Febbraio 2026 segna un nuovo punto importante nel percorso di BYD in Italia. Con 4.110 immatricolazioni, il brand registra il miglior risultato mensile dall'ingresso nel mercato, evidenziando una crescita di +2.761 unità (+191%) rispetto a febbraio 2025 e un ulteriore +16% rispetto a gennaio 2026. La quota di mercato sale al 2,6%, in progresso sia su base mensile (+0,1 punti percentuali) sia su base annua (+1,6 punti percentuali).
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I costruttori cinesi puntano a superare il milione di auto prodotte in Europa entro il 2028, mentre nel frattempo Bruxelles continua a rinviare le decisioni sul contenuto minimo locale. È quanto emerge da uno studio del Clifa (Comité de liaison des industries fournisseurs de l’automobile) riportato dal portale francese Auto Infos. Oggi sono già dodici i progetti di impianti cinesi in Europa - tredici includendo la Turchia - di…
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Il panorama automobilistico europeo si trova di fronte a una trasformazione che, dati alla mano, non può più essere ignorata: la presenza delle auto cinesi nel Vecchio Continente è ormai una realtà consolidata e in rapida ascesa. Gennaio 2026 rappresenta una data spartiacque, con le immatricolazioni provenienti dalla Cina che raggiungono quota 70.465, segnando un aumento dell’80% rispetto allo stesso mese del 2025.
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MG resta davanti ma BYD e Chery riducono il divario in un mercato in calo, spinte da ibride plug-in ed elettriche compatte. Bene anche Leapmotor e Geely I costruttori cinesi accelerano in Europa e iniziano il 2026 con un balzo che non passa inosservato. A gennaio le loro vendite complessive sono cresciute dell’80% raggiungendo quota 70.465 unità, in controtendenza rispetto a un mercato che ha registrato una flessione del 3,6% a 947.482 immatricolazioni, come sottolinea la testata specializzata Autonews.
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Ma la crisi dell’auto europea dipende solo dell’elettrico? Negli ultimi mesi si è assistito a una certa narrazione che ha portato a questa visione di un’industria che già dalla graduale diffusione dell’auto a corrente aveva iniziato a dare segni di poca stabilità. Eppure, un’attenta lettura delle attuali dinamiche di mercato rivela una verità ben diversa. La crisi dei costruttori del Vecchio Continente, coincisa con il contestuale boom dei marchi cinesi, si è acuita in gran parte a causa di una precisa scelta…
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