In Italia l’insonnia non è più un disturbo che colpisce poche persone. La condizione riguarda oggi quasi un adulto su quattro, secondo i dati discussi al convegno “Ipnosis – Accendere una luce sulla notte”, promosso da Neopharmed Gentili. Tra chi soffre di disturbi del sonno, il 10 – 15 per cento rientra nei criteri dell’insonnia cronica, una forma persistente che dura almeno tre mesi e che richiede una valutazione clinica accurata.
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L’insonnia cronica vi tormenta? Vorreste evitare benzodiazepine, sonniferi vari o altri psicofarmaci? O li state già usando e non siete soddisfatti sia per la scarsa qualità del sonno, sia per la sonnolenza diurna, la scarsa lucidità del pensiero, l’irritabilità? Sì, l’insonnia è una patologia delle 24 ore. Anni di ricerche sulla neurobiologia del sonno hanno individuato una classe di sostanze, le orexine, che nel cervello ci danno ogni mattina la sveglia naturale, silenziandosi nel buon sonno ristoratore.
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