MODENA. Da quel giorno la sua vita è cambiata. Non va più a correre, quando si trova in posti isolati ha attacchi di panico. Ha perso anche il lavoro. Tutte le sue certezze sono traballate in questi mesi. Di una cosa però è certa: «Sono pronta ad affrontare il processo, anche se questo comporterà rivivere tutto un’altra volta. Sono pronta, perché me lo devo. Lo devo a me stessa». La violenza sessuale È Giorgia, nome di fantasia, a parlare.
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