Il papà del piccolo Youssef e marito di Raffaella Castagna, sarà in Aula a Brescia il primo marzo per l'udienza in cui sarà discussa l'istanza di revisione del processo per Olindo e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all'ergastolo per la strage di Erba
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Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, due delle quattro vittime della strage di Erba dell'11 dicembre del 2006 sarà in aula il primo marzo a Brescia quando si discuterà l'istanza di revisione presentata dai legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all'ergastolo in via definitiva per l'eccidio. Lo ha confermato la sua legale, Solange Marchignoli. "Sono innocenti", sostiene da tempo Azouz che si assocerà alla richiesta di…
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Azouz Marzouk sta con Olindo Romano e Rosa Bazzi. Nell'udienza del primo marzo davanti alla seconda sezione penale della Corte d'appello di Brescia, il tunisino si assocerà alla richiesta di revisione del processo sulla strage di Erba presentata dal sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser. «Sono soddisfatto, perché sono stato il primo a sostenere questa tesi. Ma non mi hanno creduto e per questo…
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Cronaca PRIMA PAGINA – I vicini di Erba e il processo di revisione sulla strage di Rita Cavallaro - 14 Gennaio 2024 La strage di Erba, i vicini assassini e quella revisione che punta alla vendetta degli spacciatori. Il nuovo processo a Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati definitivamente all’ergastolo per il massacro dell’11 dicembre 2006, getta ombre sulla verità giudiziaria di uno dei delitti più efferati d’Italia e divide l’opinione pubblica tra colpevolisti e innocentisti.
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Tra gli innocentisti di Rosa e Olindo sono in molti a credere che la strage di Erba sia avvenuta negli ambienti dello spaccio di droga, probabilmente una sorta di vendetta trasversale tra due bande rivali. Azouz Marzouk, il tunisino che ha perso nella strage la moglie Raffaella Castagna e il figlioletto Youssef, due delle quattro vittime del terribile delitto, resta un personaggio centrale della vicenda.
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Tener fede alla regola aurea – “Non vi è nulla di più inedito di ciò che è già stato pubblicato” – scolpita da Umberto Eco tra le pagine de Il cimitero di Praga? O credere ai difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi e alla loro declinazione del concetto di “nuovo”: nuove prove, nuove angolazioni, nuove riletture di trascrizioni già utilizzate, nuove perizie psichiatriche e di laboratorio…
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Per motivare come non fossero genuine le confessioni di Olindo Romano e Rosa Bazzi (poi ritrattate) per la strage di Erba i loro difensori alla richiesta di revisione della sentenza hanno allegato elaborati di esperti che hanno "rilevato disturbi psicopatologici in Olindo e Rosa e deficit cognitivi importanti in Rosa". Elementi non valutati nei precedenti processi e che, invece, costituiscono una "nuova prova" ottenuta con una "consulenza multidisciplinare".
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