L'escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran paralizza uno dei mercati più dinamici per la moda. Tra mall deserti e scali bloccati, i colossi come LVMH e Kering corrono ai ripari, mentre la filiera produttiva italiana teme il colpo di grazia
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Mentre l’escalation del conflitto nella regione provoca caos per ogni tipo di spostamento a Dubai e in altri importanti poli commerciali, molti punti vendita sono stati chiusi oppure operano con personale ridotto. Chalhoub Group, che gestisce nell’intera regione 900 negozi per marchi come Versace, Jimmy Choo o Sephora, ha dichiarato che i suoi negozi in Bahrain sono chiusi, mentre negli Emirati, in Arabia Saudita e in Giordania restano aperti con una presenza di personale ridotta e volontaria (cosa voglia dire di…
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Il conflitto bellico tra USA-Israele e Iran sta infiammando ulteriormente l’area del Medio Oriente. Rialzi dei prezzi di petrolio e gas, scossoni nelle Borse, quotazioni ancora molto alte per oro e franco svizzero sono tra le conseguenze dell’inasprirsi degli scontri geopolitici nel mondo e ora in particolare nell’area mediorientale. Quali sono a questo punto le possibili prospettive per i prossimi mesi per quel che riguarda Borse, valute, materie prime? Di tutto questo si parla stasera a Index, spazio settimanale di economia e finanza, in onda su TeleTicino…
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L’estendersi della guerra in Medio Oriente inizia a far tremare il mondo della moda e del lusso. Dopo i crolli in Borsa a inizio settimana, i gruppi di moda si trovano ora a dover gestire anche la chiusura temporanea di parte della rete di negozi nelle zone più a rischio. Secondo quanto riportato da Reuters, Kering ha dichiarato che i suoi negozi sono stati temporaneamente chiusi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Bahrein e in Qatar e che ha sospeso i viaggi in…
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Le aspettative sono che l’impatto della crisi in Medio Oriente sui brand del lusso sia limitata sia in termini di ripercussioni sulle vendite che in termini di durata. Il 2 marzo, dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e le rappresaglie iraniane contro Israele e le basi statunitensi in Medio Oriente (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Bahrein), le azioni del settore del lusso hanno registrato un calo compreso tra l’1% e il 7%.
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I punti chiave La guerra in Medio Oriente sta paralizzando retail, turismo e logistica, con chiusure di boutique di lusso e blocco dei voli Il conflitto geopolitico sta minando la fiducia dei viaggiatori e colpendo duramente il mercato del lusso, rallentato anche in altri settori I titoli dei big del lusso (Lvmh, Hermès, Richemont) hanno subito cali significativi, con centinaia di milioni a rischio Contenuto generato dall’AI: può contenere errori Lo store Louis Vuitton al Dubai mall of the Emirates (ph…
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La situazione in Medio Oriente incide in Borsa sulle compagnie aeree La crisi in Medio Oriente, dopo l’attacco congiunto tra Usa e Israele, crea scompiglio sui mercati azionari. In Europa, a farne le spese sono principalmente il lusso, le compagnie aeree e il turismo. Il balzo del prezzo di petrolio e gas, dopo la chiusura dello stretto di Holmuz, spinge l’energia e le utility Nel comparto del lusso (-3,9%) sono pesanti Richemont (-6%), Swatch (-4,9%), Kering (-3,7%) e Lvmh (-3,5%).
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Non è nulla in confronto ai morti civili e militari, alle conseguenze politiche, agli equilibri diplomatici. La premessa è doverosa, in un momento in cui la Terza Guerra del Golfo ci è esplosa tra le mani, a sorpresa per il nostro Ministro della Difesa Guido Crosetto, figurarsi per noi comuni mortali. Nella notte italiana tra venerdì e sabato gli Stati Uniti di Donald Trump e Israele hanno attaccato l’Iran, decisi a spazzare via “in quattro settimane” il regime, “no matter what“, come si suol dire…
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