Si sperimenta il deposito-restituzione dei rifiuti tessili: con TexMat il riuso diventa... La Commissione europea finanzia TexMat, progetto triennale per introdurre un sistema di deposito-restituzione dei tessili usati basato su unità automatizzate e passaporto digitale. Obiettivo: ridurre i 7 milioni di tonnellate annue di rifiuti tessili e rafforzare riuso, riciclo ed Epr Nel cantiere della transizione circolare europea, la filiera tessile rappresenta…
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La Commissione europea fa un passo avanti contro gli sprechi nel settore moda. A partire da luglio, le aziende non potranno più distruggere vestiti, scarpe e accessori, una pratica che spreca risorse e danneggia l'ambiente. L'obiettivo è limitare la sovrapproduzione dei grandi brand e mitigare l'impatto ambientale di uno
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Nel lasso di tempo in cui avete letto l’attacco di questo articolo, un secondo, in media nel mondo un camion carico di vestiti viene smaltito in discarica o bruciato. Non è un segreto che l’industria della moda, con le esigenze dettate dal fast fashion e da tendenze che corrono velocissime, generi una quantità tale di rifiuti da impattare direttamente su clima e ambiente. L’impatto maggiore è quasi sempre legato a una pratica: quello dei vestiti…
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Per ridurre l’inquinamento prodotto dall’industria del fast fashion, dal 19 luglio le grandi aziende della moda attive nell’Unione europea non potranno più distruggere liberamente il tessile invenduto, ma dovranno trovare alternative come il riuso, il riciclo o la donazione Ogni anno milioni di magliette, pantaloni e scarpe, nonostante siano nuovi di zecca, mai indossati, finiscono al macero per essere distrutti.
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Nella filiera tessile, tra il 4% e il 9% dei prodotti non arriva a svolgere la propria funzione d’uso: viene distrutta prima ancora di essere indossata, generando una quantità di CO₂e quasi pari alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021. Un paradosso tipico delle catene del valore ad alta rotazione – fast fashion, overstock stagionali, resi dell’e-commerce – che la Commissione europea addita come criticità ambientale e affronta…
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C’è finalmente una data allo stop dell’Unione europea alla distruzione dei prodotti tessili invenduti. Il 19 luglio il divieto comunitario – da tempo sul tavolo di Bruxelles – diventerà operativo per le grandi aziende, mentre le medie imprese potranno aspettare fino al 2030. La Commissione Ue ha introdotto due misure nell’ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr), pensati proprio per prevenire la distruzione di capi di abbigliamento, accessori…
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La Commissione europea introduce nuove misure nell'Ecodesign for Sustainable Products (Espr): da luglio vietata la distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti. Ogni anno in Europa viene buttato il 4-9% di tessuti dismessi. La Commissione europea: "L'Espr renderà i prodotti sul mercato dell'Ue più durevoli, riutilizzabili e riciclabili, aumentando al contempo l'efficienza e la circolarità" Lunedì 9 febbraio la Commissione europea ha adottato nuove misure nell’ambito del…
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L’Europa prova a mettere fine a una delle pratiche più controverse dell’industria della moda: la distruzione sistematica degli invenduti. Dal 2026 le grandi aziende non potranno più smaltire vestiti e scarpe mai indossati, una misura che segna un cambio di rotta nelle politiche ambientali europee e nel modello produttivo del settore tessile. La decisione arriva con l’adozione di nuove norme nell’ambito del regolamento europeo sull’ecodesign dei prodotti…
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Con il regolamento Espr, Bruxelles introduce il divieto per le grandi aziende e obblighi di trasparenza sui prodotti distrutti. Ogni anno fino al 9% dei tessili invenduti finisce al macero, generando 5,6 milioni di tonnellate di CO₂ Immagine realizzata con IA Stop alla distruzione dei rifiuti tessili L’Unione europea interviene con decisione contro la distruzione dei rifiuti tessili, capi di abbigliamento, accessori e calzature invendute.
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Bruxelles – Nuove norme contro l’eliminazione di prodotti tessili invenduti: sono quelle che la Commissione Europea ha adottato oggi (9 febbraio) ai sensi dell’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), il regolamento per prevenire la distruzione di indumenti, accessori di abbigliamento e calzature invenduti. “Ogni anno in Europa circa il 4-9 per cento dei prodotti tessili invenduti viene distrutto prima ancora di essere indossato.
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L’obiettivo è quello di ridurre un volume di emissioni di Co2 pari a 5,6 milioni di tonnellate, equivalente a quello di quasi tutta la Svezia. Il divieto si applicherà alle grandi aziende dal 19 luglio, per quelle di medie dimensioni si attenderà il 2030
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ROMA – Bruxelles accelera sulle norme anti-spreco rafforzando gli argini contro la distruzione di scarpe e abbigliamento non venduti. Si stima che in Europa ogni anno vengano mandati al macero tra il 4 e il 9% dei prodotti tessili, per una emissione di Co2 pari a 5,6 milioni di tonnellate, quasi equivalente alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021. La Commissione Ue ha annunciato di aver…
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