Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Le opposizioni l’hanno definita una modifica «dettata dal patriarcato». Fanno riferimento alla nuova formulazione della senatrice leghista Giulia Bongiorno del disegno di legge sulla violenza sessuale, cambiato e approvato in Commissione Giustizia al Senato con 12 sì e 10 no.
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Approfondimenti:
C’è una domanda semplice che dovremmo porci ogni volta che mettiamo mano a una legge sulla violenza sessuale: stiamo proteggendo le vittime o stiamo proteggendo un sistema che continua a non credergli? Il cosiddetto ddl stupri viene presentato come un passo avanti. Ma quando si scava sotto la superficie, emerge un problema antico e strutturale: ancora una volta, il corpo delle donne diventa terreno di scontro ideologico, più che spazio di diritti da difendere con coraggio.
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Scompare il termine “consenso” e il testo del ddl stupri cambia notevolmente. La svolta negativa è arrivata in Commissione Giustizia del Senato, su proposta di Giulia Bongiorno (Lega). Ecco nel dettaglio cos’è successo e quali sono i pericoli della nuova formulazione. L’articolo 609 bis Il disegno di legge riscrive l’articolo 609-bis del codice penale, ossia la norma che disciplina il contrasto alla violenza sessuale: è tornato al centro dell’attenzione politica e sociale italiana con l’approvazione a maggioranza del…
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La modifica proposta dalla maggioranza in Senato in materia di violenza sessuale sta dividendo l’opinione pubblica. Sullo sfondo di questa spaccatura c’è la codifica, nell’immaginario collettivo, di cosa sia uno stupro. Da decenni i movimenti si sono battuti per un cambio di paradigma interpretativo. Un report del Parlamento europeo del gennaio 2023 denunciava che solo 21 dei 27 Stati membri avevano ratificato la Convenzione di Istanbul, e che di questi solo 14 avevano adeguato di conseguenza la disciplina nazionale…
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“Prendiamo atto, con una certa ammirazione, della straordinaria celerità con cui la consigliera Di Gennaro ha ritenuto necessario replicare alla nostra proposta. Una rapidità che, tuttavia, sembra meno orientata ad approfondire il merito dell’iniziativa e più finalizzata a rivendicare una sorta di esclusiva nella trattazione del tema della violenza di genere”. Così le consigliere comunali Simona Galizia e Nora Costantini.
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"Non si tratta di una mera distinzione semantica, ma di un concetto cultura profondo" le parole della consigliera regionale dem “Dove non c’è chiarezza è facile la strumentalizzazione. Ebbene, in una legge così importante come quella contro la violenza, la parola consenso è stata sostituita da espressioni quali ‘atti compiuti contro la persona’. In Senato la legge contro lo stupro, che a novembre scorso alla Camera aveva…
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COMUNICATO STAMPA Ddl stupri: mobilitazione permanente e manifestazioni diffuse. Disseminiamo la lotta alla cancellazione dei diritti delle donne e all’arretramento della società tutta. , D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha chiamato a raccolta in un’assemblea pubblica le persone e le organizzazioni interessate a contrastare l’approvazione del cosiddetto ddl stupri. Alla luce della proposta della presidente Bongiorno sulla modifica dell’art.
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Critiche al testo adottato dalla Commissione Giustizia del Senato: “Rischia di colpevolizzare le vittime e scoraggiare le denunce” REGGIO EMILIA – Il Coordinamento donne Spi-Cgil di Reggio Emilia esprime “una netta contrarietà all’impostazione del disegno di legge sull’assenza del dissenso nella violenza sessuale, noto come “proposta Bongiorno”, recentemente adottato come testo base dalla Commissione Giustizia…
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La Conferenza delle Donne Democratiche del Molise interviene con una presa di posizione netta dopo quanto avvenuto in Commissione Giustizia del Senato sulla proposta di modifica delle norme in materia di violenza sessuale. Per l’organismo regionale si tratta di una scelta che segna «un arretramento grave sul piano dei diritti delle donne e della civiltà giuridica del Paese». Al centro della critica c’è il principio del consenso, ritenuto non negoziabile.
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Quella sul “consenso libero e attuale” come elemento principale alla base del reato di violenza sessuale doveva essere una legge condivisa, su cui tutti i partiti dovevano dare un segnale di unità e in un primo momento sembrava che questa unità si fosse concretizzata. Poi qualcosa è cambiato. L'ex prestidente della Camera dei deputati Laura Boldrini e prima firmataria della proposta di legge originaria, racconta a…
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Sulla riforma dei reati sessuali interviene l’Organismo Congressuale Forense, che chiede un riordino complessivo della materia ma valuta positivamente le modifiche appena approvate in Commissione Giustizia del Senato della Repubblica all’articolo 609 bis del codice penale. Secondo l’avvocatura, il nuovo impianto normativo segna un avanzamento in termini di chiarezza e determinatezza della fattispecie.
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Sul ddl contro gli stupri esplode lo scontro politico tra opposizione e maggioranza. La segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista al Corriere della Sera, parla di accordo saltato e definisce «irricevibile» il testo presentato dalla maggioranza, contestando in particolare la sostituzione del principio di consenso con quello di dissenso nella definizione normativa. «C’era un accordo tra me e Meloni, tant’è vero che avevamo votato all’unanimità alla Camera
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Quando si interviene sulla definizione di un reato come la violenza sessuale, non si modifica solo una norma: si incide su esperienze reali, su storie che arrivano ogni giorno nelle aule di giustizia e che spesso hanno in comune paura e solitudine. È con questa consapevolezza che, da Avvocata impegnata da anni nel diritto di famiglia e nella tutela delle persone, seguo il dibattito sulla riforma dell'articolo 609 bis del codice penale, il cui nuovo testo è stato approvato martedì in Commissione Giustizia.
