive in Israele al confine con il Libano, presso il kibbutz Sasa, ha…
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"In questi giorni, per la prima volta in un anno di azioni militari israeliane, le postazioni del contingente militare italiano inquadrato nella missione Unifil delle Nazioni Unite sono state colpite dall'esercito israeliano. Pur se non si sono registrate vittime o danni ingenti, io penso che non si possa considerare accettabile. Ed è esattamente la posizione che l'Italia ha assunto, con determinazione, a tutti i livelli.
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Vicino a una base di Unifil i militari italiani hanno trovato diversi ordigni che erano stati nascosti lungo la strada che porta al cancello. La tensione resta alta nel Sud del Libano. Israele non chiede scusa per gli attacchi contro i caschi blu. Anzi: accusa Unifil di rappresentare uno scudo che Hezbollah usa per lanciare missili e chiede, di nuovo, il ritiro dei peacekeeper. I ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, in una nota congiunta, hanno avvertito Israele…
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è tornato a chiedere che le forze di pace dell'Onu "lascino temporaneamente la zona di combattimento" nel sud del Libano. Italia e Unione Europea esortano al rispetto del personale Onu dopo i recenti attacchi alla missione Unifil PUBBLICITÀ Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiesto nuovamente lunedì alla forza di peacekeeping delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), di…
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