Un Ordine del Giorno, col quale “si impegna il Sindaco e la Giunta ad attivare tutte le procedure amministrative necessarie ad onorare la memoria di Sergio Ramelli, a 50 anni dalla sua morte, attraverso l’intitolazione con il suo nome di una strada, parco o giardino della città di Andria”: è quello sottoscritto dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Andrea Barchetta e dai consiglieri comunali Nino Marmo e Luigi Del Giudice del Movimento Pugliese.
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«Ancora oggi, a 50 anni dalla morte di Sergio Ramelli, c'è una minoranza rumorosa che crede che l'odio, la sopraffazione, la violenza siano strumenti legittimi attraverso cui affermare le proprie idee. Ai ragazzi che vogliono dedicare la propria vita a ciò in cui credono voglio dire: non fatevi ingannare da falsi profeti e cattivi maestri, difendete le vostre idee con forza ma fatelo sempre soprattutto con amore, come faceva Sergio».
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Milano, 13 marzo 1975. Il ragazzo che non doveva morire sta tornando a casa per l’ora di pranzo. Ha diciotto anni e abita con la sua famiglia in via Amadeo 40, al confine tra l’Ortica e Città Studi, il quartiere universitario. Appoggia il motorino poco dopo l’incrocio con via Paladini, a pochi metri dal suo condominio. Si inginocchia per legarlo, ma nel suo destino non c’è un furto, bensì un omic…
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Giorgia Meloni compare con contributo video al convegno ospitato a Palazzo Lombardia a Milano «Le idee hanno bisogno di coraggio», in ricordo di Sergio Ramelli a 50 anni dal suo assassinio per ricordare una vittima «divenuta un simbolo per generazioni di militanti di destra e di tutta Italia». Oggi, afferma, «siamo chiamati a interrogarci su quello che ancora ci può insegnare il suo sacrificio». DELL’OMICIDIO Ramelli, a differenza di molti degli eventi che hanno caratterizzato gli anni Settanta e il terrorismo…
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Milano – Giorgia Meloni e Ignazio La Russa sottolineano la traiettoria via via compiuta dalla vicenda umana e politica di Sergio Ramelli. Per il presidente del Consiglio “è terribilmente difficile associare a questa vicenda valori quali misericordia, perdono, pietas” ma, premesso questo, “oggi, dopo 50 anni, una memoria che per troppo tempo è stata di una parte iniziata ad essere condivisa” e con cui “tutti devono fare i conti”.
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