Il 2026 è iniziato all’insegna degli aumenti per gli automobilisti italiani. Per oltre mezzo milione di proprietari di un veicolo sono aumentate le spese. Chi è stato responsabile di un sinistro ha avuto un peggioramento della classe di merito e, di conseguenza, un rincaro automatico della polizza. Oramai basta anche solo un incidente con colpa a determinare una spesa maggiore. Il rincaro supera ampiamente il risparmio ottenuto negli anni precedenti.
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Approfondimenti:
Cresce nel quarto trimestre del 2025 il prezzo medio della garanzia r.c. auto che si attesta a 432 euro, in aumento su base annua del 3,5% in termini nominali e del 2,3% in termini reali. La crescita dei prezzi prosegue ma a ritmi inferiori rispetto a quella del quarto trimestre 2024 (+6,6%) ed è più che dimezzata rispetto al 2023 (+7,8%). Gli incrementi più elevati si registrano a Enna (+8,5%), Roma (+6,1%), Frosinone, Milano e Novara (+5,2%).
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ROMA. A partire dal 2022, le tariffe Rc auto (la Responsabilità civile autoveicoli) sono cresciute del 22,4%, arrivando a costare 79 euro in più ad ogni assicurato. Con i 33,5 milioni di veicoli assicurate in Italia, il costo complessivo per gli automobilisti è di oltre 2,64 miliardi di euro in 3 anni. Lo afferma il Codacons, in seguito agli ultimi dati resi noti dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass).
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L’analisi del Bollettino IVASS mostra un ramo nuovamente profittevole, trainato dal calo del loss ratio e dalla crescita dei premi, ma condizionato dal timore degli eventi atmosferici. di Leandro Giacobbi Il Bollettino statistico IVASS 2019-2024 per il ramo CVT (Corpo dei veicoli terresti) formalizza un quadro favorevole: la redditività del ramo torna positiva; infatti, nel 2024 si registra un utile di 221 milioni di euro, a fronte della perdita di 34 milioni nel 2023, con un risultato medio per polizza pari a…
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Inflazione giù, spesa su: in Italia il carrello corre più della media Ue L’inflazione italiana rallenta, ma il sollievo per le famiglie non arriva. È il paradosso che emerge dall’analisi Fabi sui prezzi al consumo: l’Italia appare meno inflazionata della media europea, ma continua a pagare di più proprio sulle voci che incidono ogni giorno sui bilanci domestici. Il dato generale, insomma, migliora.
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