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Il concetto di “consenso” sostituito da quello di “volontà contraria”. L’associazione ritiene che si tratti di salto indietro di decenni nelle conquiste delle donne REGGIO EMILIA – Riceviamo e pubblichiamo l’allarme lanciato dall’Associazione Nondasola in seguito al nuovo testo adottato dalla Commissione Giustizia del Senato come base per il disegno di legge sulla violenza sessuale pensato per aumentare le sanzioni.
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La segretaria Pd: una legge così meglio non averla «C’era un accordo tra me e Meloni. Tant’è vero che avevamo votato all’unanimità alla Camera. Poi ci sono state le Regionali, e Salvini dopo il Veneto ha voluto far saltare il banco. Anche Meloni a quel punto si e’ rimangiata l’accordo». Elly Schlein riavvolge il nastro sull’iter del ddl contro gli stupri e spiega così, intervistata dal Corriere della Sera, che «il testo presentato da Bongiorno è irricevibile».
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L’anno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario dell’ingresso delle donne nella vita politica italiana non sarebbe potuto cominciare peggio di così, ossia con lo strappo della destra sul “ddl stupri” che sancisce la rottura del patto bipartisan tra Giorgia Meloni e Elly Schlein. La riformulazione proposta da Giulia Bongiorno, che ha ricevuto il via libera a maggioranza in commissione Giustizia in Senato, stravolge il testo oggetto del precedente accordo, già approvato all’unanimità alla…
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Aiga e Ocf accolgono con favore la riformulazione del disegno di legge in materia di violenza sessuale approvata dalla Commissione Giustizia del Senato. Il testo base sarà dunque quello proposto da relatrice Giulia Bongiorno che introduce, rispetto al testo approvato all’unanimità alla Camera nel novembre scorso, la “volontà contraria” al rapporto sessuale, e non più dunque il “consenso libero e attuale”.
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«La proposta Bongiorno è irricevibile. È un tradimento delle donne togliere il consenso ad un provvedimento sul consenso. Devono fermarsi. Per fare una legge che compie un passo indietro allora è meglio non farla affatto», dice Elly Schlein al Tg3, nel giorno in cui ha sentito al telefono la premier Meloni sul ddl contro la violenza sulle donne, approvato alla Camera dopo un accordo tra la premier e la leader Pd.
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Vorrei intervenire sulla modifica, voluta dalla senatrice Bongiorno (Lega), alla norma dell’art. 609 bis del codice penale, ossia il reato di violenza sessuale, modifica che sarebbe in controtendenza con quanto in precedenza concordato con le altre forze politiche. Si era concordato di inserire il termine “consenso” tra le parti che intendono compiere gli atti sessuali …
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L’ira delle opposizioni per la scomparsa della parola «consenso» nella norma è insensata. L’onere della prova non ricade comunque sulla vittima, ma sempre sull’accusa. Piuttosto, il concetto di «freezing» è da rivedere.Via libera dalla commissione al Senato alle modifiche redatte dalla Bongiorno (Le...
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La donna deve dimostrare di aver espresso volontà contraria: un calcio all’autodeterminazione femminile. Il Governo riveda il testo confrontandosi con l’Opposizione Dove non c’è chiarezza è facile la strumentalizzazione. Ebbene, in una legge così importante come quella contro la violenza, la parola consenso è stata sostituita da espressioni quali ‘atti compiuti contro la persona’. In Senato la legge contro lo stupro, che a…
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La Cgil Chieti esprime forte preoccupazione per l’evoluzione del disegno di legge sul reato di violenza sessuale, già approvato alla Camera e ora modificato al Senato. Come spiega Daniela Primiterra, segretaria generale Cgil Chieti con delega alle pari opportunità, a destare particolare allarme è la scelta di cancellare dalla nuova proposta il riferimento esplicito al concetto di “consenso”, dopo un accordo politico…
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Nel potere mediatico del piccolo schermo, la bravissima Luciana Littizzetto ha risposto in maniera inequivocabile al dilemma del consenso: «Prima la legge era chiara. ‘Solo se ti dico sì e sì’. Solo sì e sì. Consenso. Fine. Lo capiscono tutti, anche i ciuchi, cioè esseri che hanno un cervello a volte superiore a quello di certi maschi. Ora invece c’è il dissenso: cioè è violenza sessuale solo se la vittima ha detto no, ha espresso e manifestato chiaramente contrarietà.
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“Il testo Bongiorno è irricevibile. Se ho sentito Meloni? Sì, e quello che ho detto in pubblico l’ho ribadito'. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando del testo definito da Giulia Bongiorno del provvedimento sul consenso nel reato di violenza sessuale
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Ddl violenza su donne, Schlein: A Meloni ho detto "Non farti dettare la linea dal patriarcato" 28 gennaio 2026 "Ho detto alla presidente che se da un buon accordo tra tutte le forze politiche si passa ad una legge negativa per le donne è meglio non farla. Le ho chiesto di tornare all'accordo, reinserire il consenso e non farsi dettare la linea dal patriarcato". Lo ha detto Elly Schlein a proposito del Ddl sulla violenza sessuale
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Dopo la stretta di mano che aveva sugellato l'accordo (saltato), Elly Schlein non usa mezzi termini con la premier Meloni, a proposito del ddl stupri: «Non gliel'ho detto solo pubblicamente: questo testo è irricevibile, non c è una virgola mediata con Pd. Hanno tradito un accordo fatto ed è un problema loro. Questa proposta è un passo indietro rispetto a 22 anni di giurisprudenza che hanno consolidato il `consenso´ che è diverso dal `dissenso´.
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